Che i Dreampainters abbiano investito molto su Anna è innegabile: è difficile, ad oggi, trovare un altro titolo italiano, per di più indipendente, che abbia "subito" un simile tam-tam mediatico, a suon di preview, trailer e interviste varie.

Certo, per chi è abituato al mondo videoludico, tale attività è praticamente una prassi per il settore, almeno per i titoli tripla A. Per quelli indipendenti, appunto, un pò meno: vuoi perché nel settore girano meno soldi, vuoi perché generalmente ci si concentra sul fornire il miglior prodotto possibile usufruendo dei mezzi e finanziamenti che si hanno, ma di solito è già tanto vedere un trailer, magari due, ma non anteprime quasi si stesse assistendo alla nascita del nuovo Assassin's Creed (o magari no).

Comunque, Anna è uscito ormai da qualche tempo, pubblicato grazie a Kalypso su varie piattaforme digitali, da Zodiac fino a Steam. Certo, ci si chiede come mai un prodotto digitale, di per sè già bindato ad una piattaforma di distribuzione, per poter essere eseguito debba essere attivato online tramite la creazione di un account Kalypso, manco fosse (toh!) il nuovo Assassin's Creed, ma vabbè, sorvoliamo sulla questione DRM (che poi è facilmente aggirabile semplicemente eseguendo il gioco offline, quindi è un sistema di protezione atto giusto a far perdere quei due secondi a riempire form con i nostri dati...).

Dicevo, Anna è uscito ormai da un certo tempo, ed Anna ha riscosso un successo veramente notevole, considerando che i Dreampainters sono una software house alle prime armi ed Anna (si, il nome mi piace molto e lo ripeto quanto voglio) è il loro primo prodotto. Recensioni con voti fotonici, dunque...si, ma solo in Italia. Giustamente, all'estero il gioco è stato bastonato o meglio, semplicemente, è stato visto per quel che è: un prodotto mediocre, alla stregua dei tanti titoli freeware che girano sul web, o alla peggio venduti per pochi spicci su Desura e simili.

Ci si domanda, quindi, perché Anna, prodotto tutto italiano, abbia riscosso un simile successo solo in Italia (eppure di titoli italiani ce ne sono eh, basti pensare al recente Face Noir della Mad Orange, meritevole di una partita nonostante le limitazione imposte, appunto, dal suo essere indie), ma boh, di Misteri™ è pieno il mondo, anche se spesso una googlata può aiutare qui e là.

Tornando a noi, Anna è un gioco mediocre. Brutto no, mediocre si. Non è brutto perché è evidente come dietro ci sia un progetto, di come si sia cercato di rendere al meglio sfruttando i mezzi che si avevano. Purtroppo, però, Anna non spiccava (uso il passato perché, dopotutto, questa è la recensione della versione Extended), rimanendo ancorato al suo progettino di base senza evolvere in qualcosa di più complesso.

Anna era un'avventura di stampo horror. E già qui, bisogna avere una certa dimestichezza col genere, perché come minimo un horror deve incutere nel giocatore una certa suggestione, portare all'identificazione col protagonista così da provare empatia verso la vicenda da lui vissuta, in questo caso di oppressione e di terrore. In Anna ciò non accade: il senso di distacco che si ha, noi sulla sedia o poltrona, lui intrappolato in una segheria, rimane incolmabile, non essendoci partecipazione alcuna verso "l'orrore". 

L'interfaccia del gioco, poi, è quanto di più macchinoso abbia mai visto. Sorvolando sull'eccessiva sensibilità del puntatore, che letteralmente "schizza" da una parte all'altra dello schermo, per raccogliere un oggetto bisogna posizionarsi esattamente su quei pochi pixel che lo compongono, quindi interagirvi. L'impresa richiede una certa dose di perizia e precisione, visto che va accostata alla velocità di cui sopra.

Per poter aprire l'inventario, poi, bisogna pigiare il tasto centrale del mouse, selezionare l'oggetto e quindi utilizzarlo sulla piccola area interattiva prevista. Ecco, spiegato a parole magari non rende bene, ma basta avviare un attimo il gioco per capire di cosa parlo (e potete farlo anche tramite la demo gratuita, che tanto il gioco rimane identico).

