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Versione completa: Un'idea traduttiva
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CavaliereOmbra
Salve a tutti,

non scrivo spesso su questo forum (in verità ormai scrivo poco sui forum in generale), ma non per questo lo trovo meno interessante di altri; è proprio per questo motivo che ho deciso di parlare qui, ancora prima che da altre parti, di un'idea che recentemente si è venuta a concretizzare. L'idea è nata in occasione dell'intervista curata da Tsam, ove si ha avuto modo di parlare di traduzioni amatoriali, di cosa siano e come si differenzino da altre attività traduttive. Altre discussioni avute con persone esterne al nostro campo, appartenenti alla scena ufficiale italiana, mi ha convinto che non vi sia chiarezza su cosa sia una traduzione amatoriale: ad esempio spesso quest'ultima viene fraintesa con la "free translation", branchia nella quale si fa appartenere anche la "social translation".

E' con queste considerazioni alle spalle, e appunto l'intervista con Tsam, che ho pensato di buttare giù (quasi per gioco e sicuramente con nessun particolare intento se non quello di fare un "esercizio di logica") qualche aggettivo, qualche... definizione. Il risultato è qualcosa che sto cercando solo ora di capire se davvero può essere interessante anche per altri traduttori amatoriali, ma soprattutto se quest'ultimi possano insieme metter giù davvero qualcosa in cui riconoscersi (quanto ho scritto ha l'intenzione di essere una base su cui discutere, non qualcosa di intoccabile... anzi, cerco soprattutto critiche e suggerimenti).

http://www.diariotraduttore.com/manifesto/

Saluti,


Cav


P.S. Una domanda più che lecita, ad esempio, potrebbe essere "a cosa serve"? Beh, a livello pratico forse nulla... ma forse servirebbe a far capire meglio cosa facciamo. Non di rado mi capita di discutere con persone, traduttori ufficiali d'esperienza, che si domandano e pur si interessano a ciò, ma altrettanto non di rado noto che si hanno idee errate. E' comunque una domanda che merita attenzione.
Tsam
Ciao Cavaliere,
io sono sicuramente un profano della scena traduttiva e sicuramente c'è gente più esperta di me qua: riflettere comunque su quello che è lo scenario amatoriale, darsi dei "principi" e un manifesto da seguire penso che possa essere sicuramente interessante, perlomeno per avere una visione condivisa e "promettere" una qualità e un modo di operare che, se vedo scontato per chi frequenta questo luogo, forse non è sempre così chiaro e metabolizzato.

Chiamiamolo codice della qualità, chiamiamolo "voglia di far vedere che ci siamo", soprattutto in un momento magari non floridissimo, penso possa essere un buon segnale.

Passo la parola però ai pesi massimi blush.gif.. ciao
tsam
CavaliereOmbra
L'intento è proprio quello di fornire una più chiara immagine di sé, un'identità volendo chiamarla così, anche all'esterno. Oggi ne ho scritto qualcosa anche sul mio blog, al fine di spiegare ulteriormente le intenzioni da cui nasce il manifesto:

http://www.diariotraduttore.com/2008/11/21...ivo-amatoriale/

Una cosa che forse non ho chiarito bene, e in effetti merita di essere chiarito, è che per riconoscersi nel manifesto o aderirvi non è necessario essere traduttori amatoriali, ma è sufficiente appunto ritrovarsi nei suoi punti (o volerli modificare, dato che vuole essere una realtà ampiamente discutibile e non un qualcosa da prendere "così come è") in ambito traduttivo... ovvero come si vorrebbe che una traduzione amatoriale fosse... da giocatore, oltre che da autore.
Micartu
Sinceramente non ne sento il bisogno
Sarà la mia indole un pochino anarchica. Non mi piace pormi regole nel mio passatempo, già la società moderna mi impone un sacco di regole e di normative a cui io volente o nolente mi devo attenere.
Nel mio angolo di fuga dalla monotonia di tutti i giorni voglio respirare libertà assoluta. ovviamente ho letto il manifesto e mi riconosco in quasi tutti i punti, che sono anche ben esposti e categorizzati.
Intendo semplicemente dire che non sento il bisogno di regolamentarmi o di definirmi o di definire quello che è la traduzione amatoriale. Però io in queste cose sono poco riflessivo, capisco benissimo che persone più portate all'introspezione siano invogliate prima o poi a porsi delle domande sulla questione e a cercare di dare una risposta e apprezzo il gesto.

Il mio modello comportamentale qual è? Le mie linee guida in questo settore sono quelle che mi detta la mia coscienza, diciamo per renderla semplice che cerco di fare "il bravo ragazzo" e di essere rispettoso con tutti e che cerco di seguire i dettami morali che la mia coscienza mi suggerisce. Questo per quanto riguarda il lato comportamentale.

