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> Cannarsi colpisce ancora, il predisporre l'invio dell'indomani s'è protratto.
rede9
messaggio17 Jul 2019, 12:15
Messaggio #26





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L'articolo migliore che abbia letto finora è il seguente (non l'ho visto già citato), che salva gli adattamenti Ghibli come "bisogno di conforto sul contenuto artistico dell’opera" per gli adulti che vanno ad guardare cartoni animati: https://thevision.com/intrattenimento/tradu...ano-doppiaggio/

Unica cosa:
CITAZIONE
Eppure ci basta leggere due o tre pagine in un’altra lingua, o anche solo ascoltare due o tre episodi in versione sottotitolata, per ritrovarci già in bocca qualche espressione che in italiano non esiste, qualche calco che un buon traduttore dovrebbe sempre saper aggirare

A me tradurre "onigiri" con "arancini di riso siciliani" pare una censura SCIOVINISTA da estrema destra di una cultura straniera.

Messaggio modificato da rede9 il 17 Jul 2019, 12:25
 
Gwenelan
messaggio17 Jul 2019, 13:36
Messaggio #27



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L'articolo ha ragione su questo:
CITAZIONE
Se a Cannarsi è stata data sempre più fiducia, malgrado i problemi fossero evidenti (e il pubblico non mancasse di notarli), la responsabilità è di chi questa fiducia per tutto questo tempo l’ha concessa

Perché cannarsi è "la faccia" di tutto questo, ma qualcuno lo ha scelto nonostante il suo pessimo lavoro con Ghibli (dove dovevano già cacciarlo dopo la prima bozza di adattamento) e qualcuno lo ha tenuto lì nonostante le proteste dei doppiatori, ovvio.

Dopodiché, lui poteva benissimo accorgersi delle porcherie che tira fuori, non serve qualcuno che gli rilegga le cose, non a un livello simile, non se ha un cervello.

Anche questa parte, che può avere un senso, per carità:
CITAZIONE
Ma il sospetto è che alcuni di questi addetti abbiano lasciato Cannarsi libero di fare scempio di lessico e sintassi perché il risultato sembrava aggiungere qualcosa alla versione italiana di quei film: un senso di straniamento, di esotismo che li proteggeva dalle critiche, rassicurando i fan sul fatto di trovarsi davanti a vere opere d’arte dai contenuti preziosi (e a volte enigmatici) e non a banali cartoni-animati-giapponesi per bambini. Un equivoco interculturale: i film di Miyazaki in effetti sono cartoni animati, e non hanno alcun bisogno di un registro aulico o pretenzioso per imporsi allo stesso pubblico trasversale che in Occidente si gode i film della Disney. Ma in Italia li si è proposti a un pubblico diverso, più adulto, che andava in un qualche modo confortato sul contenuto artistico dell’opera (quella che Walter Benjamin chiamava aura). Un pubblico del genere non solo non poteva accontentarsi di pagare il biglietto per vedere belle favole, ma doveva anche avere la sensazione di immergersi in una cultura diversa.


Ma presuppone un pubblico adulto dotato di rara deficienza, incapace di andare al cinema a guardare un'opera e prenderla per com'è, da bambini se per bambini, e di saper cogliere il senso della cultura "altra" senza bisogno di adattamenti forzatamente sgrammaticati.


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messaggioIeri, 19:50
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CITAZIONE (rede9 @ 17 Jul 2019, 13:15) *
L'articolo migliore che abbia letto finora è il seguente (non l'ho visto già citato), che salva gli adattamenti Ghibli come "bisogno di conforto sul contenuto artistico dell’opera" per gli adulti che vanno ad guardare cartoni animati: https://thevision.com/intrattenimento/tradu...ano-doppiaggio/


L'idea che i dialoghi "recalcitranti" (nei confronti del buon senso) fossero considerati "dotti" e per questo ben visti, mi sembra una baggianata, IMO.
Questo è un buon articolo che spiega bene perché una traduzione/adattamento "dotto", non significa necessariamente fare una traduzione/adattamento "contorto" (per non dire altro): http://ilkim.it/traduzione-e-adattamento-g...un-classicista/


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Micartu
messaggioIeri, 22:59
Messaggio #29



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Articolo politically correct che non vuole far passare Cannarsi per quello che è: un pessimo traduttore, un pessimo adattatore e una persona con scarso senso pratico e della realtà.
e con scarsa conoscenza dell'italiano, perchè le sue frasi non sono auliche, sono sgrammaticate.

