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> I Videogiochi sono noiosi
Gwenelan
messaggio13 Nov 2016, 16:26
Messaggio #1



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Ho letto questo articolo
http://www.gamesindustry.biz/articles/2016...ames-are-boring
e mi è salito il sangue alla testa. Sono solo io?

A parte il mare di banalità condito con le scemenze ("basta violenza, ce n'è abbastanza nella vita reale!!!!11!!!"), ma è *pieno* di giochi (più o meno giochi) come quelli che chiedono gli amici di questa tizia. Loro si lamentano che "i giochi mancano di profondità" e lei non aveva niente da suggerire?? I suoi amici non vogliono giochi in cui si combatte e lei non aveva niente da suggerire??? Per forza che se suggerisci Skyrim a queste persone, escono schifate. Un'avventura grafica? Forse avrebbero gradito TLJ, o Broken Age. Un qualsiasi gioco in Twine? Ce ne sono tantissimi che affrontano i temi citati dai tizi. Gone Home? To The Moon? Se la tizia ha apprezzato Skyrim per Lydia, provare con un gioco di ruolo che abbia pg dalla presenza più forte, come Dragon Age? The Sims? Grim Fandango? Unrest? Black Revolution?
Senza contare che magari, semplicemente, non gli piacciono i giochi e basta.
No, è colpa dei videogiochi che mancano di profondità e tendono a scioccare la gente e a isolarla. Ceeeerto. Grrrrrrrr.


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Tutti hanno opinioni: io le ho, tu le hai. E fin da quando abbiamo aperto gli occhi ci hanno detto che abbiamo diritto di avere nostre opinioni. Be’, è una stronzata, naturalmente. Non abbiamo diritto di avere opinioni, abbiamo diritto di avere opinioni informate. Senza studio, senza basi, senza comprensione, un’opinione non vale niente.
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Capo
messaggio13 Nov 2016, 17:57
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Donne che parlano di videogiochi, l'orrore.

Oh wait ghgh.gif


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Gwenelan
messaggio13 Nov 2016, 18:19
Messaggio #3



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CITAZIONE (Capo @ 13 Nov 2016, 17:57) *
Donne che parlano di videogiochi, l'orrore.

Oh wait ghgh.gif

Ah-ah-ah. Guarda che gli stessi, stupidi, punti sono stati espressi più volte anche da uomini. Un commento più intelligente ^^?


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Myloch
messaggio13 Nov 2016, 22:00
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Ho tante amiche e statisticamente ho costatato che il videogame in ambito femminile non tira, salvo forse i casual game tipo hog e puzzle.
La mia ragazza non è l'eccezione alla regola rolleyes.gif

Messaggio modificato da Myloch il 13 Nov 2016, 22:03


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Gwenelan
messaggio13 Nov 2016, 22:08
Messaggio #5



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CITAZIONE (Myloch @ 13 Nov 2016, 22:00) *
Ho tante amiche e statisticamente ho costatato che il videogame in ambito femminile non tira, salvo forse i casual game tipo hog e puzzle.
La mia ragazza non è l'eccezione alla regola rolleyes.gif

Vabbè, che c'entra? Alcuni amici della tizia dell'articolo sono maschi. Leggi l'articolo su.


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Myloch
messaggio13 Nov 2016, 22:50
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Non compro un gioco di nuova produzione da anni, l'industria del gaming odierno tendenzialmente mi schifa, quindi sì, a mio modesto parere i giochi di oggi sono noiosi teach.gif


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Max_R
messaggio14 Nov 2016, 00:37
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La mia compagna invece apprezza molto: solitamente cerca giochi che non la impegnino troppo sia a livello di durata che di difficoltà, perchè studia e lavora molto, altrimenti potenzialmente le piacerebbe ogni genere. Ha adorato to the moon, castle of illusion, life is strange, gta, assassin's creed, sleeping dogs, watch dogs, qualsiasi gioco di auto o moto, limbo, murdered, naruto, the last story, pandora's tower.. ma per lei nulla è come zelda.
Gioca anche a mortal kombat, non dico altro.
Ora sto insistendo per farla giocare ad Alan Wake. Magari trova noiosi alcuni (ostici, a tratti frustranti) titoli che gioco io ma di norma è curiosa.

Messaggio modificato da Max_R il 14 Nov 2016, 00:38
 
Micartu
messaggio14 Nov 2016, 00:41
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I giochi buoni ci sono ma sono pochi. Negli ultimi tempi ho avuto un brutto acciacco e ho dovuto fare vita domestica per diciamo un mese. In questo mese ho messo su un po' di robina per provarla. Con provarla intendo dire installare, giocare almeno 6-7 ore per addentrarmi nei meccanismi e poi o terminare il gioco o passare oltre. Il mio scopo era una volta tanto sfruttare quest'improvviso tempo libero per spulciare la mia raccolta di giochi e vedere cosa ne usciva fuori. Separare buono da cattivo.

Ho incontrato tanta di quella fuffa che se faccio la lista non mi fermo più.
Si passa dalle schifezze ai giochi altamente insipidi a giochi mediocri.
I giochi buoni erano davvero davvero pochi e non appartenevano cmq alle produzioni del 2016.
Hanno visto l'installazione sul mio pc: Rise of the Tomb Raider, Assassins Creed 2, Obduction, Dying Light, il nuovo King's Quest, Stardew Valley, The Witness (c'era già in realtà sull'hd), Darkest Dungeon, Walking Dead stagione 1, Curious Expedition, e ho appena installato Oulast e the last door season 2.
Come potete vedere c'è ben poco materiale appartenente al 2016.

Rise of the Tomb Raider (stranamente) mi sta prendendo, ma sono un appassionato di Lara Croft e della tipologia del gioco in sé.
Assassins Creed 2 mi sta piacendo molto ma siamo in pausa di riflessione XD La colpa non è sua del gioco, molto bello, ma mia che mi sono intestardito a coprire tutti gli obiettivi secondari (compresa la raccolta delle piume) invece che limitarmi a seguire la trama principale e questo mi ha temporaneamente sfiancato.
Obduction è uscito dal mio pc molto velocemente.
Dying Light era un'ottima idea realizzata in modo davvero davvero tanto insipido. Disinstallato dopo 5-6 orette. Non mi stimolava in alcun modo, una banalità incredibile regnava su tutto.
Il nuovo King's Quest per ora mi sta tenendo lì perché voglio vedere come prosegue e dove va a parare.
Stardew Valley è un ottimo davvero ottimo scaccianoia.
The Witness è un ottimo gioco, ma a patto di avere tempo da dedicarci perché richiede l'utilizzo di tutti i neuroni.
Darkest Dungeon sarebbe un gioco favoloso ma la difficoltà eccessiva lo mina profondamente e dopo un po' ti trovi a pensare "E' la quarta volta che rigioco questo livello e stavolta ce la sto facendo, ma onestamente... sono stufo ho superato le 19 ore di gioco a quest'ora dovrei essere quasi in fondo e non sono nemmeno a metà, e ho lì Outlast che scalpita...." e quindi fummm via dall'hard disk.
Walking Dead: non lo ritengo un gioco ma un racconto su binari predefiniti. Lo metto tra il videogiocare e il leggere. Non ho una gran passione per Telltale e questo stile di gioco, li gioco solo quando il titolo appartiene a una serie di film, fumetti o serie tv che seguo al di là dei videogiochi, niente di entusiasmante per me.
Curious Expedition: un altro scaccianoia carino ma che dopo poche partite stufa parecchio.