E vabbè, direte voi, sui comandi e l'interfaccia si può soprassedere...ma sulla grandezza del titolo? Si, parlo proprio di portata fisica, visto che Anna è un giochillo minuscolo (così piccolo che su Steam è presente un achievement che richiede di terminarlo in meno di trenta minuti), con le sue ben quattro locazioni (esterno, primo piano e secondo piano della segheria, caverna). E stiamo parlando di schermate veramente piccole, navigabili in pochi secondi...quindi come aumentare la longevità? Facile. Backtracking. Tonnellate di backtracking. Viaggerete attraverso le stesse due stanze fino allo sfinimento, magari per raccogliere un oggetto o assistere ad un fenomeno paranormale.

Ah, i fenomeni paranormali meritano una menzione a parte. Ok che, come detto prima, non incutono alcun timore nel giocatore, ma spesso sono anche "necessari" per proseguire. Se non ne avete visto uno, magari, non si "modifica" la locazione così da potervi interagire. Ecco, tali manifestazioni spesso triggano in maniera totalmente casuale. Per fare un esempio pratico, per potere accedere alla caverna, ultima location del gioco, occorre aspettare uno di questi eventi, in modo che una porta si manifesti sul pavimento (!) del piano superiore. Nel mio caso, ho vagato a vuoto per diverso tempo, sostanzialmente senza compiere alcuna azione, prima che tale uscio si rendesse visibile. Sfortunato io? Probabile, ma cito l'accaduto e passo oltre.

Il difetto che affligge come una piaga Anna è la mancaza di coerenza e logicità nelle azioni. Molte recensioni hanno sostenuto che ciò sia dovuto al fatto che nel gioco bisogna portare a termine una serie di rituali: io sostengo, invece, che sia tutta colpa di un cattivo game design.

Non puoi, anche se fosse un vero e proprio rituale, richiedere al giocatore di dar fuoco ad una pigna (!) su una porta (!!) per poter proseguire, e questo solo nella prima schermata!

A nessuno verrebbe in mente di utilizzare una pigna in quella maniera, neanche nel più disperato "prova tutto su tutto". E stiamo parlando solo, appunto, della prima location. Certo, è disponibile un fantomatico tasto "Aiuto", che però funziona decisamente poco bene, quindi non ho speso neanche tempo nell'utilizzarlo. Il gioco è letteralmente pieno di enigmi simili, e non vi verranno mai date indicazioni su come procedere. La questione basica, alla fine, è: non puoi fare un'avventura grafica, che per definizione richiede l'uso della logica per poter essere portata a compimento, totalmente basata su "ragionamenti" (e le virgolette sono d'obbligo) a-logici.

Sorvolando su molti altri aspetti (come una pesantezza generale del motore grafico, che ho dovuto settare al minimo....ma davvero? E dire che ho eseguito Witcher 2 senza particolari difficoltà, certo scendendo a compromessi, ma stiamo parlando di un titolo che aveva già qualche problema di ottimizzazione di suo, ma almeno non doveva caricare solo quattro schermate), poi, non mi è particolarmente garbato il fatto che, in un gioco horror, non si potesse morire. Ecco, anche qui ritorna il fatto del coinvolgimento e bla bla bla a cui ho accennato prima.

E ora, veniamo finalmente alla Extended Edition, offerta gratuitamente a tutti i possessori del gioco. Ecco, sulla carta la Extended Edition si proponeva di risolvere tutti i "problemi" che affliggevano Anna liscio. Purtroppo, però, il risultato non è stato dei migliori, e vediamo il perché.

Per prima cosa, c'è da dire che i Dreampainters hanno preso atto della scarsa longevità della loro creatura, e hanno tentato di porvi rimedio ampliando, di fatto, la segheria.

