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> Ron Gilbert, un uomo un perchè
Shinetop
messaggio30 Mar 2014, 13:47
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Ciao ho deciso di aprire questo Thread perchè ero abbastanza sorpreso dal fatto che è da un po' di tempo che non sentivo più parlare Ron Gilbert di Monkey Island o del vero segreto di Monkey Island o di Monkey Island 3.... ed ecco che si è rifatto vivo, pubblicando gli appunti "originali" della creazione di Monkey Island:

Grumpy Gamer

Ho messo originali tra virgolette, perchè se fate attenzione alle pagine degli appunti sono BIANCHE..... un po' strano per fogli di carta che dovrebbero avere almeno 23 anni...... io me le aspetterei almeno un po' ingiallite.....Non so che dire, magari sono appunti veri oppure sono come al solito una trovata per riportare l'attenzione su di lui, questo signore non lo capisco proprio continua a dire che vuole innovare e che vuol fare cose nuove.... ok..... ma poi sfrutta sempre Monkey Island per farsi pubblicità (attualmente sta facendo un gioco per telefonini Android zx11shocked.gif )

E' stato un mio mito nel campo dei videogame, ma se andiamo a vedere cosa ha combinato in questi 20 anni:

I) Dopo essere diventato "famoso" nel mondo dei videogiochi Amiga/PC lascia la LucasArts nel lontano 1992, mi ricordo ancora la delusione quando lessi la notizia su questo numero di K - Dicembre 1992 (pagina 7). Ovviamente in quel momento i sogni di molti di vedere Monkey Island 3 andarono in frantumi. Leggendo il trafiletto Gilbert avrebbe fondato una nuova software house per realizzare "complesse" avventure grafiche..... e un po' mi risollevai perchè almeno avremmo visto nuove avventure grafiche..... ed invece.....

II) Humongous Entertainment..... software house affiliata ad Elettronics Arts.... che produce...... GIOCHI PER BAMBINI!!!!! Ma dico sei considerato il numero uno al mondo nelle avventure grafiche..... e ti metti a fare giochi per bambini!?!?!?!? Ricordiamoci che stiamo parlando del 1992-1993 dove le avventure grafiche la facevano da padrona!!! Ovviamente Putt Putt Join the parade ha sostituito Monkey Island 2 nei nostri cuori... blush.gif Se non vado errato ci furono anche problemi legali con la socia di Gilbert Shelley Day che venne condannata nel 2005 per bancarotta fraudolenta in seguito alla cessione della Hulabee Entertainment alla Disney, nel frattempo Humongous Entertainment era stata assorbita da GT Interactive e una sua sottodivisione divenne Cave Dog.

III) Nel periodo Cave Dog venne creato Total Annihilation genere RTS, devo dire che il gioco lo conosco poco anche se all'epoca ne parlarono piuttosto bene.... poi seguirono anni un po' d'anonimato con la trasformazione delle software house in mega compagnie (EA, UBISOFT), fino a ritrovarci con Death Spank...

IV) Death Spank progetto annunciato nel 2004, ma che vede la luce sono nel 2009.... gioco carino.... ma anche qui nulla che lasci il segno, alla fine tutta questa grande innovazione annunciata non c'è stata.... è un po' un Diablo umoristico.... e veniamo alla parte che sicuramente avrà fatto incazzare di più i suoi vecchi fan (non che a questo punto non fossero già tutti abbastanza delusi).

V) Tales of Monkey Island: La Tell Tale lo chiamò come esperto e consigliere per Monkey Island, e quindi tutti a sperare in Monkey Island 3 si è riformata la coppia originale Gilbert/Grossman ed in più hanno in mano la licenza di Monkey Island.... ma invece fa solo da consulente per un giorno o due......vabbè non sarà stata colpa sua..... ma poi..... passa alla Double Fine.....

VI) Passando alla Double Fine ritorna col suo collega Tim Schafer arriva nel momento del famoso Kickstarter di Broken Age e tutti si immaginano che la nuova avventura verrà portata avanti dal duo Gilbert/Schafer.... ormai è fatta.... i soldi ci sono, il progetto pure..... ed invece.... SBAM!!! Gilbert non lavora sull'avventura grafica, ma su The Cave... "gioco innovativo che rivede il concetto delle avventure grafiche" (praticamente ha copiato The Lost Vikings).... gioco molto carino.... corto.... che ovviamente non lascia il segno. Ci si aspetta dopo l'uscita di The Cave, magari un nuovo kickstarter per un avventura di Ron oppure una partecipazione attiva a Broken Age..... ma nulla.... Ron lascia anche la Double Fine per dove non lo so blush.gif

VII) Attualmente sta producendo un gioco per telefonini......

Non so quale idea vi siete fatti del personaggio.... è sempre un vorrei ma non posso: ti sei fatto un certo numero di fan perchè sai far bene una cosa, ma te ne freghi di loro per fare solo quello che vuoi tu.... per dimostrare che sei bravo a fare tutto.... ma poi ogni volta tiri sempre fuori il "povero" Monkey Island per farti pubblicità.

Preferisco di gran lunga Richard Garriot: sa fare bene RPG e ne sta facendo uno nuovo, oppure Chris Roberts che sta realizzando un nuovo simulatore spaziale ed ha raccolto una cifra impressionante.

