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> La critica videoludica ha un problema
Gwenelan
messaggio22 Sep 2016, 06:02
Messaggio #1



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Gianluca Santilio nel suo Vlog si interroga sul presente e futuro della critica videoludica, traendo spunto da un interessante editoriale di Luca Signorini su Eurogamer.



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Lo Smarrito
messaggio22 Sep 2016, 08:54
Messaggio #2





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Parto dal presupposto che devo ancora vedere il video editoriale, ma già così posso dire che la critica 2.0 ha ormai preso già adesso molti dei problem di quella 1.0

Comprese le ingerenze dei publisher, vedi Konami (e in minor parte SquareEnix) che ha spesso bloccato video critici su Youtube con la scusa del copyright.


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Sono il seme di more tra i denti che non si toglie neanche con lo spazzolino...
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Sono le batterie che non sono incluse...

Io SONO....
No, aspetta, ma chi ***** sono? Dannata amnesia...


Intanto che provo a ricordarmelo, non è che intanto mi faresti un favore e proveresti la mia AT?


 
Sambu
messaggio22 Sep 2016, 09:09
Messaggio #3



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Il video lo avevo ascoltato (ora in ufficio non posso riascoltarlo), ma toccava tutta una lunga di vari aspetti.

- dal gap generazionale: il videogioco si è evoluto e parlare a noi OldGamer o ai NeoGamer è diverso e spesso quindi siamo noi a passare in secondo piano in quanto il pubblico maggiore è l'altro e perchè a parte pochi vecchi recensori, anche i redattori di fatto sono giovani giocatori.

- poi nel era di internet e social hanno ancora senso le recensioni? perchè per farle uscire subito sono fatte di fretta, e per giunta ora tutti sono recensori su steam o sui forum e uno si può far una idea migliore leggendo un po' di commenti.

- youtuber e giornalismo videoludico come intrattenimento. Quindi dato che le recensioni hanno perso di importanza, si sta andando verso l'intrattenimento con soggetto il videogioco, vedi fenomeno Youtuber. E' una direzione che devono prendere anche i mezzi più classici tipo quelli che usano ancora la parola scritta (siti web e riviste?) - meno informazione più intrettenimento


questi mi pare che siano i temi trattati da Gianluca nel video se ricordo bene


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Un ottimista non rimarrà mai piacevolmente sorpreso
elogio di Coit-Murphy del pensiero negativo
 
Gwenelan
messaggio22 Sep 2016, 10:49
Messaggio #4



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Lho ascoltato anche io. Dice alcune cose molto condivisibili. Francamente , non ritengo sullo stesso piano le "nuove recensioni" per i Neogamers e quelle vecchie per gli Old. Come dice lui è sconfortante vedere come riviste e redattori che prima facevano analisi approfondite , ora passino a fare clap clap a titoli mediocri. Io ho abbandono TGM prima perché vedevo votoni dati a giochi che proprio... (ricordo la recensione di assassin's creed, particolarmente deprimente). E in secondo luogo perché affidava tutti i contenuti che mi interessavano (mainly rece e articoli sugli rpg) a uno che scriveva in modo atroce. È stato un pò sconfortante notare questo cambiamento.

Concordo anche con il discorso sulla varietà e di approccio è di contenuto. Ha poco senso recensire il tripla A dicendo le stesse cose che hanno detto già tutti gli altri, mentre è molto più interessante fare un'analisi più approfondita.


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Festuceto
messaggio22 Sep 2016, 11:35
Messaggio #5



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Il discorso è complesso. Così com'è oggi la critica videoludica non ha più senso né ragione di esistere.
Personalmente auspico un giornalismo videoludico di approfondimento, uno strumento di divulgazione della cultura del videogioco, che poi è lo spirito di OldGamesItalia e pochi altri siti. Recensire giochi indipendenti la cui visibilità è scarsa o nulla, promuovere autori emergenti con ottime idee incoraggiando la libera creatività, trattare generi videoludici di nicchia ignorati dalla massa, scrivere di Old Games liberi da qualsiasi tipo di pressione inquadrandoli nella propria cornice storica e portandoli eventualmente alla conoscenza del pubblico più giovane: questa secondo me è divulgazione ed è l'unica forma di critica videoludica che può sopravvivere nel tempo.
Il target non sarà il giocatore casual o il giovanissimo, ma per quelli ci sono altri tipi di comunicazione sull'argomento videogiochi, appunto l'intrattenimento crasso e dozzinale di cui parla Gianluca.
Del resto se non ci si pone il problema del guadagno (chi è che oggi vive di critica videoludica?) avere un pubblico limitato ma saldo non è un problema.


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Myloch
messaggio22 Sep 2016, 14:10
Messaggio #6





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CITAZIONE (Gwenelan @ 22 Sep 2016, 11:49) *
Io ho abbandono TGM prima perché vedevo votoni dati a giochi che proprio... (ricordo la recensione di assassin's creed, particolarmente deprimente).