Adesso, gli unici forti stimoli che sto ricevendo dal materiale che ho postato quassù sono Assassins Creed 2, Rise of the tomb raider, e mi incuriosisce King's Quest quel tanto per farmelo portare a termine.
Per il resto non mi sento molto stimolato. Però ho una raccolta giochi enorme in casa e su steam e gog, qualcosa c'è sempre che ti può intrippare, per forza.
Ho intenzione di recuperare (l'ho già acquistato usato) Aliens vs predator 2 + espansione (quello vecchio) e Mass Effect 1+2.
Direi che sono abbastanza coperto senza per forza ricorrere agli insipidi titoli del 2016.

Sulla questione donne e videogioco non ho idee molto chiare, nel senso che la mia esperienza è limitata. La presenza maschile è predominante in questo campo, ma conosco tante ragazze (soprattutto di milano) che giocano e giocano tanto. Forse si può dire: poche ma buone?


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Micartu
messaggio14 Nov 2016, 00:46
Messaggio #9



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Dimenticavo, c'è un'ultima voce a questa lista:

Dark Soul.

Dark Soul è magnifico ma non riesco a creare un feeling col gioco perché non riesco a diventarci "bravo".
Se ci divento bravo me lo godo sicuramente di più rispetto a come l'ho lasciato: primo boss ucciso e dopo morte ogni 3 passi.


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Gwenelan
messaggio14 Nov 2016, 00:59
Messaggio #10



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Max, la tua ragazza mi pare proprio una giocatrice, o sbaglio? Che alcuni giochi non le piacciano ci sta, penso che a nessuno piacciano TUTTI i giochi/generi.

Ma l'articolo non parla delle fidnzate giocatrici.

L'articolo, per fare un riassunto molto generico, sostiene che i creatori dei VG (genericamente maschi bianchi eterosessuali) non si interessino abbastanza di creare giochi che possano piacere anche ai non-gamers. I giochi per questi non-gamers devono essere basati su cose di cui gli importi qualcosa (al posto di cose di cui non gli frega nulla, come "le spade e i draghi" di Skyrim). Quando questi tornano a casa, non vogliono combattere i draghi ma "sperimentare con la loro identità in un contesto di personaggi a cui si possono affezionare e che si affezionino a loro". Poi c'è tutto un paragrafo secondo cui l'arte cerca di scioccare chi guarda per attirare l'attenzione (ma dai, io pensavo che l'attenzione la si attirasse facendo silenzio...) e quindi siamo sottoposti a uno stato di shock costante e nel frattempo gettiamo al vento i valori di cura/affetto che avevano i nostri genitori (tipo le casalinghe e la religione, lo dice il testo, non io).
E quindi si inneggia a un gioco che permetta di far comprendere le complessità della vita.

Ora, al di là del numero di fidanzate videogiocatrici (nell'articolo la signora prende ad esempio la sua migliore amica, ma parla di amici al plurale che non giocano, maschi e femmine), il mio punto è che tutt'oggi abbiamo giochi che rispondo anche a queste necessità - alcuni fra quelli citati da Max, per esempio. Sicuramente c'è da lavorare sotto l'aspetto della varietà e della presenza di minoranze varie, ma non mi sembra che siamo messi MOLTO peggio rispetto, che ne so, ai film o alle serie TV. O la signora vuole dire che prendendo una serie a caso, lei trova "le difficoltà della vita" e non una serie di cazzate o una storia divertente senza altro scopo? in media, dico.
Al di là anche di questo, forse, se uno viene a dirmi che ritiene tutti i giochi inutili perdite di tempo senza significato (come sostenevano gli amici della signora PRIMA di giocare alcunché), forse, e dico forse, qualsiasi gioco io metterò loro davanti non gli piacerà. Se invece c'è possibilità che un gioco gli piaccia, c'è molto fra cui scegliere, specialmente oggi con il profluvio di indie.

In generale il discorso mi sembra simile a quello che fanno i matusa quando mi vengono a dire: "eh, una volta si giocava fuori a pallone oggi sono tutti attaccati ai Pokemon!". "Eh, una volta avevamo i valori della religione e delle casalinghe (?) e adesso siamo tutti ad ammazzare draghi!". Terribile, eh. Madonna mia.


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Micartu
messaggio14 Nov 2016, 01:15
Messaggio #11



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Beh per ovvi motivi l'articolo è una cazzata. Potrei argomentare all'infinito ma lo farò in poche righe.
Non serve che il videogioco piaccia e tenda una mano nei confronti di gente che non gioca: lo fa già.
Esistono già tipologie di videogiocatori casual e sono più che coperti da filotti vari e giochi su cell e hog games.
In assenza di quelle il videogioco ha già assunto tinte "per tutti" nel tempo.
Taglio altamente cinematografico, taglio narrativo, sono dei richiami universali.
Se a una persona non piace il taglio cinematografico nei vg, non piace il cinema in generale difficilmente si avvicinerà a un videogioco così come al cinema.

La mia fidanzata non è una videogiocatrice (anzi il contrario) eppure si è inscimmiata per super mario 3ds e per rise of the tomb raider.
Mio padre che non è un videogiocatore, negli anni 90 giocava a Monkey Island 1 e 2 e Indiana Jones 4 e Centurion più che volentieri, ma ora gioca solo a Farmville e robette così su facebook quando ne ha voglia.

I titoli ci sono per attirare tutti, ormai i giochi tripla A sono fatti con quest'idea.

Il videogioco ci aiuta anche a eliminare momenti di brutto silenzio e scazzo di coppia. Quante sono le sere che dopo cena in tv non danno nulla? Magari il partner vuole vedere Hellskitchen e a voi non interessa oppure vuole leggere un libro. Mentre lui lo fa voi vi fate la partitina, non si ruba spazio a nessuno semplicemente ci si ritaglia un po' di tempo in solitaria, che ci vuole anche quello. Se poi vuole partecipare anche lui meglio.


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Gwenelan
messaggio14 Nov 2016, 01:39
Messaggio #12



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@Mica: ti quoto indubbiamente.

Ma la tizia nell'articolo va oltre tutto ciò. Lei auspica giochi che si occupino "della vita". I Tripla A NON si occupano di ciò, sono spesso superficiali, dalla trama banalotta. Che può andar bene, eh, ma per la gente che la signora vorrebbe "convertire", non vanno bene. Quel che dico io è che l'alternativa c'è già, ci sono tanti titoli che affrontano le tematiche quotidiane. Non sono la maggioranza, ma grazie al cazzo che non lo sono. Non lo sono in nessun campo. Nei romanzi, la maggioranza sono stupidi romanzetti rosa (e prima che passino gli amanti del rosa: no, non tutti i romanzi rosa fanno schifo, ma la maggioranza, costituiti da Harmony e simili collane, sì). Nei VG, è ovvio che la maggior parte non abbiano chissà che profondità di pensiero. Che si pretende?


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vinnie
messaggio14 Nov 2016, 03:00
Messaggio #13





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Avant Scriptum: avevo scritto un messaggio meraviglioso (scusate la poca modestia ma lo dico solo per incrementare la rabbia) durato un ora di scrittura, poi ovviamente premendo il tasto sbagliato sulla tastiera la pagina viene ricaricata e perdo tutto, sto bestemmiando in turco. Tuttavia proverò a ricalcarne il significato ma odio quando succede.

Vorrei dire la mia pur non avendo letto l'articolo (per pigrizia, non sono una cima in inglese e mi ci vuole tempo).
Io sono un ex-giocatore che ora non gioca quasi praticamente più ma che pur gli piacerebbe, quindi penso di rappresentare una tipologia di interessato.
Evito di mettere in ballo scontate ragioni di tempo, anche perché in realtà lo troverei anche, ma non riuscendo a giustificare a me stesso questo utilizzo (pur ritenendo il passatempo intelligente) non riuscirei a godermi appieno l'esperienza. E così mi ritrovo ad essere un casualgamer e giocare a quello o a quell'altro gioco (ultimamente in primis Forge e Violetland come riempitivi).