Non so voi che idea vi siete fatta del personaggio in questione?? blush.gif

Messaggio modificato da Shinetop il 30 Mar 2014, 13:52
 
Gharlic
messaggio30 Mar 2014, 14:23
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Ne abbiamo abbondantemente parlato qui. Ripensandoci a palle ferme, secondo me a Ron gli rosica tantissimo di essere stato ciò che è stato in un'azienda nella quale era solo dipendente. Avrebbe potuto tranquillamente essere il Sid Meier delle avventure grafiche (e quindi farsi un sacco di soldi a cavallo tra gli anni Ottanta e i Novanta). Ignoro come se la passi economicamente, ma la sua voglia di indipendenza probabilmente deriva da questo fatto: per anni ha fatto ingrassare una multinazionale. Ciò spiegherebbe molte cose e non credo che sia molto lontana dalla realtà.
Certo è che pubblicare gli sketch di MI sia una cosa abbastanza normale, tutti i game designer con blog lo fanno. Diverso è il discorso del suo continuo stuzzicare i fan con il ricordo di Monkey Island e con la ventilata ipotesi di un Monkey Island 3a.
La parabola della sua carriera comunque, sebbene estremizzata, non è dissimile da quella di alcuni altri game designer (ho già citato Sid Meier, ma anche Peter Molyneux, lo stesso Garriot; oppure Geoff Crammond, Dino Dini ecc.), con la differenza (ed è questa la componente estremizzante) che i risultati di Gilbert in proprio (eccettuata la parentesi notevole di Total Annihilation, di cui comunque era producer) sembrano essere low profile quasi per scelta.


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«Io ritengo, senza ombra di dubbio, che l'UST sia il miglior gruppo di traduzioni amatoriali che l'Italia abbia avuto negli ultimi 150 anni.» S.B.
 
Shinetop
messaggio30 Mar 2014, 14:28
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CITAZIONE (Gharlic @ 30 Mar 2014, 15:23) *
Ne abbiamo abbondantemente parlato qui.


Ops scusami, avevo cercato una discussione ma non mi ricordavo più di quel topic!

Comunque gli appunti mi sembrano falsi blush.gif
 
Ragfox
messaggio30 Mar 2014, 15:05
Messaggio #4



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CITAZIONE (Shinetop @ 30 Mar 2014, 15:28) *
CITAZIONE (Gharlic @ 30 Mar 2014, 15:23) *
Ne abbiamo abbondantemente parlato qui.


Ops scusami, avevo cercato una discussione ma non mi ricordavo più di quel topic!

Comunque gli appunti mi sembrano falsi blush.gif

Falsi no, dai. Si vede che gli anelli sono arrugginiti dal tempo.
Li trovo assai poco interessanti, però. Mi immaginavo pagine fitte di appunti, ma qui noto una profusione di pagine usate a metà (o meno) che mi ha fatto persino passare la voglia di scrivere una news a proposito.


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Diduz
messaggio30 Mar 2014, 15:18
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Ma sì che son veri. Non sono un granché, ma son veri.
Da quando la LucasArts è passata alla Disney, è peggiorato.
Da mesi penso che il suo rapporto con Monkey Island stia diventando un po' malato. Prima mi metteva allegria leggere i suoi commenti sugli anni d'oro, ma da qualche tempo questi commenti ossessivi profumano (puzzano) di recriminazione, non di nostalgia.
Non esplicita, eh, ma è chiaro che l'ossessione per il POSSESSO del marchio (nemmeno una licenza, proprio il possesso) ha ben poco a che vedere con quello che vogliono i fan.
Dai, io non vedo perché i Telltale si siano potuti permettere
un colpo di scena significativo
in Tales Of Monkey Island e lui adesso non potrebbe avere libertà "perché la Disney gli direbbe cosa può e non può fare".
Siamo sicuri che la Disney farebbe la cerbera con una licenza a tempo per un marchio che a stento sa di avere? E' sicuro lui che la Disney gli impedirebbe di fare quello che vuole? Ha provato a stilare un progetto e presentarlo, sentendo cosa ne pensano? Quando qualcuno ha azzardato questa domanda, lui se n'è uscito con frasi tipo: "Fidatevi, voi non volete un Monkey Island su licenza dalla Disney". Vabbe', quindi capisco che non hai manco provato.
La verità è che ora come ora per lui avere i diritti del marchio conta più di un Monkey Island 3a, e non vedo perché voglia convincere i fan di un legame strettissimo tra i diritti e la possibilità di un gioco, quando Tales of Monkey Island - titolo più coraggioso di un Curse of Monkey Island, IMHO - è lì a dimostrare che con una semplice licenza si può fare un buon lavoro e libertà di manovra ce n'è più di quanto si pensi. Specie perché, onestamente, Monkey Island non è mica Star Wars.
Mi intristisce che stia trascinando tutti nella sua questione di principio, che è solo un vicolo cieco. Qualche giorno fa ha detto che la Disney si è dichiarata non intenzionata a vendere alcunché. Ora che dovremmo fare? Cadere dal pero e gridare "NOOOOOOO! MA CHI SE LO ASPETTAVA?!??!?"
Licenza proprio no, eh? Sicuro-sicuro-sicuro?
Diciamoci la verità, se lui non mettesse sullo stesso piano Monkey Island 3a e il possesso del marchio, pochi fan gli andrebbero dietro sulla questione del possesso del marchio, perché per gli utenti la cosa conta poco. Esempio: Al Lowe ha fatto il recente remake di Larry 1 su licenza, perché ci teneva a lasciare un bel ricordo di Larry che cancellasse ciò che era stato fatto dagli altri. Su licenza. Mica Lowe ha comprato Larry.
La sua è una crociata per la proprietà intellettuale, prima che per Monkey Island 3a, ma sarebbe una crociata più nobile se non sventolasse il fantomatico sequel per legittimarla. Ammettiamo pure che ci sia da combattere per far accettare alla Disney la sua sceneggiatura fuori dai canoni. E allora? Non sarebbe almeno una lotta più concreta di quella attuale contro i mulini a vento?