I primi Assassin's creed, specialmente il secondo, sono dei capolavori. Ma io sono stato per lungo tempo fan della serie, forse sono di parte ;)

Messaggio modificato da Myloch il 22 Sep 2016, 14:10


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Gwenelan
messaggio22 Sep 2016, 16:34
Messaggio #7



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@Festuceto: chr la critica videoludica sia inutile mi pare esagerato. Se fatta come si deve è utile e interessante (oltre che magari pure divertente). È inutile quella che viene fatta nel 90% dei casi.

@myloch: il secondo nn saprei ma il primo...


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Festuceto
messaggio22 Sep 2016, 17:40
Messaggio #8



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CITAZIONE (Gwenelan @ 22 Sep 2016, 17:34) *
@Festuceto: chr la critica videoludica sia inutile mi pare esagerato. Se fatta come si deve è utile e interessante (oltre che magari pure divertente). È inutile quella che viene fatta nel 90% dei casi.



Ma infatti è utile quando diventa divulgazione, che può essere anche la recensione ma scritta con competenza e contestualizzata. Non lo spot promozionale, il consiglio per gli acquisti fine a se stesso: quel tipo di critica (che poi spesso critica non è) è superflua. Non so se mi sono spiegato, il mio è un discorso sul livello culturale dietro la cosiddetta critica.

Messaggio modificato da Festuceto il 22 Sep 2016, 17:42


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Gwenelan
messaggio22 Sep 2016, 18:14
Messaggio #9



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CITAZIONE (Festuceto @ 22 Sep 2016, 18:40) *
CITAZIONE (Gwenelan @ 22 Sep 2016, 17:34) *
@Festuceto: chr la critica videoludica sia inutile mi pare esagerato. Se fatta come si deve è utile e interessante (oltre che magari pure divertente). È inutile quella che viene fatta nel 90% dei casi.



Ma infatti è utile quando diventa divulgazione, che può essere anche la recensione ma scritta con competenza e contestualizzata. Non lo spot promozionale, il consiglio per gli acquisti fine a se stesso: quel tipo di critica (che poi spesso critica non è) è superflua. Non so se mi sono spiegato, il mio è un discorso sul livello culturale dietro la cosiddetta critica.

Sì, ti sei spiegato blush.gif, la frase di prima mi sembrava un po' "estrema" XD.


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musehead
messaggio22 Sep 2016, 19:09
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Grazie per aver guardato/ascoltato il mio video!

Tra l'altro, penso che OGI e poche altre realtà italiane siano uno dei pochi posti dove si scrive se c'è effettivamente qualcosa da raccontare invece di farlo per "lavoro". Questa banale differenza è sufficiente per tagliare le gambe a tutto ciò che è zavorra e, se vogliamo, malcostume nell'industria della nostra passione.

Il problema, appunto, è dell'industria. Nessuno ha il coraggio di testare una strada nuova. Ho visto addirittura uomini di punta della critica fare videorecensioni in napoletano per prendere qualche clic in più ravanando nel pubblico dei giovanissimi degli youtuber. Se sulla tua homepage devi quindi trovare il posto per iniziative del genere, non ne hai per altre più ricercate e di nicchia, anche perché non ti rimarrebbe il tempo per farle.

Speriamo che il prossimo crash videoludico riguardi l'industria della critica del videogioco e non del videogioco stesso.
 
Gwenelan
messaggio22 Sep 2016, 22:39
Messaggio #11



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CITAZIONE (musehead @ 22 Sep 2016, 20:09) *
Grazie per aver guardato/ascoltato il mio video!

Tra l'altro, penso che OGI e poche altre realtà italiane siano uno dei pochi posti dove si scrive se c'è effettivamente qualcosa da raccontare invece di farlo per "lavoro". Questa banale differenza è sufficiente per tagliare le gambe a tutto ciò che è zavorra e, se vogliamo, malcostume nell'industria della nostra passione.

Il problema, appunto, è dell'industria. Nessuno ha il coraggio di testare una strada nuova. Ho visto addirittura uomini di punta della critica fare videorecensioni in napoletano per prendere qualche clic in più ravanando nel pubblico dei giovanissimi degli youtuber. Se sulla tua homepage devi quindi trovare il posto per iniziative del genere, non ne hai per altre più ricercate e di nicchia, anche perché non ti rimarrebbe il tempo per farle.

Speriamo che il prossimo crash videoludico riguardi l'industria della critica del videogioco e non del videogioco stesso.

Grazie a te per averlo fatto ^^. E per il complimento a OGI blush.gif.