Per produrre un gioco noioso è necessario non prestare la dovuta attenzione a nessuna delle parti che lo compongono. Quando si produce un'opera di ingegno ritengo che idearla debba essere altrettanto entusiasmante che poi usufruirla. Se questo non avviene ci si trova davanti ad un gioco oggettivamente noioso. Aldilà di questo può succedere di avere qualcosa di meritevole di attenzione davanti e non riuscire ad accorgersene.

Credo sia comprensibile non riuscire ad apprezzare il titolo X (che magari è un titolo tripla A, una tipologia foriera di noiosità perché solitamente spaventata dai rischi di mercato), ma ci si è mai chiesti se ci si sente davvero in grado di poter giudicare?
In un dato momento si potrebbe non essere capaci di godere di quell'elemento che dimostra di essere stato creato con il dovuto interesse, che sia la grafica, il sonoro, il gameplay, la storia o cos'altro, se non si riesce a cogliere tale caratteristica il gioco risulterebbe comunque noioso. Non credo sia giusto delegare totalmente agli altri il compito di saperci intrattenere e non accollarsi nessuna responsabilità.

Ammiro sempre le persone che dimostrano passione per una qualsiasi attività per quanto inutile essa possa essere, ho sempre ritenuto che i soggetti in grado di dimostrare interesse siano poi gli unici capaci di fare distinzione, giudicare, preferire e in ultima istanza migliorare l'ambiente che li circonda. Alle volte mi sono ritrovato a generare ilarità fra i miei coeatanei solo nominando le avventure testuali, ma invece di ribattere mi sono unito al coro anche se dentro di me però pensavo "tanto non siete capaci" (...di apprezzare).

È curioso osseravere che però l'innata indole umana di imitazione faccia sì che sia possibile avvertire la mancanza di qualcosa che pure non si è mai veramente sperimentato. Per esempio osservando un acrobata volteggiare oppure un base jumper in caduta libera è facile soffermarsi a immaginare che effetto faccia, pur non avendolo mai fatto. Ma la reazione a questa sensazione poi dipende dal carattere di chi è coinvolto e c'è chi usa disprezzare, minimizzare o altro pur di giustificare la propria mancanza.
Dal canto mio, quando la luna non è storta, preferisco piuttosto ammirare invece che dare il mio contributo all'atmosfera di disfacimento che contraddistingue ambienti saturi come quelli del videogioco odierno. Ma devo ammettere che sarebbe di gran lunga meglio poterlo sperimentare.

Tante volte e quando posso mi piace condividere l'esperienza di gioco in modo diretto, un po' come fa Boselli su twitch ma dal vivo. Le occasini in realtà sono molto poche, ma non so' perché in queste circostanze riesco a riconferire la dimensione adeguata all'esperienza di gioco. Giustifico questo ritrovato interesse probabilmente con il cambiamento di personalità che ho avuto negli anni, come se col tempo abbia cominciato a sentire più il bisogno della presenza fisica delle persone e che in questo caso il videogioco diventi un ottimo pretesto per rimettere in circolo l'immaginazione (cioé la capacità di proiettarsi in luoghi e circostanze diverse da quelle che sono solite e tendono a volersi ripetere al punto da diventare noiose).

E che quindi per molte persone non sia semplicemente questo? che non sono adatte al videogioco?
 
Lo Smarrito
messaggio14 Nov 2016, 10:42
Messaggio #14





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CITAZIONE (Gwenelan @ 14 Nov 2016, 01:39) *
@Mica: ti quoto indubbiamente.

Ma la tizia nell'articolo va oltre tutto ciò. Lei auspica giochi che si occupino "della vita". I Tripla A NON si occupano di ciò, sono spesso superficiali, dalla trama banalotta. Che può andar bene, eh, ma per la gente che la signora vorrebbe "convertire", non vanno bene. Quel che dico io è che l'alternativa c'è già, ci sono tanti titoli che affrontano le tematiche quotidiane. Non sono la maggioranza, ma grazie al cazzo che non lo sono. Non lo sono in nessun campo. Nei romanzi, la maggioranza sono stupidi romanzetti rosa (e prima che passino gli amanti del rosa: no, non tutti i romanzi rosa fanno schifo, ma la maggioranza, costituiti da Harmony e simili collane, sì). Nei VG, è ovvio che la maggior parte non abbiano chissà che profondità di pensiero. Che si pretende?


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Io sono il terrore che svolazza nella notte...
Sono il seme di more tra i denti che non si toglie neanche con lo spazzolino...
Sono la nevrosi che ha bisogno di uno psichiatra da 500 $ l'ora...
Sono le batterie che non sono incluse...

Io SONO....
No, aspetta, ma chi ***** sono? Dannata amnesia...


Intanto che provo a ricordarmelo, non è che intanto mi faresti un favore e proveresti la mia AT?


 
benlz
messaggio14 Nov 2016, 11:11
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Non è proprio da buttare, l'articolo. Sarà anche superficiale, ma è anche per via del fatto che vuole essere un po' provocatorio. Cercando di guardare oltre l'uso non proprio eccelso di parole e di esempi, ci azzecca su molti punti. In primis il titolo, videogames are boring... ha ragione, o quantomeno in questo forum sappiamo tutti che ha ragione. Rimuovendo la voluta provocazione il titolo si legge così: most of modern videogames are boring, e forse possiamo togliere anche il modern.

Poi mi piace come ha parlato di videogiochi in termini di intrattenimento per le persone, alla pari di film e libri. Ed è vero che i videogiochi non sono ancora riusciti a porsi al livello di questi due: nessuno dei miei amici può definirsi videogiocatore (o forse giusto un paio a volte), ma tutti, e dico TUTTI, vanno regolarmente al cinema o guardano film e serie tv a casa, e tutti leggono libri. Ed è chiaro che il motivo è che, se è vero che di film e libri ne esistono per tutti, lo stesso non si può dire dei videogiochi, ed è quindi vero che gli attuali game designer (sia indie che major) devono cercare di staccarsi dalla mentalità del videogiocatore abituale.
E questo, a mio parere, porterebbe beneficio anche a noi che non siamo certo turisti dei videogames.

Ho visto che avete aggiunto molti esempi azzeccati, e mi unisco anche io: la mia ragazza non videogioca, proprio no. Però Monument Valley le è piaciuto un casino. Sebbene non sia un capolavoro, è comunque un bel passatempo, fatto bene (ma davvero bene), e bello (anzi bellissimo) non solo da guardare, ma anche da interagire. Di esempi così se ne possono fare tanti.

Poi sarebbe anche da rivalutare il termine noioso. Per un prodotto di intrattenimento è chiaramente una connotazione negativa. Ma un videogame non può essere allo stesso tempo geniale, innovativo, ma annoiare dopo un'oretta perché ripetitivo?

Uno dei libri migliori che abbia mai letto in vita mia è Moby Dick. Mi è piaciuto un casino, è un capolavoro, sono felicissimo di averlo letto e mi sarei perso davvero tanto a non cimentarmici, però, diamine, è di una noia mortale! biggrin.gif

Pur non trovandomi anch'io daccordo su alcune cose, a me l'articolo è piaciuto blush.gif

Messaggio modificato da benlz il 14 Nov 2016, 11:14
 
Max_R
messaggio14 Nov 2016, 11:31
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CITAZIONE (Gwenelan @ 14 Nov 2016, 00:59) *
Max, la tua ragazza mi pare proprio una giocatrice, o sbaglio? Che alcuni giochi non le piacciano ci sta, penso che a nessuno piacciano TUTTI i giochi/generi.