Questo riguardo alla questione "Monkey Island". Riguardo al resto, è ormai solo un professionista che fa quel che gli gira al momento, rimanendo nell'ambito. A me The Cave è piaciuto. Non è l'opera di un genio, ma è un gioco pensato, con un suo perché. Un vero perché che Broken Age ha al momento non ha, purtroppo. E il gioco per iOS/Android in giro è stato gradito (non l'ho provato). Massimo rispetto quindi per il resto, da parte mia. Ma la questione di Monkey Island ormai è più politica che ludica. IMHO.
Ed è diventata davvero stremante.

P.S.: Per rispetto dei tempi corretti, faccio notare che quando Schafer ha avviato il kickstarter, Ron stava lavorando su The Cave già da un anno. Era alla Double Fine per The Cave, non per altro.

Messaggio modificato da Diduz il 30 Mar 2014, 15:21

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"Fare una cacata è già abbastanza difficile, è il 75% del lavoro. Mi pare una follia non fare quel 25% di sforzo in più per darsi l'occasione di creare qualcosa di speciale." - Nick Herman, capo-progetto di Tales from the Borderlands (Telltale, 2014-2015)
 
TheRuler
messaggio30 Mar 2014, 15:23
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Anche a me ha dato l'idea di appunti casuali che hanno generato un capolavoro. Potrebbe benissimo essere il risultato dell'esperimento che spiega il teorema delle scimmie infinite. ;-)

Sembrano comunque autentici. Ha pure sbagliato a scrivere Caraibi.


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Shinetop
messaggio30 Mar 2014, 15:57
Messaggio #7





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CITAZIONE (Diduz @ 30 Mar 2014, 16:18) *
Diciamoci la verità, se lui non mettesse sullo stesso piano Monkey Island 3a e il possesso del marchio, pochi fan gli andrebbero dietro sulla questione del possesso del marchio, perché per gli utenti la cosa conta poco. Esempio: Al Lowe ha fatto il recente remake di Larry 1 su licenza, perché ci teneva a lasciare un bel ricordo di Larry che cancellasse ciò che era stato fatto dagli altri. Su licenza. Mica Lowe ha comprato Larry.
La sua è una crociata per la proprietà intellettuale, prima che per Monkey Island 3a, ma sarebbe una crociata più nobile se non sventolasse il fantomatico sequel per legittimarla. Ammettiamo pure che ci sia da combattere per far accettare alla Disney la sua sceneggiatura fuori dai canoni. E allora? Non sarebbe almeno una lotta più concreta di quella attuale contro i mulini a vento?


P.S.: Per rispetto dei tempi corretti, faccio notare che quando Schafer ha avviato il kickstarter, Ron stava lavorando su The Cave già da un anno. Era alla Double Fine per The Cave, non per altro.


Ma io non credo che alla Disney interessi molto la sceneggiatura di una licenza minore come Monkey Island, a loro basterebbe capire se l'accoppiata Monkey Island + Ron Gilbert sia una fonte di introiti. Poi basterebbe ambientare il suo capitolo appena dopo il secondo ed il gioco è fatto, ovvio che se pretende di stravolgere Star Wars o Indiana Jones la Disney si opporrebbe fermamente, ma trattandosi di Monkey Island non credo sia un problema....

Hai ragione, non mi ricordavo che Gilbert avesse iniziato un anno prima del Kickstarter, ma comunque non cambia quello che volevo dire: si era creato un ambiente favorevole aveva sia la software house (Double fine), sia i fondi (Kickstarter) per poter fare una nuova avventura grafica......... visto che ama innovare, poteva cambiare ambientazione! Pirati Spaziali? blush.gif

Comunque secondo me l'inchiostro blu delle pagine mi sembra troppo fresco.... qualche dubbio mi rimane..... blush.gif
 
Diduz
messaggio30 Mar 2014, 16:09
Messaggio #8



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CITAZIONE (Shinetop @ 30 Mar 2014, 18:57) *
Ma io non credo che alla Disney interessi molto la sceneggiatura di una licenza minore come Monkey Island

Anch'io la penso così, ovviamente non lo posso sapere con certezza, ma senza saperlo con certezza non posso nemmeno stare dalla parte di Ron, specialmente perché è chiaro che lui la proposta di licenza non gliel'ha fatta. fragend013.gif