Per quanto riguarda il lato "qualitativo" è utile dare ai niubbi una linea guida per creare una buona traduzione.
Mettiamola così, non aderisco ad un manifesto che ci definisca per l'idea di definirci fine a sé stessa, ma aderirei ad un vademecum del traduttore, per esempio ho letto del fatto di "cercare di rendere la traduzione stilisticamente coerente ad un unico stile" e questo mi trova molto d'accordo.
Dovresti orientarti secondo me piuttosto su questo, cioè creare un "vademecum del traduttore", quali dizionari utilizzare, eliminare il babylon dal pc se si è alle prime armi, esercizi da fare per migliorarsi, accorgimenti da prendere quando si organizza un gruppo. Una guida insomma, lì potrei contribuire più che volentieri. Secondo me verrebbe fuori un libricino sulle 200 pagine. in quest'ottica didattica il definire la traduzione amatoriale acquisirebbe molto molto significato. Per esempio, prefazione con definizione di traduzione amatoriale e traduttore amatoriale. Poi una sorta di vademecum che elenchi quali sono le cose che si "sconsiglia" ("sconsigliate" non "vietate" però è?) tipo tradurre un gioco che avrà una localizzazione ufficiale (si causano danni economici alle società) e poi via con i consigli.

Ad ogni modo buona fortuna! Penso che raccoglierete un sacco di adesioni. Diciamo che la mia risposta può essere utile cmq ai vostri fini perché aiuta a identificare un'altra branca di pensiero. Ancora in bocca al lupo!
CavaliereOmbra
Ciao Micartu,

le tue considerazioni sono certamente molto interessanti e credo che alla fine rispecchino in buona parte alcuni dei miei dubbi (non faccio segreto che anche io mi son trovato a chiedermi, al di là dell'aver buttato lì alcuni aggettivi quasi per gioco, a cosa sarebbe servito un manifesto).
Prima però di addentrarmi nella questione sento però di dover chiarire una cosa. Ieri un'altra persona mi ha scritto, facendomi notare un paio di cose:

1) nel manifesto non si parla di hacking
2) la traduzione amatoriale non ha bisogno di regole essendo comunque "libera"

Devo dire che concordo su entrambe le cose. Sull'hacking in effetti una voce si potrebbe inserire, mentre per quanto riguarda la questione delle regole non potrei trovarmi più d'accordo. Ecco, forse non è stata la scelta migliore usare termini come "deve" e "non deve" (si potrebbe in effetti pensare qualche alternativa migliore), perché appunto in tal modo il manifesto pare essere un insieme di regole, mentre l'intento è proprio tutt'altro. Il concetto è che nessuno dovrebbe prenderlo per come è e dire semplicemente "ok, rispetterò quei punti" o "no, farò di testa mia". Alla fin fine pur non essendoci regole (ed è giusto che sia così) penso che certe motivazioni che spingono una persona a fare traduzioni amatoriali possano essere molto simili. Certo, differenti persone e approcci (chi meglio di noi dovrebbe saperlo, Micartu), ma alla fine siamo davvero tutti (mi si passi il termine, che non vuole essere una critica) "cani sciolti"?

Il concetto è che quello che è lì vuole essere un qualcosa in cui magari riconoscersi anche solo in parte. Certi, i "deve" e "non deve" così non vanno bene e me ne rendo conto ora... L'intento è invece quello di poter fare capire meglio anche a chi è esterno (l'ultimo caso in ordine temporale è secondo me quello dell'articolo di Elvin su TGM, ma non è stato l'unico... ho constatato nell'ultimo periodo un certo "contrasto" da parte di traduttori ufficiali i quali intravedono in cose come la "social translation", vedere il caso Facebook, un possibile problema... e lì dentro non di rado venivamo accomunati anche noi, pur se si tratta di due mondi piuttosti differenti). Certo, anche qui qualcuno potrebbe obiettare che alla fin fine non è così importante... è pur vero che alla scena traduttiva tutto ciò non è mai importato (tranne forse a Dewos, il quale ha cercato di riunire bene o male i diversi gruppi più volte, seppur anche "solo" a livello anagrafico). E' una obiezione decisamente lecita.

Per tornare a quanto hai scritto tu, l'idea del vademecum è davvero interessante e forse si potrebbe dedicarci un po' di attenzione in futuro (forse qualcosa di quel che hai descritto sopra è nell'incompiuta guida alla traduzione che ho scritto un po' di tempo fa, anche se comunque sarebbe decisamente da completare e migliorare... ah, il Babylon credo venga citato anche lì, seppur solo come strumento da usare a mo' di dizionario :D), ma al momento non è ciò a cui vorrei dedicarmi. Conta che alla fin fine questo manifesto non è appunto altro che il risultato di qualcosa "buttato lì"... un esperimento, insomma.