Ma l'articolo non parla delle fidnzate giocatrici.

L'articolo, per fare un riassunto molto generico, sostiene che i creatori dei VG (genericamente maschi bianchi eterosessuali) non si interessino abbastanza di creare giochi che possano piacere anche ai non-gamers. I giochi per questi non-gamers devono essere basati su cose di cui gli importi qualcosa (al posto di cose di cui non gli frega nulla, come "le spade e i draghi" di Skyrim). Quando questi tornano a casa, non vogliono combattere i draghi ma "sperimentare con la loro identità in un contesto di personaggi a cui si possono affezionare e che si affezionino a loro". Poi c'è tutto un paragrafo secondo cui l'arte cerca di scioccare chi guarda per attirare l'attenzione (ma dai, io pensavo che l'attenzione la si attirasse facendo silenzio...) e quindi siamo sottoposti a uno stato di shock costante e nel frattempo gettiamo al vento i valori di cura/affetto che avevano i nostri genitori (tipo le casalinghe e la religione, lo dice il testo, non io).
E quindi si inneggia a un gioco che permetta di far comprendere le complessità della vita.

Ora, al di là del numero di fidanzate videogiocatrici (nell'articolo la signora prende ad esempio la sua migliore amica, ma parla di amici al plurale che non giocano, maschi e femmine), il mio punto è che tutt'oggi abbiamo giochi che rispondo anche a queste necessità - alcuni fra quelli citati da Max, per esempio. Sicuramente c'è da lavorare sotto l'aspetto della varietà e della presenza di minoranze varie, ma non mi sembra che siamo messi MOLTO peggio rispetto, che ne so, ai film o alle serie TV. O la signora vuole dire che prendendo una serie a caso, lei trova "le difficoltà della vita" e non una serie di cazzate o una storia divertente senza altro scopo? in media, dico.
Al di là anche di questo, forse, se uno viene a dirmi che ritiene tutti i giochi inutili perdite di tempo senza significato (come sostenevano gli amici della signora PRIMA di giocare alcunché), forse, e dico forse, qualsiasi gioco io metterò loro davanti non gli piacerà. Se invece c'è possibilità che un gioco gli piaccia, c'è molto fra cui scegliere, specialmente oggi con il profluvio di indie.

In generale il discorso mi sembra simile a quello che fanno i matusa quando mi vengono a dire: "eh, una volta si giocava fuori a pallone oggi sono tutti attaccati ai Pokemon!". "Eh, una volta avevamo i valori della religione e delle casalinghe (?) e adesso siamo tutti ad ammazzare draghi!". Terribile, eh. Madonna mia.

Rispondevo più che altro a myloch blush.gif l'articolo l'ho letto ma fa palesemente di tutta l'erba un fascio. Nel nostro caso, lei giochicchiava ogni tanto con la wii (pandora's tower e soprattutto zelda) e solo negli ultimi anni le ho passato un mucchio di materiale da giocare. Certo Assassin's Creed la ispirava moltissimo, ad esempio, ma non aveva mai avuto occasione. Diciamo quindi giocatrice occasionale che è diventata giocatrice abbastanza ordinaria. In altri casi però ho convinto non giocatori con titoli piuttosto mirati, quali Syberia (nel caso di mia madre), Stonekeep (nel caso di altri parenti) e Life is Strange (nel caso di alcuni amici/amiche). Anche Ori si presta bene per un buon convincimento.
 
Gwenelan
messaggio14 Nov 2016, 13:38
Messaggio #17



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CITAZIONE (benlz @ 14 Nov 2016, 11:11) *
Non è proprio da buttare, l'articolo. Sarà anche superficiale, ma è anche per via del fatto che vuole essere un po' provocatorio. Cercando di guardare oltre l'uso non proprio eccelso di parole e di esempi, ci azzecca su molti punti. In primis il titolo, videogames are boring... ha ragione, o quantomeno in questo forum sappiamo tutti che ha ragione. Rimuovendo la voluta provocazione il titolo si legge così: most of modern videogames are boring, e forse possiamo togliere anche il modern.

Poi mi piace come ha parlato di videogiochi in termini di intrattenimento per le persone, alla pari di film e libri. Ed è vero che i videogiochi non sono ancora riusciti a porsi al livello di questi due: nessuno dei miei amici può definirsi videogiocatore (o forse giusto un paio a volte), ma tutti, e dico TUTTI, vanno regolarmente al cinema o guardano film e serie tv a casa, e tutti leggono libri. Ed è chiaro che il motivo è che, se è vero che di film e libri ne esistono per tutti, lo stesso non si può dire dei videogiochi, ed è quindi vero che gli attuali game designer (sia indie che major) devono cercare di staccarsi dalla mentalità del videogiocatore abituale.
E questo, a mio parere, porterebbe beneficio anche a noi che non siamo certo turisti dei videogames.

Ho visto che avete aggiunto molti esempi azzeccati, e mi unisco anche io: la mia ragazza non videogioca, proprio no. Però Monument Valley le è piaciuto un casino. Sebbene non sia un capolavoro, è comunque un bel passatempo, fatto bene (ma davvero bene), e bello (anzi bellissimo) non solo da guardare, ma anche da interagire. Di esempi così se ne possono fare tanti.

Poi sarebbe anche da rivalutare il termine noioso. Per un prodotto di intrattenimento è chiaramente una connotazione negativa. Ma un videogame non può essere allo stesso tempo geniale, innovativo, ma annoiare dopo un'oretta perché ripetitivo?

Uno dei libri migliori che abbia mai letto in vita mia è Moby Dick. Mi è piaciuto un casino, è un capolavoro, sono felicissimo di averlo letto e mi sarei perso davvero tanto a non cimentarmici, però, diamine, è di una noia mortale! biggrin.gif

Pur non trovandomi anch'io daccordo su alcune cose, a me l'articolo è piaciuto blush.gif

Eh insomma. Molti vg sono noiosi , e indubbiamente i vg non sono per tutti , ma neanche la pesca o il basket lo sono. Non significa che debba cambiare per accomodare le persone a cui nn piacciono questi sport.
Concordo che si potrebbe fare di più, ma ci sarà sempre a chi i vg non piacciono e cmq anche oggi alternative per i non gamers c'è ne sono tante. La tizia non ne cita una che sia una.

E tanti vg NON sono noiosi. È normale che la maggior parte lo siano. Legge di sturgeon , il 95% di qualsiasi cosa è merda. Vale anche per film libri ecc. Aggiungo chr chi non videogioca perche non trova la profondità , spesso poi guarda film e legge libri ma spesso non si accorge della pochezza di quel che vede e guarda. E ho esperienza diretta di questa cosa: ad accorgersi di roba banalissima come bachi di trama , Deus Ex e simili - senza neanche andare al Mesaggio Profondo - sono in pochi. Quindi quanto è qualità del vg e quanto è semplice antipatia per il vg (antipatia leggittima per carità. Io non fare basket manco se mi pagassero. )?

Giochi belli ce ne sono tanti. Basta saperli cercare. Mai mi sono divertita come in questo periodo con gli rpg. Recupero giochi del passato bellissimi, uno degli ultimi èstato no one Lives Forever. Per forza, ripeto che la maggior parte fa schifo.

