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Versione completa: I videogame da milioni di dollari...
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... ora si sviluppano in cameretta.

Un articolo che tratta del successo ottenuto da una giovane software house nello sviluppo del suo videogioco indipendente.
La recensione, dopo l'intervista agli autori, pone la nota sulle possibilità di realizzo che anche i piccoli team indipendenti, al pari forse dei major studios, potrebbero avere con un esborso economico non considerevole, se non propriamente ridotto. Molti dei diversi aspetti che coprono la realizzazione di un videogioco non vengono analizzati, così che la valutazione economica globale viene riferita alle sole spese vive sostenute.

Partendo da questa base si creano possibili distorsioni nel dibattito sui videogiochi: far attuare dei provvedimenti dopo averne discusso nelle sedi parlamentari non sarà facile con queste premesse; di certo, questo non aiuterà a migliorare la situazione dell'industria videoludica del Paese.
Gwenelan
... Mah.
Nel senso: l'articolo mi pare mooooolto facilone e ingannevole. I giochi da milioni di dollari (nel senso che fanno guadagnare milioni di dollari o che costano milioni di dollari?) NON si fanno nelle camerette. C'è l'indie che sbanca e ti fa diventare milionario, ma è uno su centomila. In ogni caso, con 30 euro non fai lo stesso gioco che faresti con "milioni di dollari". E se per alcuni giochi questo va anche bene, nel senso che milione più, milione meno può uscire cmq una bellissima cosa, per altri giochi questo non è possibile, punto. C'è già differenza fra i giochi creati "nella cameretta" e i giochi creati con kickstarter che cmq non hanno a disposizione "milioni di dollari".

Cioè, proprio paragonare i team indie come questo alle SH come quella di AC non ha alcun senso da nessun punto di vista. Mah.
Gharlic
Non mi sorprende che sia un articolo di un giornale, per così dire, "mainstream", per quanto tra i più autorevoli in Italia. C'è sempre questa sorta di riempitivo da scrivere in un quarto d'ora poco prima della stampa, evidentemente.
Ma poi c'è sempre da sbandierare questo rassicurante quanto fasullo sentimento patriottardo come a dire che noi non siamo secondi a nessuno, nonostante il mostruoso ritardo in cui versiamo e che fa sì che l'Italia sia uno dei pochi paesi occidentali a non avere ancora un'industria degna di nota in questo settore.
Gwenelan
CITAZIONE (Gharlic @ 22 May 2016, 18:29) *
Non mi sorprende che sia un articolo di un giornale, per così dire, "mainstream", per quanto tra i più autorevoli in Italia. C'è sempre questa sorta di riempitivo da scrivere in un quarto d'ora poco prima della stampa, evidentemente.
Ma poi c'è sempre da sbandierare questo rassicurante quanto fasullo sentimento patriottardo come a dire che noi non siamo secondi a nessuno, nonostante il mostruoso ritardo in cui versiamo e che fa sì che l'Italia sia uno dei pochi paesi occidentali a non avere ancora un'industria degna di nota in questo settore.

Sour Gharlic is Sour.
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Gufino
Ho letto ora l'articolo. Il problema di base ovviamente è l'overdose di retorica buonista del tipo "un team di giovani volenterosi senza una lira si fa strada contro le grandi industrie del settore". Non è assolutamente così che funziona, è una visione zuccherosa, semplicistica e fondamentalmente sbagliata sotto ogni aspetto, ed è quello che succede quando qualcuno scrive un articolo senza essere esperto del campo di cui sta parlando, imho. Ora, io auguro tutto il bene possibile a questi ragazzi, ma mi sembra che oltre ai soldi gli manchi anche un po' d'esperienza, o almeno questo è quello che, a mio parere, traspare dall'articolo. Realizzare un prodotto pulito, divertente e sufficientemente rifinito per essere presentato al vastissimo pubblico di steam non è sempre facile quando si è soltanto quattro amici al bar con una copia di unity free. Ci sono tante questioni importanti, sia dal punto di vista tecnico che del design, che non puoi improvvisare. Speriamo bene. Quello che invece proprio non mi va giù è l'approccio generale alla cosa: "Stavamo lamentandoci del fatto che da un po' di tempo non trovavamo un gioco che ci piacesse", "improvvisamente si è accesa la lampadina: facciamolo noi". No. Scusatemi ma non posso fare a meno di trovarla una frase spocchiosa, immatura e poco credibile blush.gif

Però, sarei grato se qualcuno riuscisse a spiegarmi il significato di questo passaggio, ché io proprio non ci arrivo:
"il cervellone spesso non riusciva a leggere la tavoletta grafica, quindi toccava ricominciare tutto daccapo semplificando l'immagine in 3D e buttando via il lavoro di giorni"

Gwenelan
CITAZIONE (Gufino @ 29 May 2016, 22:18) *
"Stavamo lamentandoci del fatto che da un po' di tempo non trovavamo un gioco che ci piacesse", "improvvisamente si è accesa la lampadina: facciamolo noi". No. Scusatemi ma non posso fare a meno di trovarla una frase spocchiosa, immatura e poco credibile blush.gif

In effetti, quoto. Ci sta che volessero fare il gioco dei sogni, dopotutto molte SH cercano di fare proprio questo. Ma non sono proprio sicura che ti metti per la prima volta davanti a un pc e lo tiri fuori...

CITAZIONE
Però, sarei grato se qualcuno riuscisse a spiegarmi il significato di questo passaggio, ché io proprio non ci arrivo:
"il cervellone spesso non riusciva a leggere la tavoletta grafica, quindi toccava ricominciare tutto daccapo semplificando l'immagine in 3D e buttando via il lavoro di giorni"

Mia interpretazione: il cervellone sarebbe il pc, che non riusciva a leggere la tavoletta grafica. Suppongo. Quindi facevano tutto in 3D con qualche altro programma. Ha senso?
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