Prima o poi il crash ci sarà, ma non so quanto positivo, perché anche le recensioni fatte tanto per dire di aver recensito il gioco X non saranno giustificate da un ritorno economico. A quel punto, quel che resta per fare soldi con quel tipo di pubblico è solo il puro intrattenimento.


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vinnie
messaggio23 Sep 2016, 07:40
Messaggio #12





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Anche io ero un vecchio lettore di tgm e anche di gmc, devo dire che leggevo (soprattutto il primo) sia per il parere "esperto" ma anche per lo stile di scrittura che ho visto inesorabilmente perdersi durante gli anni (sporadici numeri acquistati in seguito mi sembravano pallide imitazioni senza sostanza). A parer mio questo è successo perché è anche decaduto l'ambiente in cui venivano scritte le recensioni (sia fisico che spirituale), diciamocelo che i bei ricordi derivavano da un ambiente tutt'altro che "professionale".

Ad ogni modo ho sempre considerato patetico tutto questo voler per forza essere riconosciuti come mezzo di intrattenimento serio, educativo, culturale o simili.
Non che questo non sia possibile ma affannarsi in questa ricerca mi sembra addirittura controproducente, la ricerca dell'approvazione delle stesse persone che hanno sempre accostato i videogiochi a un passatempo di serie B per gente sfigata fino a quando i numeri li hanno costretti a scimmiottarli.

Dove può condurre questa approvazione? nel passaggio al vaglio dei prodotti di elementi standard, canoni estetici tanto più riconoscibili se semplici e stilizzati e che inevitabilmente portano ad un appiattimento di contenuti e forma.
E da chi vorremmo far codificare questi elementi per giunta, dai cosidetti "critici" o presunti tali?

Una delle cose che, se da un lato ne spettacolarizza di più la fruizione, di più mi spaventa della piega che sta prendendo il videogioco è l'avvicendamento con il cinema, capace di partorire centinaia di opere pressocché nulle e qualcosa di buono ogni tanto (che a voler essere cattivi si può attribuire a un semplice fatto statistico). Siamo sicuri di desiderare lo stesso trattamento?

Francamente cerco di evitare ogni parere eminente della scena o di chi di dovere deve rendere conto a qualcuno, evito i trailer e le preview, considero solo le opinioni degli appassionati che per quanto personali sono perlomeno oneste e dettate dai propri gusti.
Penso che non sia necessario che ci sia qualcuno a dover sindacare sulla qualità di un'opera e che non si è artisti se non si è dilettanti.
 
--DanCar--
messaggio23 Sep 2016, 22:16
Messaggio #13





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CITAZIONE (Gwenelan @ 22 Sep 2016, 07:02) *
traendo spunto da un interessante editoriale di Luca Signorini su Eurogamer.


L'editoriale di Luca Signorini lo avevo letto anch'io e l'ho trovato uno dei più interessanti e onesti editoriali partoriti dalla "critica videoludica" italiana degli ultimi anni, da incorniciare. Mi ha ricordato una video recensione che ho visto di recente riguardo un gioco di Deadpool fatto per... (xbox360 e ps3?). Nella video recensione l'autore "criticava la critica" che aveva stroncato il gioco e faceva capire che, nonostante alcuni limiti/difetti oggettivi, comuni comunque al genere, era molto divertente. Anzi, ironizzava sul fatto che quando si tratta di prodotti su licenza, la "critica" ha il dente avvelenato.

Al di là di Deadpool, il concetto che evidenzia Signorini è che, uno della vecchia guardia non riesce ad emozionarsi come uno di primo pelo, e rischia così di diventare ipercritico, miope e pure, esageriamo, un poco trombone. Un bel editoriale, mi è piaciuto molto e mi ci sono anche rispecchiato.

Ci sarebbe da aggiungere inoltre, che il problema non è solo della "critica videoludica", ma della critica in generale... bravo Signorini.

Messaggio modificato da --DanCar-- il 23 Sep 2016, 23:30


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rolloLG
messaggio24 Sep 2016, 09:35
Messaggio #14





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Il problema è che oggi non si fa più "giornalismo videoludico" (= approfondimenti, riflessioni, interviste ai developer...), si fa SEO e LINK BUILDING sfruttando il tema dei VG...
Questo in particolare avevano di diverso le vecchie riviste in edicola che ancora facevano giornalismo e coinvolgevano e interessavano i lettori al di là delle solite informazioni tecniche sul gioco in questione.
Il fenomeno Youtuber poi ha involgarito ancora di più questo universo spostando il tutto solo sull'intrattenimento (spesso becero).

Personalmente siti come Tiscali Game Surf, Spazio Games, Euro Gamer, IGN etc. li guardo solo per le news e sapere quello che "verrà", non di certo per le "recensioni".
Quest'ultime le leggo con interesse praticamente solo su RPGItalia.net e www.nrsgamers.it
Il resto lo vedo su YouTube (<titolo gioco> gameplay PC), se devo solo capire "com'è".