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LargoLagrande
messaggio30 Mar 2014, 19:56
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Io credo che Gilbert sia diventato un po' vittima del suo narcisismo e di un pizzico di snobismo verso tutto quello che lo circonda, e lo dico senza che questo intacchi minimamente la stima per quello che ha fatto con Monkey Island. E' vero , probabilmente con MI ha ricavato meno di quanto meritasse e non gli sarà andato giù di aver fatto ingrassare le tasche della Lucas, ma è anche vero che senza la Lucas (intesa come gruppo di lavoro , risorse e quant'altro) non sarebbe andato da nessuna parte, soprattutto in quegli anni il concetto di "indie" era poco più che un embrione.

Mi dispiace per lui, ma nonostante rimanga un nome storico per gli appassionati di AG, queste continue e presunte "recriminazioni" mi lasciano sempre più indifferente. Va bene, le cose non sono andate esattamente come prevedeva e apprezzo anche la sua coerenza "artistica", il rispetto per le sue idee in tema di videogiochi , qualcosa che oggi è merce rarissima, visto che la buona parte dei suoi colleghi si venderebbe per una pagnotta, però.... questo atteggiamento da prima donna lo ha portato a isolarsi e a prendere le distanze da quel vasto pubblico che lo idolatrava e a lanciarsi in progetti senza grandi prospettive.

Per carità, i suoi ultimi giochi sono concepiti in modo brillante e risultano a sprazzi divertenti , si distinguono senza difficoltà dalla massa di giochini banali e piatti del mercato attuale, però a livello di esperienza di gioco non hanno suscitato in me altro che una simpatica curiosità che una volta appagata ha lasciato un senso di insoddisfazione complessivo per quello che avrebbe ancora potuto dare al genere avventura. Le occasioni non sono mancate, prima con la TT dove poteva lavorare su una licenza con Grossman, poi con la Double Fine dove aveva una grossa opportunità servita su un piatto d'argento, una grande occasione di rilancio della sua carriera di game designer, con un team di lavoro brillante e in più con un collega che conosceva bene e la cui intesa era collaudata. E invece sbatte la porta e se ne va. Poteva mostrare di cosa era capace. Aeva l'opportunità di lanciare un kickstarter , il pubblico gli avrebbe finanziato qualsiasi cosa, ma non se l'è sentita (qui forse posso anche capirlo). Ha deciso di proseguire verso la sua strada dimostrando nei fatti che la sua esperienza nel mondo delle avventure grafiche altro non è stata che una tappa momentanea di un percorso che portava verso altre esperienze.

Esperienze che sono state fatte, con risultati ...posso dirlo? sottotono. Sono tanti gli artisti che cambiano genere, che seguono il proprio istinto che li porta a peregrinare verso altre mete e altri progetti, tutte scelte degne di rispetto. Quando si raggiunge un pizzico di maturità però , si comincia a guardare un po' indietro e l'esigenza di pensare ad un proprio tornaconto personale comincia ad avere la meglio sull'indipendenza artistica e con un pizzico di pragmaticità molti fanno mente locale su cosa ha funzionato e cosa no nella propria carriera, e magari tornano a dedicarsi a quello che li ha resi famosi, il genere che è riuscito ad esaltare le proprie capacità. Attori, musicisti, scrittori, sportivi, è qualcosa di molto comune. Gilbert ha fatto le sue esperienze, ora ha raggiunto un'età nella quale si comincia a fare qualche bilancio. Nel suo caso si è accorto che tutte quelle idee alternative sui giochi, il suo altezzoso prendere le distanze dal genere avventura in fine non lo hanno condotto molto lontano. Ma non per colpa della Lucas o degli altri, per le sue stesse scelte che evidentemente non sono state vincenti .
Io credo che questo atteggiamento, il continuo pungolare in modo ironico su questo MI3 abbia anche un po' rovinato il rapporto con i fan. Anche perchè sa pure un po' di presa per i fondelli, mi parli di Monkey e di avventure e mi realizzi The Cave (si lo so quello è il suo concetto di avventura ma sa anche che la gente si aspetta altro). Spesso mi capita di leggere commenti non solo sul suo blog ma anche nei vari forum e molti sono ormai stufi di questo modo di fare e hanno definitivamente preso le distanze da quello che fa. D'altronde non si può vivere di rendita per sempre, tutti siamo utili, nessuno è insostituibile. Il genere avventura che lo aveva eletto come suo re, è andato avanti senza Gilbert (sebbene con i problemi che conosciamo), Gilbert senza le avventure è diventato uno come tanti.

Mi dispiace molto e lo dico con quel pizzico di risentimento che sottintende anche un profondo rispetto e tanta ammirazione, ma Gilbert ha tirato un po' troppo la corda. Se vuoi fare un MI3 fallo. Un'altra avventura? anche meglio, metti su un gruppo di lavoro, lancia un kickstarter e vediamo se sei ancora bravo, mettiti in gioco con qualcosa che può appagare il pubblico e non solo con giochini per iOS. Da questo punto di vista preferisco la Jensen, Schafer e altri che almeno si sono messi alla prova e si sono giocati le ultime carte della loro carriera, ovvero la loro reputazione.