Per le adesioni non so... alla fin fine ciò che mi ha scritto la persona di cui sopra e quel che hai scritto tu in un certo qual senso è come se lo fossero già, perché mi avete fatto notare alcune cose che in effetti non vanno e quindi che saranno da migliorare (la questione delle regole e l'hacking). Tra l'altro mi vien ora in mente che tra le pagine del manifesto converrebbe forse metterne una per spiegare questi aspetti. Comunque non so quanti vi aderiranno... crepi comunque il lupo! :D


P.S. Vi segnalerò qui sul forum le modifiche al manifesto non appena riuscirò a trovare il tempo di mettermici su a pensare... eventualmente ogni suggerimento su come sistemare i punti di cui sopra è il benvenuto.
CavaliereOmbra
Ho riveduto alcuni punti e inserito una pagina di spiegazione. Resta ancora l'uso delle terminologia in "dovere", perché non mi è venuto in mente come rendere l'idea usando altri termini (usando "potere" diventa tutto condizionale e potrebbe perdere un po' di senso).
Tsam
Vedo con piacere che inizi ad avere le prime adesioni al manifesto :-).
Se posso suggerire (questo solamente a livello estetico), qualora aderisse un gruppo in toto sarebbe bello avere una pagina con i loghi dei vari gruppi.

Per quanto riguarda il manifesto, leggendo quanto detto, mi troverei molto d'accordo ad approfondire in maniera precisa il discorso relativo all'hacking per sottolineare come il processo e il lavoro che viene fatto non vuol andare in nessun modo a ledere il valore economico di un'opera, cosa che ritengo essere abbasta delicata blush.gif.. ciao
tsam
CavaliereOmbra
CITAZIONE (Tsam @ 25 Nov 2008, 12:34) *
Vedo con piacere che inizi ad avere le prime adesioni al manifesto :-).
Se posso suggerire (questo solamente a livello estetico), qualora aderisse un gruppo in toto sarebbe bello avere una pagina con i loghi dei vari gruppi.

Per quanto riguarda il manifesto, leggendo quanto detto, mi troverei molto d'accordo ad approfondire in maniera precisa il discorso relativo all'hacking per sottolineare come il processo e il lavoro che viene fatto non vuol andare in nessun modo a ledere il valore economico di un'opera, cosa che ritengo essere abbasta delicata blush.gif.. ciao
tsam

L'idea dei loghi non è male... ma richiederebbe un consenso a livello di gruppo. Se l'idea raccoglie consensi (anche una critica o un consiglio lo sarebbero, in tal senso, perché contribuirebbe a darle forma) non sarebbe comunque una cattiva idea inserire una pagina con i loghi e i riferimenti ai singoli gruppi o community. Vediamo...

Per la questione della legittimità colgo la palla al balzo per evidenziare una cosa: la voce che appunto riguarda questo aggettivo parla di "non procedere in caso di negazione", invece che di "non procedere in assenza di permesso". Questo è stato fatto perché spesso è difficile ottenere un consenso per una traduzione amatoriale, soprattutto a causa del fatto che non è semplice mettersi in contatto con produttori e distributori. Considerato ciò, si è deciso di riferirsi a un caso esplicito di negazione, considerando l'assenza di comunicazioni come un tacito assenso. Questa soluzione dovrebbe "salvare capra e cavoli", come si suol dire.

Per l'hacking... al momento tutto ciò che è stato messo è la voce sulla "costanza", riferendosi a problemi di natura tecnica come possibili scogli di hacking. Non so se è sufficiente, però, a rendere l'idea...


P.S. Al momento ci sono 7 adesioni, mentre altri hanno già espresso la loro opinione a riguardo (in alcuni casi positiva, altre meno... ma sempre in maniera costruttiva) pur non aderendovi esplicitamente. Tutto sommato un buon risultato. blush.gif
Tsam
Quello dei "diritti" è uno dei temi che mi sta più a cuore: questo perchè ritengo che sia una cosa importante operare nel massimo del rispetto del lavoro altrui ( cosa che, per evitare fraintendimenti, avete sempre fatto) . Non so se varrebbe la pena distinguere fra traduzione di gioco amatoriale e ufficiale, ma senza dubbio sono realtà (e interessi) diversi.

Una realtà panitaliana sulle traduzioni porterebbe i suoi vantaggi..senza dubbio.. ciao
tsam
CavaliereOmbra
Su segnalazione di un utente (un traduttore d'esperienza che si interessa alla traduzione amatoriale senza alcun proposito di sfruttamento e con sincero interesse, al contrario di altri...), oggi sono state apportate alcune modifiche al manifesto, inserendo la seguente voce "inappropriabile, ovvero non deve essere usata per scopi differenti da quelli consentiti dagli autori" per evidenziare il fatto che nessuno cerchi di approfittarsi dell'operato di un traduttore amatoriale senza il suo esplicito consenso. Questo unito al punto della legittimità dovrebbe fornire una visione forse sufficiente circa il rispetto reciproco traduttore amatoriale/produttore.

Considerato inoltre che si è già giunti alla quinta versione del manifesto, e che di modifiche ce ne sono state varie, ho creato una pagina con le annotazioni circa le revisioni attuate:

http://www.diariotraduttore.com/manifesto/revisioni.php
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