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Gaming laptop ASUS G751JY [Intel HM87 Lynx Point, i7-4860HQ, 24GB DDR3L 2133MHz, GTX 980M 4GB GDDR5 (Micron), G-Sync], Windows 10 x64, display: LG Philips LGD046C 17", desktop res: 1080p 75Hz, Audio: Realtek, Competition Pro USB arcade joystick SpeedLink SL-6603-SPORTS-EU, XBox One Bluetooth controller, Microsoft PN7-00004 Bluetooth mouse
 
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messaggio24 Sep 2016, 19:19
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CITAZIONE
Il resto lo vedo su YouTube (<titolo gioco> gameplay PC), se devo solo capire "com'è".

Questo, al di là delle pressioni e compagnia bella, secondo me è un fatto importante. Ben poche recensioni, probabilmente nessuna, riuscirebbero a rendere meglio di un gameplay filmato direttamente. Allora ha ancora una volta più senso prediligere l'approfondimento e la storicizzazione, quindi cercare di proiettarsi molto più in là di un'anteprima scritta o di una recensione, perché comunque, in ogni caso, Youtube ti spezza le gambine.
Questa cosa naturalmente si affianca ai problemi che la critica, un po' in generale, tra l'altro, non solo videoludica, si è tirata addosso da qualche anno in qua. Alla fin fine tutto questo relativismo ha creato l'illusione che un prodotto, se piace a qualcuno, per lui è buono e dunque perché tu devi dire che non lo è? Il discorso del "cambia canale se non ti piace, ma non stare a rompere i coglioni" ha fatto molti danni purtroppo, perché toglie l'autorevolezza a chiunque, premia l'ignoranza e chiude le menti nei compartimenti stagni di preferenza.
Uno che deve campare con questo lavoro ingrato, deve fare i conti con la realtà delle cose. Forse di questa degenerazione manco si rende conto, se è abbastanza giovane, ma di sicuro fa buon viso a cattivo gioco. Anche perché i videogiochi che vendono sono ancora in mano ai ragazzini, se non erro, e a quella manica di deficienti cosa vuoi andare a raccontare? smilies3.gif


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«Io ritengo, senza ombra di dubbio, che l'UST sia il miglior gruppo di traduzioni amatoriali che l'Italia abbia avuto negli ultimi 150 anni.» S.B.
 
Gwenelan
messaggio24 Sep 2016, 20:03
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CITAZIONE (Gharlic @ 24 Sep 2016, 20:19) *
Il discorso del "cambia canale se non ti piace, ma non stare a rompere i coglioni" ha fatto molti danni purtroppo, perché toglie l'autorevolezza a chiunque, premia l'ignoranza e chiude le menti nei compartimenti stagni di preferenza.

Madonna, quoto! L'insensato "se non ti piace non lo giocare"...


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vinnie
messaggio24 Sep 2016, 21:06
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Concordo, sembra quasi che non si possa esprimere un parere se negativo
 
Ravenloft
messaggio25 Sep 2016, 12:12
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Avendo apprezzato l'articolo del Signorini, esprimo la mia opinione sulla critica moderna.

Etica. Quella dell'etica è una questione fondamentale ma spinosa. Partiamo dal fatto che, come sottolinea anche il Santilio, c'è un problema di dipendenza economica dal mercato. Questo è un fatto piuttosto evidente e neanche tanto nascosto, ormai. Nel momento in cui arriva il mass market gli equilibri tra pubblico, critica ed editori si rompono. Probabilmente è inevitabile. Quando questo succede, non si può che appellarsi all'etica. E all’intelligenza. Sì, perché il problema a quel punto non è più soltanto la critica, il problema si sposta anche sul pubblico. Editori (in particolare) e critica non fanno altro che dare al proprio pubblico ciò che vuole. Velocità, superficialità... sono ormai all’ordine del giorno. Solo un forte senso etico potrebbe contrastare tutto questo, e un cambio di orizzonte, di cui parlerò sotto.

Identità. Prima però vorrei dire qualcosa, continuando il discorso, sull'’identità della critica. Cioè, su cosa vuol fare da grande. La critica deve attuare una scelta: da che parte stare. Dalla parte del mercato, quindi in funzione semplicemente di “consiglio per gli acquisti” oppure dalla parte del pubblico nella sua funzione “pura” (a proposito di etica), ossia quella di educazione e divulgazione. Anche qui è il pubblico ad essere nodo fondamentale: la maggior parte dei videogiocatori di oggi, diciamolo, vede nel videogioco un semplice passatempo. Questo è un po' il discorso del Signorini. All’'inizio è stato esattamente questo anche per noi veterani. La nostra fortuna è stata però quella di crescere al di fuori del mercato di massa, rifiutando di fatto di conformarci ad esso, probabilmente soltanto perché abbiamo conosciuto il lato chiaro della Luna. Il pubblico che si approccia oggi al videogioco si trova in pieno regime da mercato di massa, non ha mai conosciuto altro. La critica negli anni non ha saputo o non ha voluto educare il pubblico e oggi ci troviamo nella paradossale situazione in cui la critica, il cui scopo dovrebbe essere rendere un servizio agli utenti, si ritrova invece a rendere un servizio agli editori. La scelta è stata fatta. Alla fine possono essere più facili di un pubblico ignorante. E vaffanc*lo l’etica.