un esempio da The Cat returns: "Muta ne dice di tutti i colori, ma nel profondo è un tipo che proprio non è malaccio." Sorvolo sulla traduzione che non posso verificare, analizziamo la sintassi. Non è aulica, non c'è una forma o una sintassi aulica, usa un italiano comune. E quindi dovrebbe essere "Muta ne dice e fa di tutti i colori, ma, sotto sotto, è un tipo niente male." La frase di Cannarsi la potrebbe scrivere un bimbo di quinta elementare, la mia un adulto.

Lasciamo perdere.

Dall'articolo:

CITAZIONE
Ora Cannarsi pagherà anche per loro, ma quel che è successo è che un sincero cultore della materia è stato lasciato solo, per anni, al tavolo di lavoro, da committenti la cui negligenza a un certo punto deve aver interpretato come un attestato di fiducia.


Il problema è che Cannarsi a quel tavolo non ci si doveva sedere, non ha le qualifiche per farlo. Non è laureato in lingue, non è un buon traduttore neppure a livello amatoriale, non ha bravura come doppiatore. La gente studia e si laurea, c'è un motivo. Sennò io domani vado a operare di appendicite, alla fine basta una guida youtube. Ergo la colpa è di chi l'ha fatto sedere in primis a quella scrivania.
Normalmente in una società, ognuno ha delle mansioni in base alle proprie capacità. Cannarsi è un ottimo conoscitore dei prodotti anime-manga nipponici. Quindi dovrebbe fare il PR, oppure un referente per il Giappone. Magari potrebbe essere impiegato per concludere contratti, o per cercare nuovo materiale da portare in Italia.

CITAZIONE
Magari sarebbe bastato poco: un editore, un distributore, un collaboratore che in tutti questi anni gli stesse accanto, gli rileggesse a voce alta le frasi che scriveva, lo aiutasse a non allontanarsi dall’italiano parlato e scritto.


Io fossi Cannarsi mi riterrei più offeso da questa frase che dagli insulti delle persone. Gli insulti sono per il suo lavoro, perché è pessimo, e uno lo può accettare, ma farmi dire che ho bisogno dell'insegnate di sostegno.... magari no!
Ma siamo al delirio???? Qui parliamo di svolgere un mestiere, sedersi a una scrivania lavorare e recepire uno stipendio. C'è gente che ha milioni di qualifiche e bravura superiore a Cannarsi e questo giornalista auspica l'insegnante di sostegno? Ma che è? La Caritas? La fate bene fratelli?

Poi più giù nell'articolo il giornalista fa passare il lavoro del traduttore difficile come il lavoro a lavagna di Einstein. Un'altra cagata, tradurre è facile, se si ha tempo e se si è preparati. tradurre è difficile se non si ha tempo e non si è preparati. Come tutte le cose. All'università ho passato un esame di chimica su un libro di 1600 pagine. sono un genio? Sono un eletto? No, ho studiato.

CITAZIONE
Il fatto che per molti appassionati il doppiaggio sia un errore a prescindere ha fatto sì che alcune critiche siano passate inosservate agli addetti ai lavori.


errrrr.... no direi no. Io, come molti altri, voglio audio originale e subs, perché così almeno ho un prodotto tradotto bene e fedele all'originale. Così mi evito i paurosi doppiaggi di Kenshiro e Cavalieri dello Zodiaco, Cannarsi, i doppiaggi dei cartoni animati mediaset. Cominciate a fare bene i doppiaggi e io poi mi guardo gli anime in italiano.
il problema ovviamente si pone solo con gli anime giapponesi, perché lì, prendono i traduttori dai tombini, mentre invece per l'inglese probabilmente si affidano a laureati.

