Ciao Micartu,
le tue considerazioni sono certamente molto interessanti e credo che alla fine rispecchino in buona parte alcuni dei miei dubbi (non faccio segreto che anche io mi son trovato a chiedermi, al di là dell'aver buttato lì alcuni aggettivi quasi per gioco, a cosa sarebbe servito un manifesto).
Prima però di addentrarmi nella questione sento però di dover chiarire una cosa. Ieri un'altra persona mi ha scritto, facendomi notare un paio di cose:
1) nel manifesto non si parla di hacking
2) la traduzione amatoriale non ha bisogno di regole essendo comunque "libera"
Devo dire che concordo su entrambe le cose. Sull'hacking in effetti una voce si potrebbe inserire, mentre per quanto riguarda la questione delle regole non potrei trovarmi più d'accordo. Ecco, forse non è stata la scelta migliore usare termini come "deve" e "non deve" (si potrebbe in effetti pensare qualche alternativa migliore), perché appunto in tal modo il manifesto pare essere un insieme di regole, mentre l'intento è proprio tutt'altro. Il concetto è che nessuno dovrebbe prenderlo per come è e dire semplicemente "ok, rispetterò quei punti" o "no, farò di testa mia". Alla fin fine pur non essendoci regole (ed è giusto che sia così) penso che certe motivazioni che spingono una persona a fare traduzioni amatoriali possano essere molto simili. Certo, differenti persone e approcci (chi meglio di noi dovrebbe saperlo, Micartu), ma alla fine siamo davvero tutti (mi si passi il termine, che non vuole essere una critica) "cani sciolti"?
Il concetto è che quello che è lì vuole essere un qualcosa in cui magari riconoscersi anche solo in parte. Certi, i "deve" e "non deve" così non vanno bene e me ne rendo conto ora... L'intento è invece quello di poter fare capire meglio anche a chi è esterno (l'ultimo caso in ordine temporale è secondo me quello dell'articolo di Elvin su TGM, ma non è stato l'unico... ho constatato nell'ultimo periodo un certo "contrasto" da parte di traduttori ufficiali i quali intravedono in cose come la "social translation", vedere il caso Facebook, un possibile problema... e lì dentro non di rado venivamo accomunati anche noi, pur se si tratta di due mondi piuttosti differenti). Certo, anche qui qualcuno potrebbe obiettare che alla fin fine non è così importante... è pur vero che alla scena traduttiva tutto ciò non è mai importato (tranne forse a Dewos, il quale ha cercato di riunire bene o male i diversi gruppi più volte, seppur anche "solo" a livello anagrafico). E' una obiezione decisamente lecita.
Per tornare a quanto hai scritto tu, l'idea del vademecum è davvero interessante e forse si potrebbe dedicarci un po' di attenzione in futuro (forse qualcosa di quel che hai descritto sopra è nell'incompiuta
guida alla traduzione che ho scritto un po' di tempo fa, anche se comunque sarebbe decisamente da completare e migliorare... ah, il Babylon credo venga citato anche lì, seppur solo come strumento da usare a mo' di dizionario :D), ma al momento non è ciò a cui vorrei dedicarmi. Conta che alla fin fine questo manifesto non è appunto altro che il risultato di qualcosa "buttato lì"... un esperimento, insomma.
Per le adesioni non so... alla fin fine ciò che mi ha scritto la persona di cui sopra e quel che hai scritto tu in un certo qual senso è come se lo fossero già, perché mi avete fatto notare alcune cose che in effetti non vanno e quindi che saranno da migliorare (la questione delle regole e l'hacking). Tra l'altro mi vien ora in mente che tra le pagine del manifesto converrebbe forse metterne una per spiegare questi aspetti. Comunque non so quanti vi aderiranno... crepi comunque il lupo! :D
P.S. Vi segnalerò qui sul forum le modifiche al manifesto non appena riuscirò a trovare il tempo di mettermici su a pensare... eventualmente ogni suggerimento su come sistemare i punti di cui sopra è il benvenuto.