Orizzonte. Veniamo a quello che per me dovrebbe essere l’'orizzonte della critica. Meglio, una nuova alba. Sovvertire l’'ordine costituito non è facile. Bisogna innanzitutto iniettare il virus dell'’etica e quello dell'’onestà intellettuale. E, forse, non sarebbe nemmeno necessario voltare le spalle al mercato. Come farlo… dunque, la mia formula è semplicemente quella di finirla con le giustificazioni. Serve un'’idea forte di cosa significa criticare un’opera. Oggi la critica svolge il suo lavoro decontestualizzando di fatto ogni recensione e riponendola in compartimenti stagni, come se ogni videogioco fosse un'’entità sciolta dalla storia, dalla società…... dal contesto. Dunque, non ho ancora letto una recensione una che confronti direttamente con altri videogiochi, facendo nomi e cognomi di altri titoli, magari del passato (recente, per carità!). Sarebbe un primo passo. Entrare a fondo nelle meccaniche del gameplay, rendendo merito ai titoli che le hanno implementate per primi o meglio. Proporre soluzioni (anche non ancora sviluppate da alcuno!) laddove viene sottolineato che una meccanica non funziona. Sognare. Il sogno, questo sconosciuto, si è totalmente perso. Quante volte abbiamo sognato meccaniche innovative (magari all’'atto pratico impossibili tecnologicamente)? Perché continuare a giustificare IA stupide, interazioni ambientali assenti, fisica statica e rendere invece sacrilega una qualità grafica sotto la media? La risposta la conosco, grazie.

Soluzione. La soluzione che ho adottato è quella di vigilanza. Noi veterani, se amiamo davvero questo medium, dobbiamo farci sentire. Inutile stare a parlare tra di noi, nei nostri salotti buoni, rinchiusi in alte torri d’avorio. Bisogna scendere in campo, sporcarsi le mani. In parole povere, non ho letto nessuno, per citare un singolo episodio tra tantissimi, bacchettare un certo redattore di Eurogamer che ha scritto nell’'incipit della recensione di Resident Evil 4 HD (riporto testualmente):

CITAZIONE
“Sono passati vent'anni dall'uscita del primo Resident Evil, quel cupo e geniale videogioco che ha inventato il genere del survival horror.”

Mi chiedo dove siamo noi veterani. Personalmente l'’ho scritto lì sotto. Non mi ha risposto. Nemmeno è stata cambiata una virgola. Nemmeno la dialettica, la storia e la dimostrazione sono bastati. Se eravamo in trenta, in cinquanta, magari… Ovviamente questo è solo un esempio degli strafalcioni in cui è incappata la “critica”. Eppure non frega a nessuno, salvo poi lamentarsi. Anche noi, evidentemente, abbiamo un problema. La critica ha un problema. Il pubblico ha un problema.


P.S. Questa opinione non vuole assolutamente esaurire l'’argomento pensando erroneamente di aver coperto l’'intera questione. Si tratta solo di spunti e sensazioni del momento.


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vinnie
messaggio25 Sep 2016, 12:49
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CITAZIONE (Ravenloft)
Dunque, non ho ancora letto una recensione una che confronti direttamente con altri videogiochi, facendo nomi e cognomi di altri titoli, magari del passato (recente, per carità!). Sarebbe un primo passo. Entrare a fondo nelle meccaniche del gameplay, rendendo merito ai titoli che le hanno implementate per primi o meglio.

Ricordo che all'interno delle vecchie recensioni di tgm i confronti con i vecchi titoli erano abbastanza comuni. Un'altra cosa non troppo simile, ricordo anche che su gmc c'erano i consigli sui titoli simili a fine articolo e 2 paginette della classifica dei capisaldi generali.

CITAZIONE (Ravenloft)
Soluzione. La soluzione che ho adottato è quella di vigilanza. Noi veterani, se amiamo davvero questo medium, dobbiamo farci sentire. Inutile stare a parlare tra di noi, nei nostri salotti buoni, rinchiusi in alte torri d’avorio. Bisogna scendere in campo, sporcarsi le mani. In parole povere, non ho letto nessuno, per citare un singolo episodio tra tantissimi, bacchettare un certo redattore di Eurogamer che ha scritto nell’'incipit della recensione di Resident Evil 4 HD (riporto testualmente):

CITAZIONE
“Sono passati vent'anni dall'uscita del primo Resident Evil, quel cupo e geniale videogioco che ha inventato il genere del survival horror.”