Ora il primo piano conta una stanza in più (più una location "segreta", non subito accessibile), mentre il secondo ha un'intera nuova ala, a sua volta composta da altri tre ambienti. Piccole modifiche, poi, son state fatte qui e lì, caverna inclusa, ma...basterà tutto ciò a migliorare l'esperienza di gioco? La risposta è no. Certo, le nuove aggiunte potrebbero risultare piacevoli da visitare, però rimane il fatto che non si è saputo porre rimedio ad una piaga precedente, quella del backtracking, che continua ad affliggere, in maniera ancora più marcata, ora, l'intero titolo. Se prima bisognava fare la spola fra un paio di stanze, ora bisogna farla in cinque-sei locazioni. E non è piacevole neanche un pò.

Questione enigmi. Anche qui si è cercato di mettere una pezza, anche qui non si è avuto successo. Certo, ora il gioco mette a disposizione una serie di indizi (rinvenibili anche nei documenti, piacevole aggiunta, questa si, dato che fornisce anche un pò di background alla vicenda, cosa che prima avveniva solo tramite il PDF da leggere all'interno della cartella d'installazione del titolo), ma questi risultano essere veramente troppo vaghi e criptici.

Alcune volte, per dirla spiccia, si arriva facilmente alla soluzione, il resto delle volte no (ah, l'hint system è difettoso come al solito: spesso permane lo stesso indizio a schermo nonostante abbia già completato quella azione, altre volte, invece, si riceve un simpatico messaggio di "indizio non presente"). Il nuovo sistema delle intuizioni, poi, è totalmente inutile. Non solo le cose che "scoprirete" combinando fra loro questi elementi probabilmente le avrete già scoperte semplicemente giocando, ma le intuizioni sono inutili ai fini del gioco stesso, non aggiungono assolutamente nulla e possono bellamente essere skippate per tutta la durata del titolo...l'unica utilità che vi ho trovato è stata quella di poter accedere al finale "vero", semplicemente combinando a casaccio le intuizioni l'una con l'altra.

Di finali ne esistono ben otto, stando alla schermata delle statistiche, ma dopo averne visionati sei (non chiedetemi come accedere agli altri due, non ne ho assolutamente idea) posso dire che più o meno sono tutti...identici. Già. Alcuni si ottengono semplicemente lasciando la segheria anzitempo, mentre per gli altri, quelli "negativi", cambiano al massimo un paio di dettagli.

Ah, avevamo detto che in Anna non si poteva morire. Ora si può. O forse no. I Dreampainters hanno aggiunto una simpatica barra della vita/sanità, che si riempe man mano che il personaggio sperimenterà azioni paranormali sulla propria pellaccia, andando dal "semplice" terremoto fino all'apparizione della bambola che pare perseguitarvi (piccola nota: ma davvero questa bambola, come riporta la descrizione del prodotto in Steam, vanta una propria intelligenza artificiale? Un'intelligenza presuppone delle azioni da compiere, mentre la bambola compare più o meno casualmente nelle varie locazioni, presumibilmente seguendo uno script, quindi fare comparsate random significa avere un'intelligenza?). L'unico modo per ripristinare la vitalità sarà risolvere enigmi, ma...anche essendomi inalberato più e più volte, sono riuscito nell'ardua impresa del non morire mai, anche assistendo a "scene de pauraaa" continue. Brutto. Molto brutto.

Ultime due parole sulla colonna sonora: molto carina ed ispirata, certo. Peccato si sposi ben poco con quanto si vede a schermo, facendo pensare a paesaggi bucolici e luoghi ameni quando, di fatto, ci si trova imprigionati in una segheria buia con una presenza spiritica non proprio amichevole.

E su queste ultime note si conclude il pezzo. Si, senza un voto, che il voto non vuol dire nulla, son solo due numeri affiancati senza un perché. Quello che vuol dir qualcosa, invece, è che Anna, anche in versione Extended, non si discosta poi molto dal prodotto originale, rimanendo appunto sostanzialmente la stessa cosa, solo più allungata. Proprio come una zuppa, in effetti.

La recensione è stata originariamente pubblicata sul sito internet La Terra di Mezzo Più Un Quarto e qui riproposta per concessione dell'autore; come da richiesta dell'autore il campo voto non è stato valorizzato.

Addentratevi nell'oscuro antro dell'Ogi Forum