Ora pubblica appunti, memorabilia, tutto molto bello, da oldgamer ne sono felicissimo e ci mancherebbe. Hai iniziato una crociata personale contro la tirannica nostalgia dei fan, dalla quale sei fuggito neanche fosse la peste. Non volevi essere ricordato solo per quello che ha fatto MI, non volevi essere identificato con un gioco, ora corri il rischio però di non essere ricordato affatto e cominci anche tu a vivere di ricordi Ron.


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messaggio31 Mar 2014, 16:34
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Secondo me è terrorizzato dall'idea di deludere i suoi fan, voglio dire, è tutt'oggi considerato il padre delle avventure moderne ed una delle menti piu geniali nella storia dei videogiochi, questo anche perche nel suo campo, quelle delle avventure grafiche, non ha mai fallito. Forse teme che farne un altra possa rovinare la sua nomea, probabilmente è un rischio che non vuole correre.


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messaggio31 Mar 2014, 19:02
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CITAZIONE (Capo @ 31 Mar 2014, 17:34) *
Secondo me è terrorizzato dall'idea di deludere i suoi fan, voglio dire, è tutt'oggi considerato il padre delle avventure moderne ed una delle menti piu geniali nella storia dei videogiochi, questo anche perche nel suo campo, quelle delle avventure grafiche, non ha mai fallito. Forse teme che farne un altra possa rovinare la sua nomea, probabilmente è un rischio che non vuole correre.

Come scrivevo di là, io la penso come Capo.

Non ho seguito il suo blog, né lo conosco molto bene, ma secondo me semplicemente Gilbert è un padre impaurito dal figlio.
È una sensazione, non pasata su alcun dato.
Però, diciamocelo: è singolare che uno che ha la mucca, non la munga.

E, se anche fosse il problema della licenza che non ha, che crei un'altra ambientazione.
Monkey Island è Monkey Island. Però anche il suo nome varrà pur qualcosa.

Lui deve essere terrorizzato.
Altrimenti non butterebbe mai il suo nome nella pattumiera come con Scurvy Scallywags in The Voyage to Discover the Ultimate Sea Shan.
Non ha senso.
È come essere Proust e scrivere per Topolino.
Essere Messi e giocare a pallavolo.



Il padre della AG per ultimo gioco ha fatto un... mech-3. lookaround.gif
Il padre del gioco di pirati per antonomasia ha fatto un... mech-3 sui pirati. lookaround.gif


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messaggio31 Mar 2014, 19:23
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CITAZIONE (Capo @ 31 Mar 2014, 17:34) *
Secondo me è terrorizzato dall'idea di deludere i suoi fan, voglio dire, è tutt'oggi considerato il padre delle avventure moderne ed una delle menti piu geniali nella storia dei videogiochi, questo anche perche nel suo campo, quelle delle avventure grafiche, non ha mai fallito. Forse teme che farne un altra possa rovinare la sua nomea, probabilmente è un rischio che non vuole correre.


Si indubbiamente è questa la chiave di lettura, solo che ormai non ha più senso. E' il padre delle avventure moderne però un padre che ha rinnegato il figlio, tantissimi fan si sono annoiati di aspettare in eterno. All'inizio ti fanno passare anche i giochini, se li fanno pure piacere per affetto, poi però il tempo passa e il debito di riconoscenza non dura in eterno.

Insomma non voglio dire che Gilbert sia ormai a fine carriera, ma non è neanche più un giovincello, la sua nomea è comunque stata intaccata da risultati obiettivamente non all'altezza, quindi che trovi nuove motivazioni e rilanci la sua carriera, che si metta in discussione. Lo hanno fatto tanti altri.

Se continua invece ad intestardirsi in questo percorso rischia di essere ricordato come una meteora nel genere avventura grafica, una meteora di successo, ma che è sparita come è apparsa.


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Shinetop
messaggio31 Mar 2014, 19:57
Messaggio #13





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Bella riflessione Largo!

CITAZIONE (The Ancient One @ 31 Mar 2014, 20:02) *
È come essere Proust e scrivere per Topolino.
Essere Messi e giocare a pallavolo.


Hmm.. oppure essere Michael Jordan e giocare a baseball! smilies3.gif

Scherzi a parte condivido anche io le vostre riflessioni, probabilmente è paura di deludere le aspettative, anche perchè pensandoci in più di un'intervista ha dichiarato che è impossibile soddisfare 20 anni di aspettative..... bhe un po' però se le è anche cercata..... magari 20 anni faceva un altra avventura grafica...... nel 1992 un finanziatore per un altra avventura grafica l'avrebbe sicuramente trovato.