E per quel che riguarda il paragone con moby dick: ci sono certo buoni libri o buoni qualsiasi cosa che sono anche noiosi ma sono buoni *nonostante* siano noiosi non grazie a ciò. Essere noiosi non è una cosa positiva a priori , perché scoraggia chi si approccia che rischia quindi di perdersi il buono , ed è quasi sempre facilmente evitabile. Avere un contenuto di qualita nn giustifica essere una palla. Anche moby dick poteva essere scritto meglio, non è una novita. Tanti dei miei libri preferiti sono scritti coi piedi, e sono quindi due palle giganti, che significa?

Peraltro nel caso dell'articolo , noioso è per gli amici della tizia il vg "poco profondo" o simile quindi è noioso non tanto per la meccanica in se (di cui nn gli frega) ma per il contenuto altro. Quindi in questo caso la noia non sarebbe compensata neanche da qualcosa di diverso.

@vinnie: a te rispondo da casa XD.

@max: beh si io definirei la tua ragazza cmq giocatrice blush.gif. È grazie della lista di titoli "da convincimento". Anche io sono riuscita ad avvicinare alcuni non giocatori con titoli simili - the sims può essre pure un buon titolo. The Longest Journey ha fatto furore e anche la saga di Blackwell è piaciuta molto alle mie amiche. Ora sto cercando di portare mia mamma da Diablo a un rpg. Dragon Age 2 ha riscosso successo ma non il primo - troppi dialoghi XD. Ma c'è la farò!


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Tutti hanno opinioni: io le ho, tu le hai. E fin da quando abbiamo aperto gli occhi ci hanno detto che abbiamo diritto di avere nostre opinioni. Be’, è una stronzata, naturalmente. Non abbiamo diritto di avere opinioni, abbiamo diritto di avere opinioni informate. Senza studio, senza basi, senza comprensione, un’opinione non vale niente.
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vinnie
messaggio14 Nov 2016, 19:02
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CITAZIONE (Gwenelan @ 14 Nov 2016, 13:38) *
@vinnie: a te rispondo da casa XD.

Non era meglio l'aiuto del pubblico? tongue.gif
 
Capo
messaggio14 Nov 2016, 21:54
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Personalmente sto giocando ad Enderal e di "vitavera" ce n'è a pacchi, ma scommetto che la signora non lo conosce manco di striscio

CITAZIONE (Micartu @ 14 Nov 2016, 00:41) *
Obduction è uscito dal mio pc molto velocemente.


Explain


CITAZIONE (benlz @ 14 Nov 2016, 11:11) *
Pur non trovandomi anch'io daccordo su alcune cose, a me l'articolo è piaciuto blush.gif


Detto da uno che considera libri noiosi capolavori non mi stupisce ghgh.gif


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benlz
messaggio14 Nov 2016, 22:08
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@Gwen: io sono daccordo con te praticamente su tutto, è vero che l'articolo è superficiale nel senso che i vg adatti alle persone che abbiamo citato esistono e quindi va a mancare di rispetto a chi ha buone idee e sviluppa vg innovativi e adatti ad un pubblico non canonico, ma è anche vero che gran parte di essi non fanno parte della grande produzione, e alla fine chi viene a sapere di questi giochi è chi si tiene informato, cioè chi già è un videogiocatore.
Poi un altro aspetto interessante è che siamo sul punto di definire i videogames non come una forma di intrattenimento di nicchia, cioè non come "basket" o "pesca", ma come "sport" o "attività all'aperto" o "letteratura", insomma sta emergendo il fatto che i videogames sono una categoria estremamente variegata e quindi non è necessariamente un male partire dal presupposto che un videogioco è noioso. Ad esempio, se io fossi in grado di scrivere un libro, mi chiederei spesso se il mio modo di scrivere sia noioso e, poniamo che stia scrivendo un racconto di fantascienza, lo farei leggere a chi la fantascienza non interessa. Naturalmente chiederei il parere anche ad un appassionato di fantascienza, ma il tipo di informazione che otterrei sarebbe diversa, anche se altrettanto utile.

CITAZIONE (Gwenelan @ 14 Nov 2016, 13:38) *
Legge di sturgeon , il 95% di qualsiasi cosa è merda.

Summa veritas hail.gif

CITAZIONE (Gwenelan @ 14 Nov 2016, 13:38) *
chi non videogioca perche non trova la profondità , spesso poi guarda film e legge libri ma spesso non si accorge della pochezza di quel che vede e guarda.

E si, qui ti quoto in pieno, e con questo smonti il discorso della "poca profondità" di cui fa cenno l'articolo, anche se a questo punto non sarà la poca profondità ma qualcos'altro a non catturare l'interesse di certe persone. Magari certa gente proprio non digerisce le forme di intrattenimento interattivo in generale.

CITAZIONE (Capo @ 14 Nov 2016, 21:54) *
CITAZIONE (benlz @ 14 Nov 2016, 11:11) *
Pur non trovandomi anch'io daccordo su alcune cose, a me l'articolo è piaciuto blush.gif

Detto da uno che considera libri noiosi capolavori non mi stupisce ghgh.gif

Vacci piano, la mia spilla Ask me about Moby Dick sta vibrando! ghgh.gif

Messaggio modificato da benlz il 14 Nov 2016, 22:13
 
Micartu
messaggio14 Nov 2016, 22:50
Messaggio #21



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@Capo:
Non sono un estimatore della saga Myst, per quanto ne riconosca l'importanza storica, sarei un ignorante a non capirlo.
Dopo tutti questi anni non ti puoi presentare con lo stesso modello di gioco identico, senza aver fatto mezzo passo in avanti verso nuove soluzioni e tipologie.
Se lo fai:
1)non sei in grado di smuoverti da lì per tua incapacità e non hai altro da dire, quindi continui a riproporti sempre uguale a te stesso.
2)lo fai volutamente ma vuoi omaggiare soltanto i seguaci della saga Myst, ti giochi una fetta di utenza, ma contento te contenti tutti.
3)non vuoi omaggiare nessuno, non hai le palle per osare qualcosa di diverso.
L'ho provato, soliti enigmi alla Myst, solito ambiente vuoto e deserto, solito tutto.
Consigliato solo a chi apprezza Myst o a chi non ne ha mai giocato uno e vuole provare.
Al contrario The Witness gli sta otto spanne sopra. Osa quello che l'autore di Obduction non ha il coraggio di fare e ci riesce in pieno. innova il genere in modo moltoooo positivo.


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Gwenelan
messaggio14 Nov 2016, 23:42
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CITAZIONE (benlz @ 14 Nov 2016, 22:08) *
@Gwen: io sono daccordo con te praticamente su tutto, è vero che l'articolo è superficiale nel senso che i vg adatti alle persone che abbiamo citato esistono e quindi va a mancare di rispetto a chi ha buone idee e sviluppa vg innovativi e adatti ad un pubblico non canonico, ma è anche vero che gran parte di essi non fanno parte della grande produzione, e alla fine chi viene a sapere di questi giochi è chi si tiene informato, cioè chi già è un videogiocatore.
Poi un altro aspetto interessante è che siamo sul punto di definire i videogames non come una forma di intrattenimento di nicchia, cioè non come "basket" o "pesca", ma come "sport" o "attività all'aperto" o "letteratura", insomma sta emergendo il fatto che i videogames sono una categoria estremamente variegata e quindi non è necessariamente un male partire dal presupposto che un videogioco è noioso.