Mi chiedo dove siamo noi veterani. Personalmente l'’ho scritto lì sotto. Non mi ha risposto. Nemmeno è stata cambiata una virgola. Nemmeno la dialettica, la storia e la dimostrazione sono bastati. Se eravamo in trenta, in cinquanta, magari… Ovviamente questo è solo un esempio degli strafalcioni in cui è incappata la “critica”. Eppure non frega a nessuno, salvo poi lamentarsi. Anche noi, evidentemente, abbiamo un problema. La critica ha un problema. Il pubblico ha un problema.[/u]


Sono d'accordo ma non penso che vada fatto qualcosa di più eccezionale di quello che già si può fare su OGI, cerco di fare un po di filosofia spicciola:
1) chi frequenta ogi lo fa perché questo sito è un eccezione alla regola, è frequentato e gestito da appassionati che non hanno paura di mostrare le loro opinioni controverse
2) mantenere questa linea aumenta la credibilità del sito
3) l'ultimo passo è fare un po'di casino (molti iniziano subito con questo terzo passo, ma durano poco perché non possono sorreggersi sui due prerequisiti precedenti), e che cosa fare di speciale? non molto di più!

Quello che io faccio spesso è leggere gli articoli in prima pagina, se mi solleticano andare a discuterne sul forum. Quello che bisogna fare è semplicemente intensificare questo tipo di comunicazione ma non annacquando gli articoli (come fanno in molti), bensì ampliando il genere dei contenuti. Per esempio vedere un articolo dove viene passato al setaccio una recensione, diciamo una recensione di una recensione (una controrecensione) mica mi dispiacerebbe. Certo per scriverlo ci vorrebbe qualcuno che: conosce il titolo, conosce i precursori, è capace di giudicare la recensione, ha voglia di scrivere il suo parere in modo organico.

Il resto viene da se, con un po'di passaparola si dovrebbe raggiungere gli occhi di più giocatori. Per il fatto di non dover rendere conto a nessuno penso che si possa esporre anche pareri molto critici e poi mantenendo il solito stile volto al dibattito si lascerebbe la discussione aperta evitando di dare l'idea di possedere la pietra filosofale (no autorità, si autorevolezza).

Messaggio modificato da vinnie il 25 Sep 2016, 12:50
 
Ravenloft
messaggio25 Sep 2016, 14:10
Messaggio #20



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Credo, e mi scuso anticipatamente se ho inteso male oppure ti ho indotto a intendere male, che tu abbia frainteso. Sono qua da quanto? Tipo 12-13 anni. Credo di conoscere tutti, uno a uno. Gente di qualità. Su questo non ci piove. E non mi permetto, oltremodo adesso che sono fuori dallo staff, di dettare la linea editoriale. Ci mancherebbe altro. Quello che intendevo non riguarda OGI, non più dello stimolare una discussione almeno. Quello che intendevo è che bisogna assolutamente ANCHE uscire da realtà, bellissime, come questa. In parole semplici, portare la discussione fuori di qui, e tentare di infettare il Sistema, se possibile. Che ci raccontiamo tante cose belle tra quattro gatti a chi vuoi che freghi? Al meglio saremo bollati, e lo siamo credimi, come dei nostalgici spocchiosi. Tanto è vero che persino la critica ci deride: per questo basti pensare al bollino "old school". Non credo che bisogna aggiungere altro... In realtà, se quelle meccaniche, fatte conoscere al grande pubblico, funzionano ancora eccome (Divinity:OS è lì a dimostrarlo) ai voglia a definirle vecchie. Ma la critica, in assenza di etica, se non vigilata, può cambiare opinione quando e come vuole, esattamente come la politica. E via sul carro del vincitore...


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Shinetop
messaggio25 Sep 2016, 20:19
Messaggio #21





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Ciao, video molto interessante Gwen!

In effetti una volta c'erano TGM, K e CVG (la mia esperienza del passato era solo sul pc) ed erano un po' la bibbia per i giocatori.
Ovviamente internet ha cambiato tutto, con la velocità che abbiamo oggi "aspettare" una rivista in edicola richiede troppo tempo, per cui si cerca tutto online e si leggono recensioni poche ore dopo l'uscita del gioco.