Nel frattempo ha pubblicato nuovi appunti....... mi sento che tra un po' farà intravedere degli appunti relativi a Monkey Island 3!! redcard.gif

Messaggio modificato da Shinetop il 31 Mar 2014, 19:57
 
Gharlic
messaggio31 Mar 2014, 21:08
Messaggio #14


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Non mi convince molto la paura di deludere. Non spiegherebbe l'aver spacciato un platform per un adventure realizzato dal «padre delle avventure moderne» (e nemmeno Deathspank come miscela 50 e 50 di Diablo e Monkey Island). Invitare il matto a fare a sassate non è timore di deludere. Fa piuttosto parte di un suo personale cammino e di una sua personale visione. Il fatto che i giochi recenti non siano pietre miliari non dovrebbe sorprendere molto dato che: a) quante pietre miliari i vecchi game designer riescono ancora a realizzare?; b) i soldi sono di meno, molti di meno.
Riguardo al giochino match-3, ha meno importanza di quanto sembri, per me sono solo esperimenti e/o il prodotto di una passione verso la programmazione (l'ha anche ammesso, in effetti).


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Diduz
messaggio1 Apr 2014, 08:35
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CITAZIONE (Gharlic @ 31 Mar 2014, 23:08) *
Non mi convince molto la paura di deludere. Non spiegherebbe l'aver spacciato un platform per un adventure realizzato dal «padre delle avventure moderne» (e nemmeno Deathspank come miscela 50 e 50 di Diablo e Monkey Island). Invitare il matto a fare a sassate non è timore di deludere. Fa piuttosto parte di un suo personale cammino e di una sua personale visione. Il fatto che i giochi recenti non siano pietre miliari non dovrebbe sorprendere molto

Straquoto, è proprio come la vedo io.
Infatti io non lo reggo più per il tormentone del Monkey 3a, ma per il resto ormai mi sono fatto un'idea della sua cocciutaggine, un po' mi aspetto che mi provochi.

CITAZIONE (Gharlic @ 31 Mar 2014, 23:08) *
Riguardo al giochino match-3, ha meno importanza di quanto sembri, per me sono solo esperimenti e/o il prodotto di una passione verso la programmazione (l'ha anche ammesso, in effetti).

Questa cosa non va sottovalutata. Come molti altri della sua generazione, non è nato game designer, perché la qualifica all'epoca manco esisteva scorporarata dalla programmazione e/o dalla grafica. Considerate che gente come la Jensen o Schafer già appartengono alla generazione successiva degli scripter più "umanistici".
Fare il coder a tutto tondo gli manca. Scurvy Scallywags non gli ha mica fruttato poi tanti soldi, non crediate, l'ha anche detto. C'è una folla di match-3 per il mobile. L'ha fatto perché: 1) Gli piace giocarli e voleva proporre una variante; 2) Lo poteva seguire, progettare e programmare tutto da solo. Cerca di conciliare divertimento personale e professione, ovviamente è dura ma lo capisco. Su The Cave non ha programmato e mi è sembrato che ne avesse... bisogno. Per Scurvy Scallywags ha aperto un twitter MEGAtecnico di aggiornamento sulle fasi della programmazione. Non so se rendo l'idea. Non ha usato nemmeno un editor, ha programmato l'engine da zero. ghgh.gif

Messaggio modificato da Diduz il 1 Apr 2014, 08:38


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"Fare una cacata è già abbastanza difficile, è il 75% del lavoro. Mi pare una follia non fare quel 25% di sforzo in più per darsi l'occasione di creare qualcosa di speciale." - Nick Herman, capo-progetto di Tales from the Borderlands (Telltale, 2014-2015)
 
The Ancient One
messaggio1 Apr 2014, 08:58
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OK, diciamo che è come dite voi. È tutto plausibile.

Però questo non spiega perché per non ha più fatto un'AG.
Perché ha voluto cimentarsi con prodotti di genere diverso, ma anche di ambizioni molto più ridotte.

Insomma: insieme a Garriott e Shafer, era forse il terzo nome che più di ogni altro poteva trainare un kickstarter, per dire... Perché vuole restare ai margini?


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Diduz
messaggio1 Apr 2014, 09:15
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CITAZIONE (The Ancient One @ 1 Apr 2014, 10:58) *
Insomma: insieme a Garriott e Shafer, era forse il terzo nome che più di ogni altro poteva trainare un kickstarter, per dire... Perché vuole restare ai margini?

Perché - per come la vedo io - il Kickstarter implica uno scoprirsi totale che non gli appartiene come carattere.


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messaggio1 Apr 2014, 20:13
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CITAZIONE (Gharlic @ 31 Mar 2014, 21:08) *
Il fatto che i giochi recenti non siano pietre miliari non dovrebbe sorprendere molto dato che: a) quante pietre miliari i vecchi game designer riescono ancora a realizzare?; b) i soldi sono di meno, molti di meno.


Mah io credo che lui sia paralizzato dal fatto che i fan hanno idealizzato a tal punto MI (com'è giusto che sia per un gioco del genere) che qualsiasi cosa fatta da lui senza quel marchio corra il rischio di deludere. Per lui combattere contro il "mito" , dal quale mi è parso di capire è persino infastidito, è una battaglia persa.
Per aggirare la cosa ha cambiato completamente pagina , genere, seguendo un suo percorso e un suo concetto preciso del videogioco, solo che questa sperimentazione che all'inizio era comprensibile e persino interessante da seguire ora che gli anni sono passati e i risultati sono stati così così , rischia di diventare un rifugio esclusivo idealmente affascinante quanto ascetico.