Nel mio discorso puoi tranquillamente sostituire "basket" con "sport" XD. Non capisco il collegamento fra questo passaggio e il considerare il VG come noioso. Se un VG è noioso, è un brutto VG, o quantomeno è bello nonostante sia noioso. Essere noiosi è una pecca grave, nei Vg come in tutte le altre attività citate, al di là del fatto che poi magari il tale Vg o il tale sport o il tale libro abbia altre qualità che lo redimono. Ma non è giustificata la noia, e assolutamente non è condizione necessaria perché tale cosa sia bella. Poi ovvio che c'è a chi i VG non piacciono proprio, come c'è chi non apprezza gli sport (tipo me), e allora per costui per forza che sarà noioso.

Per quel che riguarda i VG adatti alle persone citate: sì, non fanno parte della grande produzione, ma francamente ormai non siamo più in un'ottica in cui la grande produzione sia quella che "conta", qualitativamente E quantitativamente. E imho è ora di valorizzare anche l'ampia scelta che abbiamo, senza fare discorsi qualunquisti. Certo, chi non è videogiocatore deve appoggiarsi a un videogiocatore per conoscere certi titoli, e questo è un MALE, ma vale lo stesso identico per mille campi. Prendo la letteratura fantasy perché la conosco meglio - ma il discorso puoi estenderlo alla letteratura in generale. Arrivi tu che NON leggi/non leggi fantasy nel nostro esempio, vai in libreri/ti affidi a blog famosi e che trovi? Harry Potter (...), Eragon (...), Tolkien (e già cambiamo aria, ma cmq ti fai due palle così), Martin (che di fantasy ha poco o nulla), Hunger Games (che non ho letto, quindi assumiamo che sia decente) e un fottio di paranormal romance (simil-Twilight). E sto assumendo che tu non sia in Italia, perché se no troveresti anche di peggio. Poi vieni da me, lettrice fantasy, e mi dici: "che merda il tuo genere preferito!". E' lo stesso identico meccanismo che è successo con gli amici della tizia, solo che questi neanche hanno provato a guardarsi attorno da soli e si sono affidati a una che li ha guidati male. La differenza è che se tu venivi da me, io invece di imbastire il discorso su quanto la fantasy sia una palla, ti avrei consigliato autori decenti. Poi magari a te fa schifo lo stesso, questo è un tuo insindacabile gusto, ma almeno ci avevamo provato, a farti vedere il meglio. La "grande produzione" di qualcosa fa sempre cagare, è ovvio.

Quindi, è giusto criticare la grande produzione, da videogiocatori e per i videogiocatori, ma andare a dire che tutto il media è noioso e arretrato, anche no. Senza contare che la tizia assume che occuparsi delle "difficoltà della vita" sia di per sé meno noioso o più intelligente che "ammazzare draghi", cosa alquanto arrogante di per sé. Insomma, sì, c'è da criticare e io sono la prima che mi incazzo contro il solito Tripla A creato a cervello spento per altra gente a cervello spento, ma da qua a denigrare tutto il media, che già ha la reputazione che ha (quello di essere un media per bambocci eterni Peter Pan)...

CITAZIONE
Ad esempio, se io fossi in grado di scrivere un libro, mi chiederei spesso se il mio modo di scrivere sia noioso e, poniamo che stia scrivendo un racconto di fantascienza, lo farei leggere a chi la fantascienza non interessa. Naturalmente chiederei il parere anche ad un appassionato di fantascienza, ma il tipo di informazione che otterrei sarebbe diversa, anche se altrettanto utile.

Qua non ho capito proprio, sorry XD. Se scrivi un racconto di fantascienza, ti conviene farlo leggere proprio a un appassionato di fantascienza perché lui saprà meglio dirti se l'hai scritto come si deve (se non è noioso). Un appassionato di, poniamo, romance, o literary fiction, ti potrebbe dire boiate, visto che ogni genere ha le sue necessità specifiche. Anzi, se scegli la SF, ti conviene andare da uno che sia esperto nel *sottogenere* che ti scegli, perché un libro Hard SF e uno Soft SF già richiedono un pubblico molto diverso, che non sempre si sovrappone. E se tu fai un HS tarato sul pubblico della SF, ti esce un racconto brutto - così come quando certe SH decidono di fare RPG per i casuals invece che per i veri appassionati (ed esce Dragon Age) XD.
Peraltro, imho la noia deriva spesso (e nel caso della gente citata dall'articolo particolarmente) dall'argomento, più che da come è fatta una cosa. Cioè, l'amica della tizia si sarebbe scocciata con Skyrim a prescindere da quanto Skyrim fosse stato fatto meglio, perché l'argomento non le interessava. Le è piaciuta solo l'interazione con Lydia. Se le avessi messo in mano Shadowrun Returns, probabilmente si sarebbe scocciata uguale, e Shadowrun Returns è un gioco fatto davvero bene. Ma un non giocatore, per forza di cose, non ha il "palato fino" di un giocatore. Così come quando io ascolto musica: non ho il palato fino di una che la musica la conosce, e mi piacciono di sicuro immani cagate e non sono capace di apprezzare cose bellissime che per me saranno noiose (es: tutta la lirica). Ugualmente, per il tuo racconto di fantascienza, puoi scriverlo da dio e cmq a un appassionato di western magari cala il sonno a pagina 2 blush.gif.

CITAZIONE
E si, qui ti quoto in pieno, e con questo smonti il discorso della "poca profondità" di cui fa cenno l'articolo, anche se a questo punto non sarà la poca profondità ma qualcos'altro a non catturare l'interesse di certe persone. Magari certa gente proprio non digerisce le forme di intrattenimento interattivo in generale.

Può essere. Secondo me è un atteggiamento aprioristico: possono vedere pure le stesse cose in un film e in un VG, le riconoscono nel film, non nel VG. Almeno, questa è l'idea che mi son fatta leggendo l'articolo.

Il succo è che non ho capito il tuo discorso sulla noia e quindi sul tarare (o meno?) il media su altra gente XD.

@vinnie:
Il pubblico l'avevo già usato prima XD.

CITAZIONE
Credo sia comprensibile non riuscire ad apprezzare il titolo X (che magari è un titolo tripla A, una tipologia foriera di noiosità perché solitamente spaventata dai rischi di mercato), ma ci si è mai chiesti se ci si sente davvero in grado di poter giudicare?
In un dato momento si potrebbe non essere capaci di godere di quell'elemento che dimostra di essere stato creato con il dovuto interesse, che sia la grafica, il sonoro, il gameplay, la storia o cos'altro, se non si riesce a cogliere tale caratteristica il gioco risulterebbe comunque noioso. Non credo sia giusto delegare totalmente agli altri il compito di saperci intrattenere e non accollarsi nessuna responsabilità.

Ammiro sempre le persone che dimostrano passione per una qualsiasi attività per quanto inutile essa possa essere, ho sempre ritenuto che i soggetti in grado di dimostrare interesse siano poi gli unici capaci di fare distinzione, giudicare, preferire e in ultima istanza migliorare l'ambiente che li circonda. Alle volte mi sono ritrovato a generare ilarità fra i miei coeatanei solo nominando le avventure testuali, ma invece di ribattere mi sono unito al coro anche se dentro di me però pensavo "tanto non siete capaci" (...di apprezzare).

In generale condivido la tua idea, ma secondo me sei un po' estremista, nel senso: comprendo poco chi non ha voglia di *provare* qualcosa, così, a priori. Ma, dopo che ha provato, è possibile che data cosa non gli piaccia, anche se è di per sé bellissima. Ciò è perfettamente legittimo, non a tutti può piacere il videogioco. Una mia collega non apprezza i film e le serie TV. Ad altre persone che conosco, non piace la musica. Quindi, è più che possibile che a uno non piacciano i VG, e punto. Questo è uno dei motivi per cui imho l'articolo parte da basi fallate. Ma io sono dell'idea che un media non deve essere "ostile" a chi non lo apprezza. E' giusto vedere se, con questo o quel prodotto, è possibile "compiacere" anche altre categorie di persone. La cosa che me le fa girare è che si ignorano bellamente titoli che magari (non certamente, magari) potevano essere interessanti anche per questi non-gamers. Cioè, gli vai a dare SKYRIM? Un gioco più Tripla A di Skyrim non esiste. Un gioco dal "contenuto" (nel senso intellettualoide del termine) più scialbo credo sia il campo minato. Mah.