Quando si parla dei media e del fatto che vengano influenzati dalle grosse case di produzione, direi che basta un dato: la META' di un budget per un videogioco di alto livello viene spesa in pubblicità!!! shocked.gif

Mi ha colpito molto quando è uscito No Man's Sky: onestamente per chi arriva dagli anni 90 un gioco del genere non ha nulla d'innovativo, devi ripetere sempre le stesse (poche azioni) all'infinito, secondo me in tanti recensori avran pensato: "Ma questo gioco fa Ca@#re", ma dopo mesi di martellamento pubblicitario dire che il gioco fosse brutto poteva sembrare un eresia! Ho avuto la netta sensazione che tutti aspettassero la recensione dell'altro per capire che voto dare ed adeguarsi alla massa..... zx11shocked.gif
 
vinnie
messaggio25 Sep 2016, 21:52
Messaggio #22





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Ravenloft, si ci siamo quasi sicuramente fraintesi, ovviamente io non dicevo che OGI deve modificare in qualche modo il suo comportamento ecc ecc, ma riflettevo su come si potesse mettere in pratica la tua idea nel modo più concreto possibile.
Altrimenti come faresti? nella vita reale io comunico già più o meno nello stesso modo in cui mi esprimo qui, forse ho giusto meno tempo per scegliere una parola invece che un'altra, ma di li a creare uno spunto di riflessione per il giocatore X ce ne passa.

Penso che il modo migliore per scalfire in qualche modo la massa critica sia ammiccare ad una realtà alternativa che esiste per davvero (un gruppo di persone che agiscono in un certo modo piuttosto che un altro) piuttosto che rimanere degli individui separati che da soli criticano in modo intelligente ma isolato.
Ci sono delle logiche in cui più o meno tutti ricadiamo, avere il ragionamento giusto non basta per essere convincenti, bisogna che si intraveda la possibilità di un alternativa tangibile perché qualcuno si mobiliti davvero e magari partecipi ad intervenire in qualche modo.

Io personalmente mi sono sempre considerato un ottimo gregario ma non molto di più, non mi piace prendere l'inziativa ma non mi dispiace, se posso e apprezzo l'idea, coadiuvare gli sforzi altrui. Magari è un mio errore ma credo che molti preferiscano una strada simile, e all'atto di ciò che facevo le ipotesi come la mia.

Ovviamente sempre solo per parlare, mi piacerebbe sentire anche il parere degli altri in merito, per esempio l'idea di una controrecensione come la vedreste? :P

Messaggio modificato da vinnie il 25 Sep 2016, 21:53
 
Gwenelan
messaggio25 Sep 2016, 23:19
Messaggio #23



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CITAZIONE (Shinetop @ 25 Sep 2016, 21:19) *
Ciao, video molto interessante Gwen!

Ciao, e grazie ^^! Il merito va a Festuceto, è lui che ha "scoperto" il video e preparato la scheda ;)!

@Ravi: tu hai ragione, hai spiegato più volte la soluzione che proponi e mi trovi d'accordo. Molto spesso noi (noi = noi tutti utenti che un minimo ci capiamo) siamo "arroccati" in certi lidi non per spregio, ma perché il mare di cazzate è tale che l'impresa è improba. Plus, il tempo è quello che è e si tende a stare direttamente dove ci si trova meglio. Non ricordo l'ultima volta che sono passata su certi siti, per dire.
Ma... sì, avresti ragione, se tempestassimo un po' tutti sarebbe meglio.

@vinnie: la controrecensione di per sé imho è meno utile di un'analisi che includa delle citazioni (anche se sarebbe molto più divertente ^^). Mi spiego: una recensione che spieghi le caratteristiche del gioco (se e quanto son sviluppate, come ecc ) e che nel contempo citi le principali minchiate esposte da altre recensioni mi sembra più utile. Plus, una controrecensione porta quasi automaticamente flames, imho, a meno che non la facciamo noi, per dire, di un sito americano che manco sa chi siamo XD.


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Tutti hanno opinioni: io le ho, tu le hai. E fin da quando abbiamo aperto gli occhi ci hanno detto che abbiamo diritto di avere nostre opinioni. Be’, è una stronzata, naturalmente. Non abbiamo diritto di avere opinioni, abbiamo diritto di avere opinioni informate. Senza studio, senza basi, senza comprensione, un’opinione non vale niente.
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messaggio26 Sep 2016, 19:38
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Il discorso è molto interessante e condivido tutti gli interventi fatti. Credo che in generale il discorso potrebbe allargarsi tranquillamente
alla critica non solo videoludica e al mondo del giornalismo. Molti di noi sono cresciuti in un contesto dove la critica era un'analisi libera, sincera, spietata, ma anche la massima espressione di un pensiero estremamente competente. Il critico deve educare il pubblico diceva Oscar Wilde.

Internet ha regalato l'illusione del libero pensiero espresso sempre e comunque, da voce e spazio anche a colui che, probabilmente, fino a qualche
decina di anni fa sarebbe rimasto nell'angolino ad ascoltare chi ne sapeva più di lui o chi sapeva dare un'opinione quantomeno argomentata bene. Il relativismo dilagante, la mancanza di punti di riferimento anche culturali, la dissacrazione di tutto e di tutti i punti cardine trova la sua apoteosi nella rete, per poi diramarsi anche al di fuori. E allora l'opinione di Harold Bloom vale quanto quella di un pincopallino_99 qualsiasi, se non meno. Internet distrugge autorità e capovolge gerarchie, nel bene e spesso anche nel male.