Poi non è detto che debba arrivare per forza il capolavoro, la pietra miliare, ma credo che in molti si aspettino soltanto un buon prodotto in linea con certi principi che hanno fatto la fortuna delle avventure grafiche . Neanche la Jensen ha fatto capolavori dopo GK, però si è messa in discussione, ha prodotto Gray Matter che è un ottimo titolo, ora ci ha messo la faccia e la reputazione organizzando un kickstarter con Moebius. E Per fortuna aggiungerei io. Schafer ha sfornato un altro ottimo prodotto come Broken Age (per il momento lo reputo tale). I tempi sono tristi, i soldi sono pochi per tutti. Però altri ci provano e tanto basta per rendere felici i fan. D'altronde la situazione è talmente povera di picchi di eccellenza che il rischio è un fattore accettabile, non dimentichiamoci che fino a qualche mese fa stavamo celebrando i Daedalic, etichettandoli come la nuova Lucas, manco stessero sfornando chissà che.

CITAZIONE (Gharlic @ 31 Mar 2014, 21:08) *
Riguardo al giochino match-3, ha meno importanza di quanto sembri, per me sono solo esperimenti e/o il prodotto di una passione verso la programmazione (l'ha anche ammesso, in effetti).


CITAZIONE (Diduz @ 1 Apr 2014, 08:35) *
Questa cosa non va sottovalutata. Come molti altri della sua generazione, non è nato game designer, perché la qualifica all'epoca manco esisteva scorporarata dalla programmazione e/o dalla grafica. Considerate che gente come la Jensen o Schafer già appartengono alla generazione successiva degli scripter più "umanistici".


Gilbert riesce a rendermi le cose complicate anche sotto questo aspetto. DA una parte nutro profondo rispetto per la sua passione per la programmazione, stima per il coraggio di aver fatto delle scelte impopolari rimanendo coerente ai suoi principi e alle sue idee. Non tutti lo avrebbero fatto e la coerenza è merce rara anche in ambito videoludico, non si è venduto e non ha messo firme a prodotti nei quali non credeva, chapeau. A conti fatti però , le idee devono avere uno sbocco e nella fetta di carriera post-avventura la montagna ha partorito un topolino, giochini per iOS e poco altro. Gli esercizi di stile fini a se stessi alla lunga diventano noiosi, interessanti solo per i collezionisti ....anche se a scrivere è Proust. Spesso trovare un compromesso tra le esigenze dei fan e le esigenze artistiche , non è una cattiva idea e se parli di videogiochi, di qualcosa che deve dunque raggiungere la gente e non un manipolo di tecnici, la programmazione scevra dall'aspetto umanistico, narrativo è solo un esercizio di stile .

Come dice Diduz, credo che anche l'aspetto caratteriale abbia inciso moltissimo sulle sue scelte. DA quello che ho capito leggendo quanto scrive lui è molto schivo, un intellettuale che non vive di slanci e di entusiasmo, non ama i deliri della "pazza folla" dei suoi fan, si vede che non è uno che cerca attenzioni a tutti i costi. Schafer è diverso , è coinvolgente, istrionico, ironico, uno show man nato, perfetto per un Kickstarter. Anche nei video, quando conversano si vede che lui è quello meno a suo agio davanti alla telecamera, sembra quasi trincerarsi dietro a un atteggiamento di finto distacco verso l'argomento avventura grafica, il che a volte può anche irritare gli appassionati del genere.


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Gharlic
messaggio1 Apr 2014, 21:03
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Mah io credo che lui sia paralizzato dal fatto che i fan hanno idealizzato a tal punto MI (com'è giusto che sia per un gioco del genere) che qualsiasi cosa fatta da lui senza quel marchio corra il rischio di deludere.

Se così fosse sarebbe una mezza sega, come persona, non già come programmatore/disegnatore di videogiochi. E non credo avrebbe fatto tutta la strada per arrivare dov'è ora (piaccia o meno è da trent'anni nell'industria in varie vesti).
L'unica cosa che è da rimproverare (e poi la finisco qua perché, sì vabbè che i suoi giochi mi hanno allietato, ma alla fine di che fa o di che non fa me ne frega il giusto) è che continua a battere sulla nota dolente di Monkey Island senza la dovuta onesta intellettuale e d'intento. Tutto qua.


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messaggio1 Apr 2014, 21:32
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CITAZIONE (Gharlic @ 1 Apr 2014, 22:03) *
L'unica cosa che è da rimproverare (e poi la finisco qua perché, sì vabbè che i suoi giochi mi hanno allietato, ma alla fine di che fa o di che non fa me ne frega il giusto) è che continua a battere sulla nota dolente di Monkey Island senza la dovuta onesta intellettuale e d'intento. Tutto qua.


Infatti è proprio questo il succo del discorso, il continuo riferirsi a Monkey Island e a questo fantomatico segreto che non è mai stato rivelato..... io sin da piccolo non mi sono mai posto questo problema: intendevo come segreto il fatto che sotto Monkey Island ci fosse la base di LeChuck, punto e basta.

La questione della paura di rimettersi in gioco non mi convince, per me è un personaggio fatto tutto a modo suo, che credo difficilmente riesca a stare fermo a fare sempre la stessa cosa (il suo profilo professionale lo dimostra).