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Tutti hanno opinioni: io le ho, tu le hai. E fin da quando abbiamo aperto gli occhi ci hanno detto che abbiamo diritto di avere nostre opinioni. Be’, è una stronzata, naturalmente. Non abbiamo diritto di avere opinioni, abbiamo diritto di avere opinioni informate. Senza studio, senza basi, senza comprensione, un’opinione non vale niente.
È solo un farfugliamento. È come una scoreggia nella galleria del vento, gente.

 
benlz
messaggio15 Nov 2016, 00:57
Messaggio #23





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CITAZIONE (Gwenelan @ 14 Nov 2016, 23:42) *
CITAZIONE
Ad esempio, se io fossi in grado di scrivere un libro, mi chiederei spesso se il mio modo di scrivere sia noioso e, poniamo che stia scrivendo un racconto di fantascienza, lo farei leggere a chi la fantascienza non interessa. Naturalmente chiederei il parere anche ad un appassionato di fantascienza, ma il tipo di informazione che otterrei sarebbe diversa, anche se altrettanto utile.

Qua non ho capito proprio, sorry XD. Se scrivi un racconto di fantascienza, ti conviene farlo leggere proprio a un appassionato di fantascienza perché lui saprà meglio dirti se l'hai scritto come si deve (se non è noioso). Un appassionato di, poniamo, romance, o literary fiction, ti potrebbe dire boiate, visto che ogni genere ha le sue necessità specifiche. Anzi, se scegli la SF, ti conviene andare da uno che sia esperto nel *sottogenere* che ti scegli, perché un libro Hard SF e uno Soft SF già richiedono un pubblico molto diverso, che non sempre si sovrappone. E se tu fai un HS tarato sul pubblico della SF, ti esce un racconto brutto - così come quando certe SH decidono di fare RPG per i casuals invece che per i veri appassionati (ed esce Dragon Age) XD.
Peraltro, imho la noia deriva spesso (e nel caso della gente citata dall'articolo particolarmente) dall'argomento, più che da come è fatta una cosa. Cioè, l'amica della tizia si sarebbe scocciata con Skyrim a prescindere da quanto Skyrim fosse stato fatto meglio, perché l'argomento non le interessava. Le è piaciuta solo l'interazione con Lydia. Se le avessi messo in mano Shadowrun Returns, probabilmente si sarebbe scocciata uguale, e Shadowrun Returns è un gioco fatto davvero bene. Ma un non giocatore, per forza di cose, non ha il "palato fino" di un giocatore. Così come quando io ascolto musica: non ho il palato fino di una che la musica la conosce, e mi piacciono di sicuro immani cagate e non sono capace di apprezzare cose bellissime che per me saranno noiose (es: tutta la lirica). Ugualmente, per il tuo racconto di fantascienza, puoi scriverlo da dio e cmq a un appassionato di western magari cala il sonno a pagina 2 blush.gif.


Ammetto di non essere un asso a spiegarmi bene XD e capisco il tuo punto di vista e che quindi non sei daccordo con quanto scriverò, però ci provo e continuo con il paragone "letteratura", che mi viene più facile:
La letteratura di genere esiste e non è un male di per sè, ma se non si cerca di bucare i confini del genere stesso, si rischia finisce inevitabilmente per rimescolarsi nella solita minestra ri-ri- e ancora ri-scaldata. Diventa quindi necessario sfondare questa barriera e sfornare prodotti come Cronache marziane (il primo che mi è venuto in mente) che prepotentemente tralascia il rigore scientifico a favore di un tema decisamente spirituale. Non sarà al primo posto nella libreria dell'appassionato di fantascienza, ma in compenso trova spazio nelle librerie di tanti altri lettori.
Se questo non dovesse accadere, per quanto gli appassionati si scambino le loro entusiaste opinioni sull'argomento, queste probabilmente saranno obiettivamente noiose (per quanto possibilmente interessanti).
Quindi il prodotto finale non deve necessariamente essere un romanzo rosa di serie C ambientato su Urano (o Dragon Age, che dir si voglia xD), ma ne può uscire anche un piccolo capolavoro.
Isomma, il fatto che un game developer che gioca da tutta la vita decide di sforzarsi a vedere il proprio mondo con gli occhi di chi non vi appartiene, secondo me a lungo termine può solo portargli benefici (a lui e al suo lavoro). A breve termine, invece, porta solo frustrazione. Ma bisogna passarci sopra, così come bisogna passare sopra al fatto che ad uno può piacere Skyrim solo perché dentro ci sta un'amica immaginaria a cui hanno insegnato tre frasi in croce.
E il fatto che i vg che hanno delle caratteristiche tali da catturare l'attenzione di un pubblico non convenzionale esistono già ma non emergono abbastanza è, a mio parere, solo un problema temporaneo (anche se giustamente per ora fa un po' di rabbia, e in questo l'articolo è criticabilissimo, specialmente visto che l'autrice è del settore e non ha scuse per la sua superficialità a riguardo).

PS: in realtà Dragon Age non l'ho mai giocato, mi sono basato sul tuo commento a riguardo ghgh.gif

EDIT: ItaGliano

Messaggio modificato da benlz il 15 Nov 2016, 00:59
 
Gwenelan
messaggio15 Nov 2016, 02:43
Messaggio #24



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Sono anche io stanca, quindi è probabile che non ti capissi per colpa mia, non tua blush.gif. Cmq ora credo di aver capito.

CITAZIONE (benlz @ 15 Nov 2016, 00:57) *
Isomma, il fatto che un game developer che gioca da tutta la vita decide di sforzarsi a vedere il proprio mondo con gli occhi di chi non vi appartiene, secondo me a lungo termine può solo portargli benefici (a lui e al suo lavoro).

Su questo concordo, ma l'esempio che fai imho è sfasato rispetto al discorso. Andiamo un pochino OT, ma imho vale la pena.

CITAZIONE
La letteratura di genere esiste e non è un male di per sè, ma se non si cerca di bucare i confini del genere stesso, si rischia finisce inevitabilmente per rimescolarsi nella solita minestra ri-ri- e ancora ri-scaldata.

Questo è falso, oggettivamente, nel senso che tutt'ora si sfornano romanzi fantasy e fantascientifici originali, che non sono la solita minestra riscaldata (non conosco abbastanza bene gli altri generi per giudicare come stanno andando).
La roba che possiamo definire "obiettivamente noiosa" è quella nata morta: il solito fantasy con gli elfi, la classica space opera un tanto al chilo, il classico vampiro sbarluccicoso, il solito maggiordomo assassino. E va da sé che ci sarà cmq quello a cui tutto ciò apparirà mirabolante e interessante.
Ma ancora c'è un profluvio di idee e spunti e punti di vista nuovi, quindi non mi preoccuperei nell'immediato futuro.