CITAZIONE
Ma il sospetto è che alcuni di questi addetti abbiano lasciato Cannarsi libero di fare scempio di lessico e sintassi perché il risultato sembrava aggiungere qualcosa alla versione italiana di quei film: un senso di straniamento, di esotismo che li proteggeva dalle critiche, rassicurando i fan sul fatto di trovarsi davanti a vere opere d’arte dai contenuti preziosi (e a volte enigmatici) e non a banali cartoni-animati-giapponesi per bambini. Un equivoco interculturale: i film di Miyazaki in effetti sono cartoni animati, e non hanno alcun bisogno di un registro aulico o pretenzioso per imporsi allo stesso pubblico trasversale che in Occidente si gode i film della Disney. Ma in Italia li si è proposti a un pubblico diverso, più adulto, che andava in un qualche modo confortato sul contenuto artistico dell’opera (quella che Walter Benjamin chiamava aura). Un pubblico del genere non solo non poteva accontentarsi di pagare il biglietto per vedere belle favole, ma doveva anche avere la sensazione di immergersi in una cultura diversa.


Quest'ultimo pezzo mi lascia perplesso. Non riesco a capire se parla del bias italiano di associare cartoni animati a infanzia, oppure se parla della demenza del pubblico italiano (che c'è ma arriva solo fino ad un certo punto), oppure se di tutte e due le cose. Mmh...

boh, poi mi sono stufato di leggere.


--------------------
 
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messaggioOggi, 10:48
Messaggio #30



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Mah, continuo a dire che più che altro è sbagliata la forma per quel genere; fosse un saggio scritto, potrebbe anche andare, ma per un doppiaggio direi proprio di no (al max sottotitoli per i puristi).
Comunque, l'italiano è corretto, ma spesso vengono usate forme poco conosciute, termini arcaici e molto desueti, costruzioni parecchio farraginose e per niente veloci da leggere, e questo magari fa pensare che non sia italiano.

Personalmente ritengo che più che dei titoli, serva professionalità ed esperienza; Cannarsi lavora nel campo da parecchi anni (più di venti?) ed esperienza ne ha (forse alla fine se lo sarà anche imparato il giapponese).
Solo che:
Lavora in un modo parecchio differente da tutti gli altri adattatori? Sì.
I suoi lavori sono fruibili solo da uno sporadico 10% del pubblico? Probabilmente.
Quindi, io che gli commissiono il lavoro, so bene che tipo di prodotto otterrò, per cui, alla fin fine, io acquirente me la prenderei più con chi da l'ok a questo genere di lavori che a chi lavora in un certo modo. E comunque, posso sempre "boicottare" il prodotto non andando al cinema / acquistando DVD/BR.

Tra l'altro, bisogna riconoscere che le opere su cui ha lavorato in passato, sono buone; la prima versione di Eva venne fatta da lui (a me è piaciuta), come pure altri anime che abbiamo visto (soprattutto della defunta Shin Vision), dove ancora non si notava la sua mano - se non ricordo male lavorò su Abenobashi e FLCL ad esempio.
Inoltre è stato anche direttore di doppiaggio, e anche qui, probabilmente non c'è molto da dire, ha fatto bene il suo lavoro.

Il problema son questi ultimi anni (dalla ripubblicazione dei Ghibli al cinema mi pare) che piano piano (Totoro e Ponyo tutto sommato andavano ancora bene, Mononoke no), in qualità di adattatore, ha cominciato con questa sua idea di rendere fedeltà totale all'opera dimenticando/ignorando il resto (tra cui il pubblico) e producendo opere molto poco fruibili.

Per me, o torna al modo di lavorare che aveva in passato (quasi impossibile) oppure è meglio se fa altro; può dirigere il doppiaggio, fare da tecnico/consulente, ma adattare in quel modo, meglio no blush.gif

P.S.
QUOTE
Io, come molti altri, voglio audio originale e subs, perché così almeno ho un prodotto tradotto bene e fedele all'originale. Così mi evito i paurosi doppiaggi di Kenshiro e Cavalieri dello Zodiaco, Cannarsi, i doppiaggi dei cartoni animati mediaset. Cominciate a fare bene i doppiaggi e io poi mi guardo gli anime in italiano.
il problema ovviamente si pone solo con gli anime giapponesi, perché lì, prendono i traduttori dai tombini, mentre invece per l'inglese probabilmente si affidano a laureati.

Spero che questa sia un affermazione così, tanto per dire, perché se veramente conoscessi tutto quello che c'è dietro a certe traduzioni/adattamenti, relazionandoli anche al periodo, conoscessi gli addetti ai lavori, comprenderesti meglio il perché di molte scelte e che non sono state fatte perché "ho preso i traduttori dai tombini" per risparmiare, anzi, le stesse persone te le puoi ritrovare a lavorare su un prodotto giapponese come su un prodotto americano.
 

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