Confesso che un suo Monkey 3 (come ha detto lui in finto 2D) sarebbe molto interessante, anche per chiudere una storia che dura da 25 anni..... il vero problema è che è cambiato tutto in 25 anni, siamo cambiati noi, sono cambiati computer e siamo passati dallo scrivere:

C:\>cd Monkey2
C:\>Monkey2\Monkey2.exe

alle interfacce touch screen.

Dopo così tanto tempo Monkey 3 avrebbe un impatto simile ad Indiana Jones IV (e non mi sto riferendo a Fate of Atlantis.... purtroppo).

Messaggio modificato da Shinetop il 1 Apr 2014, 21:34
 
TheRuler
messaggio1 Apr 2014, 21:40
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Io un monkey 3 fatto da Gilbert non lo voglio vedere neanche in cartolina...


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LargoLagrande
messaggio1 Apr 2014, 23:12
Messaggio #22



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CITAZIONE (Gharlic @ 1 Apr 2014, 21:03) *
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Mah io credo che lui sia paralizzato dal fatto che i fan hanno idealizzato a tal punto MI (com'è giusto che sia per un gioco del genere) che qualsiasi cosa fatta da lui senza quel marchio corra il rischio di deludere.

Se così fosse sarebbe una mezza sega, come persona, non già come programmatore/disegnatore di videogiochi. E non credo avrebbe fatto tutta la strada per arrivare dov'è ora (piaccia o meno è da trent'anni nell'industria in varie vesti).
L'unica cosa che è da rimproverare (e poi la finisco qua perché, sì vabbè che i suoi giochi mi hanno allietato, ma alla fine di che fa o di che non fa me ne frega il giusto) è che continua a battere sulla nota dolente di Monkey Island senza la dovuta onesta intellettuale e d'intento. Tutto qua.


Ma non è una questione di essere una mezza sega è che evidentemente è consapevole che non sia facile. D'altronde ne abbiamo spesso parlato qui nel forum, MI è un progetto corale, diventato quel grande gioco che è grazie al contributo di molta gente che poi si è dimostrata ai vertici di questa industria in quanto a capacità. Ricordo che qualcuno disse addirittura che MI è stato il frutto di una alchimia irripetibile, quasi un colpo di "culo".

E' successo un po' quello che accade ad alcuni grandi gruppi musicali entrati nella storia, hanno un successo galattico e poi se ne stancano, capiscono che più di così non possono dare. Poi si dividono, il front man intraprende la carriera da solista seguendo le sue vocazioni artistiche e comincia a incidere dischi di Jodeln elettrico , il chitarrista scrive un libro di cucina, il batterista fa colonne sonore di cortometraggi e studia da regista. Poi con la maturità vedono che tutti questi progetti alternativi non portano da nessuna parte e fanno le "reunion" con la coda tra le gambe. La reunion Lucas ? ci siamo andati vicino e poi è finita come sappiamo.

Poi d'accordo con te sulla questione personale , molta stima per lui però tutto finisce lì. Ho anche detto che, il mondo delle AG è andato avanti anche senza di lui, lui senza il mondo delle AG ha fatto poco. Certo dispiace non averci neanche provato, tutto qui e fa male vederlo stuzzicare inutilmente i fan su questa storia di MI3. Al di là del fatto che siamo cambiati, che l'industria è cambiata, un bel gioco è un bel gioco, punto e questo è tutto quello che uno si aspetta. Detto questo se lui invece preferisce vagare di fiore in fiore, come sottolinea giustamente Shinetop, che lo faccia pure, il mio interesse finisce lì.


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Shinetop
messaggio24 May 2014, 21:35
Messaggio #23





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Ciao a tutti, volevo segnalare che il caro Ron non riesce proprio a staccarsi da Monkey Island, come volevasi dimostrare ogni tanto lo tira fuori dal cassetto, questa volta sul suo blog ha fatto il seguente post: Copertina Monkey Island

Come vedete, ha indicato i tre pirati dietro Guybrush domandandosi chi fossero e ha scritto la seguente frase:

"This has always bugged me. Now that I've pointed it out, it's going to bug you too."

Tradotta suona un po' come: "Questa cosa mi ha sempre fatto scervellare, ora che ve l'ho segnalata farà scervellare anche voi"
Ovviamente siamo alle solite: vuol far credere che ci sia un qualche mistero dietro alla copertina per attirare l'attenzione, ma le copertine in genere sono un qualcosa di artistico e non attinente al gioco stesso al 100% (pensate alla copertina di Monkey Island 2..... quando mai durante il gioco vediamo Guybrush su una nave con LeChuck mentre usa la bambolina Voodoo???)

 
TheRuler
messaggio26 May 2014, 11:16
Messaggio #24



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Io me lo sono chiesto la prima volta e mi sono risposto quando li ho visti sulla ruota dei codici. Li riconoscerebbe anche un bambino.
Un post del genere mi lascia alquanto basito.


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Gharlic
messaggio26 May 2014, 12:43
Messaggio #25


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Prima di quel post non mi era mai passato per l'anticamera del cervello di chiedermi chi fossero. E ora me ne sbatto. Ma credo che sia comunque un post cazzeggione.


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