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Versione completa: Perché ho lasciato il mio lavoro dei sogni alla Ubisoft
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Gwenelan
Interessante articolo che racconta l'esperienza di uno sviluppatore in uno studio tripla A.
Shinetop
Bhe un po' quello che sostiene il buon vecchio Ron, team troppo grandi lasciano poco spazio al "divertimento", il gioco diventa principalmente un prodotto da vendere e dato che si investono pesanti cifre e le persone che ci lavorano sono tante ognuno non può fare quello che vuole.

Mi ricordo che Richard Garriot (l'ideatore di Ultima), raccontando della travagliata nascita di Ultima IX, disse che ad un certo punto l'editore (credo che Origins era già stata acquistata da EA all'epoca) volle trasformare Ultima IX in un clone di Tomb Raider e dovette lottare parecchio per mantenerlo un RPG.

Forse è un po' il segreto di titoli come Monkey Island o Indiana Jones, tutte si li ricordano con affetto perchè il team poteva inserire un sacco di idee strampalate senza dover sottostare a regole restrittive di progettazione (inchiodare uno in una bara, mettere un criceto in freezer o nel microonde.....). Non credo sia solamente una questione legata al fatto che certi titoli siano legati alla nostra infanzia (altrimenti ci ricorderemmo di tanti altri giochi del passato).
MIK0
Credo che si possa applicare a molti contesti lavorativi.
Però l'esperienza acquisita è probabilmente fondamentale a supportare una scelta simile.
Myloch
Penso che sia fisiologico in qualsiasi settore lavorativo, più la ditta è grande più si tende a perdere "l'umanità" della stessa, giusto per filosofeggiare, ma neanche troppo.
simone_pizzi
grazie della segnalatio
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