Ma il problema di fondo del ragionamento è che tu colleghi "tematica" e "genere di appartenza" (che può anche essere la letteratura mainstream, se quella di genere uno la schifa), come se fossero legate fra loro da causa-effetto. Niente impedisce che un romanzo sia di genere E affronti un tema spirituale. Tema e genere sono due cose diverse, due livelli diversi, diciamo. Il tema si esprime attraverso il genere, anche se è ovvio che certi generi meglio si prestano ad alcune tematiche (i romance alla tematica dell'amore, per esempio - non l'avrebbe mai detto nessuno, eh? Suggerisco L'Arco di Trasformazione del Personaggio di Dara Marks, che illustra proprio il modo in cui tema e eventi esterni si intrecciano nella buona narrativa). Ma il genere non pregiudica la tematica scelta, specialmente poi nella fantascienza o nel fantasy, dove solo la tua fantasia sono il limite che ti puoi porre e le convenzioni davvero molto poche (ponendo che tu non decida di fare un'opera nata morta come quelle di sopra, ma allora è inutile che ti scegli la super-tematica, sempre una porcata stai scrivendo).
Scelta la tematica, il genere modifica *come* questa viene espressa - e questo dipende da come tu preferisci esprimerla. Ti piace la fantascienza sociale? Vai, libero. Preferisci quella tecnologica? Il Low Fantasy? Il weird? Il mainstream? You choose!

Tu hai scelto un autore anche piuttosto infelice da portare ad esempio (è risaputo che Bradbury scriveva male e spesso inserisse scemenze nei suoi racconti, vedi le critiche ferocissime di Damon Knight. E sì, passino le splendide idee che nessuno gli toglie, molti suoi racconti piacciono anche a me, ma è comunque un autore problematico), che proprio a causa di alcuni suoi difetti spesso piace così tanto a chi non legge fantascienza. Molta gente non si accorge degli errori, o delle brutture di stile, trova "poetiche" certe uscite che un lettore di fantascienza giustamente sgama subito, non sa nulla di fantascienza quindi quel che legge gli pare adeguato, e quindi uallà, hai più pubblico.
Ma gli stessi temi spirituali potevano essere affrontati scrivendo racconti di fantascienza più "pura" (che non significa Hard SF). Ci sono mille esempi di autori di fantascienza più bravi di lui che cmq hanno affrontato tematiche spirituali, sociologiche, psicologiche o quello che ti pare (uno a caso, Dick. Per citarne uno che ho letto recentemente, bravura a parte, Genocidal Organ, di Project Itoh, appunto molto "spirituale", il cui tema era l'identità del "peccato" per l'uomo e cosa succede quando l'individuo non è più responsabile dei suoi stessi peccati).

La mia non è di per sé una critica a Bradbury, che ha meriti e difetti come tutti gli autori; il mio punto è che il "merito" non è essersi allontanato dalla fantascienza, perché i suoi temi erano esprimibilissimi anche senza "annacquare" il genere. E poteva guadagnare altri lettori anche senza abbassare il livello delle opere - detto che, fra scrivere un'opera più bella e avere più lettori, francamente io propendo per l'opera più bella. E' lo stesso discorso di Moby Dick: usciva un gran romanzo pure se non era scritto da far annoiare. Magari ci saremmo persi per strada i fanatici delle creature marine, che si sono riletti le disgressioni 10 volte di seguito: era una gran perdita? Ma anche no. Nota come anche il problema di Moby Dick non risiede nelle tematiche scelte e nella storia di per sé, che conoscono pure quelli che il romanzo non l'hanno mai letto, ma nel rigore stilistico con cui l'opera viene creata. Tu apprezzi il cuore dell'opera, per questo ti è cara (sempre se non sei uno dei fanatici di cui sopra XD), e più il "cuore" viene limato, più l'opera è precisa e punta dritta alla meta, più è efficace.

Qui arriva il mio paragone con Dragon Age (assumiamo che io abbia ragione visto che non l'hai giocato, se no dimmi tu un gioco orendo che hai giocato e lo usiamo come esempio): per allargare la base di utenza degli rpg, si annacqua il genere con l'action e con una trametta scipita dove devi riunire i popoli per ammazzare il kattivo, e uallà, hai molto più pubblico. Ma che ci hai guadagnato, come opera? Rispondo io: un cazzo XD.
Prima che mi attacchino i fan di Melville e Bradbury: non sto dicendo che la qualità di questi autori sia come quella di Dragon Age, ci mancherebbe pure.

Tutto ciò non toglie che si possano mischiare i generi - vedi Vonnegut se non ricordo male, che spesso travalica addirittura nella literary fiction (addirittura non perché la literary fiction sia più eccelsa, ma perché rispetto alla narrativa di genere/mainstream si pone obiettivi diversi, quindi è molto più difficile far combaciare le due direzioni nella stessa opera). E non cito i numerosissimi sottogeneri di fantasy E fantascienza, per esempio. Ma mischiare non significa annacquare, sono due cose diverse. Se ti piace lo science-fantasy, o lo slipstream, vai, fai pure. Ma se sei un appassionato di Hard SF e vuoi proprio parlare della tua tematica spirituale, vai tranquillo che lo puoi fare comunque. Non hai bisogno né di mischiare né di annacquare per esprimere qualsiasi cosa sia che tu voglia esprimere. Viceversa, se NON vuoi fare fantascienza (o qualsiasi altro genere) per carità, non lo fai, scrivi mainstream o quel che ti pare. Ci guadagna la tua opera e ci guadagnano i tuoi lettori.

La stessa cosa si applica ai VG. Se io creo un RPG non vado a farlo vedere alla massa generica o ai non giocatori, perché mi daranno per forza pareri poco informati e la mia opera ne risentirà (se mostro Original Sin a un amante di Diablo, costui mi dirà che il gioco è troppo lento, non si ammazza abbastanza gente ecc. Se lo ascolto, torniamo a Dragon Age.). Ciò non toglie che ascolto cmq le loro necessità, perché, specialmente i non giocatori, sono target non compresi ancora da nessun genere. Magari esiste un tipo di gioco per loro, magari le tematiche che suggeriscono sono interessanti (esplorare la propria identità in diverse circostanze *è* una tematica imho interessante, e può essere espressa anche in un gioco simil Skyrim). O magari il tipo di gioco che fa per loro è una merda di gioco, e io gliela voglio vendere uguale perché faccio soldi. Ma questo non va confuso con l'effettiva qualità del gioco. Il mio RPG non ci guadagna nulla dall'essere più mainstream (qua inteso in maniera diversa dal mainstream nella letteratura, che è un genere che si chiama così), è solo annacquato.
Invece, il mio RPG-RTS ci guadagna immensamente ad essere giudicato dagli amanti dei suddetti generi - ma io devo voler fare effettivamente un RPG-RTS, non che voglio fare un RPG e poi ci metto quattro caratteristiche RTS così vendo pure a loro/perché non riesco a fare un vero RPG.

Gira gira, siamo sempre lì: non c'è "scusante" per la noia o la poca qualità. Non esiste il "è palloso, ma così riesce a esprimere X". X lo si può esprimere anche senza essere palloso, brutto, scialbo, impreciso, quello che vuoi. E per forza che chi non apprezza quella data cosa (un genere narrativo o un media in generale) probabilmente lo troverà una palla. E' come la differenza fra la pallavolo in spiaggia e quella per professionisti: per forza che una che odia lo sport trova la pallavolo seria pallosa e quella in spiaggia tutto sommato accettabile.


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Festuceto
messaggio15 Nov 2016, 22:25
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Non ho letto tutto l'articolo, ma ad occhio e croce sta Brie Code ha solo cercato di suscitare polemiche con il solito articolo controverso fondato sul nulla assoluto, e ha ottenuto il suo scopo se siamo qui a parlarne. Siamo ai limiti del trolling a mio avviso, niente di genuino.


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