Figuriamoci quello che può succedere nel microcosmo videoludico. Noi negli anni 80-90 leggevamo le nostre riviste, ci facevamo un'idea. Ci prendevamo il tempo di leggere e di capire e poi eventualmente anche di dissentire. Oggi l'autorità di un recensore è distrutta dal "non esiste l'oggettività , sono tutte opinioni" e allora tanto vale guardarsi l'ennesimo teatrino messo su youtube da uno qualsiasi, magari fa anche ridere. Noi nel nostro piccolo la nostra battaglia la portiamo avanti, cerchiamo di fare un'informazione sincera, libera da qualsiasi condizionamento, non ci campiamo certo, ci sforziamo di dare un'opinione quantomeno informata. Non scordiamoci che qui tra staff e utenti c'è gente che per autorevolezza dei giudizi e conoscenza dell'argomento, non sfigurerebbe in riviste del settore. Senza dmenticare le tante persone che possono basare i propri criteri sull'esperienza di tanti anni da videogiocatori. Per chi ancora crede in un tutto questo, OGI c'è. C'è anche da dire che l'informazione ufficiale, quella fatta da addetti ai lavori più o meno retribuiti, spesso non è esente da critiche . Se chi gioca e dovrebbe scrivere una recensione oggettiva, siede al tavolo di chi i giochi li fa, per racimolare qualche briciola, evidentemente porge un assist a chi invece di fermarsi ad ascoltare, apre una pagina web e da un'altra semplice opinione.

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MIK0
messaggio27 Sep 2016, 10:11
Messaggio #25



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Non so se addentrarmi nel discorso perché rischierei di dilungarmi e perdermici. Quindi tenterò la strada breve. Direi che il concetto si può estendere al di fuori del discorso videogiochi.

A me interessa relativamente la stampa di settore, la critica, ect. e mi sta un gran bene che oggi non ci sia più il piedistallo sui cui poggiare l'opinione autorevole. Oggi abbiamo diverse voci a cui si da più o meno credito e che nel tempo si costruiscono o meno una credibilità. Non importa che sia un giornalista, un grande esperto o un giocatore qualunque, abbiamo visto tante volte quanto questo conti fino ad un certo punto.
Mi rivolgo a opinioni altrui per un motivo: informazione. Informazione che voglio più chiara e onesta possibile. Un servizio per il consumatore e non per il produttore (ma può esserlo). Non deve vendere. Questa informazione ha due fini che a seconda dei casi mi interessano: rendermi conto se l'articolo mi può interessare e conoscenza.
Per la prima parliamo di un'analisi degli aspetti del gioco che mi servono per decidere se voglio o meno acquistare il titolo, quindi è fondamentale che sia obiettiva e che tocchi tutti gli aspetti necessari. Non che sorvoli su alcuni di essi per ragioni che esulano dal gioco in se. Mi sta bene anche l'opinione personale, ma chi è onesto rende chiaro quando si tratta di quest'ultima. Non deve divulgare un'opinione, deve dare elementi per formarla autonomamente. Deve essere criticabile e fonte di discussione, non qualcosa di inattaccabile. Oggi questa funzione viene svolta sia dalla stampa di settore che dagli youtuber. E come la prima anche i secondi sono più o meno efficaci nel svolgere tale funzione. Essendo uno strumento nuovo ognuno si è ricavato un format che più o meno si adatta a tale esigenza. Sono poi io a scegliere dove prendere l'informazione e quanto fidarmi della stessa.
Che poi questo dia o meno da vivere a chi produce tali informazioni non mi riguarda, può anche benissimo essere che non ci sia sempre mercato per tale servizio.
Dove invece l'informazione è continua e giornaliera (spesso copiata/tradotta da altre testate, senza iniziativa) svolge la funzione di cronaca. Serve, ma fino ad un certo punto. E molte volte è esasperata dal dover raggiungere un certo numero di visite/click e perde la sua vera funzione.

L'altro aspetto, quello di conoscenza, è quello che storicamente non è mai stato considerato come fonte di guadagno. Un lavoro di passione. È quello che si occupa di produrre materiale che non per forza necessita di tempistiche di uscita e che è ha un valore nel tempo. Articoli e approfondimenti che a non devono indurre ad un acquisto e servono a diffondere informazioni che a distanza di anni posso andare a ricercare e trovare utili. Sono un prodotto in un certo senso.

Messaggio modificato da MIK0 il 27 Sep 2016, 10:13
 

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