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Ravenloft
messaggio2 Apr 2015, 11:30
Messaggio #626



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CITAZIONE (Alpobemp @ 2 Apr 2015, 12:12) *
Appena uscito da una convalescenza per scimmia da "Metropolis part 2: Scenes from a memory"



Uno dei miei album prog pop/metal preferiti.


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"I've slain many harder foes" - Apollo Diomedes
 
Max_R
messaggio2 Apr 2015, 15:27
Messaggio #627



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Non sono uno sfegatato fan dei Nirvana, per quanto alcune delle loro canzoni abbiano accompagnato diversi momenti della mia vita quando era un po più spensierata per certi versi, sebbene non semplice per altri. Scrivo solo per spezzare una lancia a favore di K.Cobain stesso. D'accordo che non fosse un grande chitarrista o cantante, eppure sia la sua chitarra che le sue corde vocali esprimevano esattamente tutto il disagio di questa persona. Un disagio che è stato la sua fortuna e la sua sfortuna al contempo, un disagio che forse avrebbe voluto semplicemente buttare fuori più che condividere con persone che ammiravano quel disagio e forse in qualche modo lo volevano a loro volta.
Non riesco a vederlo come un mercenario, ne tantomeno come una persona superficiale o marginale. Credo volesse più ascolto che un seguito.
 
LargoLagrande
messaggio2 Apr 2015, 18:54
Messaggio #628



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Ringrazio tutti quanti voi, che bella discussione ne sta venendo fuori.

Yak per i consigli musicali, piacevoli i Kilimanjaro, delicati gli Hungry Ghosts (che mi hanno ricordato un po' i
Madredeus), molto accattivanti i Dead Madows (cercherò qualcosa di loro).

PEr il resto come avrai letto condivido quanto hai detto tu, mercato eccessivamente frammentato, distribuzione digitale che permette a qualsiasi band appena nata che prima faceva anni di gavetta nel proprio garage o nei locali di vendere subito qualcosa, da una parte nicchia sempre piu' nicchia per pochissimi,
dall'altra commerciale sempre piu' commerciale fino all'ecceso.

Grazie Alberto, sto ascoltando Only breathing out proprio ora, mi piacciono!

Rave hai perfettamente ragione. Il mercato in se' non il male, sono gli eccessi che rovinano gli artisti, che sono pur sempre esseri umani e si lasciano accecare dalle sirene del denaro facile. Quanti cantanti e gruppi hanno buttato all'aria ambizioni e grandi capacita' per fare robetta indecente che pero' permette di portare a casa la pagnotta. La lista sarebbe lunghissima, la delusione e' sempre dietro l'angolo. Cosi come ci sono artisti decisamente sopravvalutati che hanno fatto una carriera longeva e meteore che invece sono sparite inspiegabilmente. Mi sento Pino Scotto mentro dico questo.

Non c'entra niente ma in questo momento mi viene in mente questo



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Merengue
messaggio5 Apr 2015, 18:08
Messaggio #629





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Ecco ,oggi volevo giocare e invece prima ho impiegato qualcosa come 3 ore+ per riallacciarmi a internet (ingarbugliandomi tra fili e ingressi della vodafone station 2, senza avere capito esattamente come) e adesso non riesco a giocare se prima non chiacchiero ancora un po' qui con voi...

Yak in realtà TU mi hai annichilito! hai messo un sacco di roba che non conosco (ne sapete un sacco ragazzi, ora che mi rimetto in pari...)!

CITAZIONE (Yak @ 2 Apr 2015, 06:16) *
Spero di essermi spiegato decentemente.


Sono d'accordo con ogni parte del tuo discorso e lo trovo chiaro.


CITAZIONE (Yak @ 2 Apr 2015, 06:16) *
Ci sarebbero anche i Calexico (ascoltate l'album "Feast of Wire") e i Beltaine (ascoltate l'album "KoncentraD"), ve li butto lì senza link, perché sto crollando dal sonno, ma sono state due grandi scoperte anche loro, fatte in maniera più canonica, i primi ascoltati in auto con un amico e i secondi beccati tra i pezzi "inspired by The Witcher".


Conosco i Calexico non gli altri.

ciao.gif

Messaggio modificato da Merengue il 5 Apr 2015, 18:12


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Merengue
messaggio5 Apr 2015, 18:39
Messaggio #630





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CITAZIONE (LargoLagrande @ 2 Apr 2015, 19:54) *
PEr il resto come avrai letto condivido quanto hai detto tu, mercato eccessivamente frammentato, distribuzione digitale che permette a qualsiasi band appena nata che prima faceva anni di gavetta nel proprio garage o nei locali di vendere subito qualcosa, da una parte nicchia sempre piu' nicchia per pochissimi,
dall'altra commerciale sempre piu' commerciale fino all'ecceso.


Oggi una persona ha possibilità un tempo inimmaginabili.
Una sola persona con mezzi limitati oggi può farsi un disco!
Cubase, Protools, programmi del genere, qualche strumento, qualche microfono, e risultati per un home studio giocattolo impressionanti.
Molti più musicisti quindi ,oggi. E molte più piattaforme per farsi vedere (o più probabilmente disperdersi).
Non solo più possibilità da parte nostra di frugare la rete alla ricerca di canzoni su canzoni.

Abbiamo detto già dei molti più aspiranti cantanti di un tempo, che partecipano ai talent bruciando talvolta le tappe.
Volevo aggiungere anche di questa possibilità che si ha di buttare video su video su YT e canzoni su soundcloud e di farsi i propri pezzi standosene con le chiappe comodamente a casa.
Il che è fantastico. Ma va ad incrementare il numero di cose che possono essere prodotte/viste/sentite. E va un po' a spiegare il magma di roba che c'è là fuori oggi. L'inaccessibile è diventato accessibile.
Cioè se io nella mia scrausaggine potrei quasi fare un pastrocchio musicale, pensate alle possibilità di qualche musicista o qualche band semi-pro che invece una volta ,magari ingiustamente ,avrebbero visto gli studi di registrazione e produzione col binocolo. Oggi possono quasi bastare a se stessi senza dipendere da questi ultimi. Possono, in pratica, esistere laddove un tempo non avrebbero potuto. Certo poi resta da capire quanti siano a conoscenza della loro esistenza, quanti siano bravi a pubblicizzarsi.

Prima c'erano alcuni musicisti icone (gli Dei) coi loro dischi feticcio. Li potevi giusto adorare.
Adesso ,c'è di tutto.

Messaggio modificato da Merengue il 5 Apr 2015, 18:42


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Merengue
messaggio7 Apr 2015, 19:29
Messaggio #631





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Raven:
Impeccabile. Come sempre inattaccabile dal pdv logico.
E' praticamente impossibile fare un ragionamento con te senza finire col convenire. E dico davvero, non in senso provocatorio.
Sei sempre perfettamente centrato.
Comunque provo ad aggiungere qualche considerazione mia, ancorchè ritenga la tua posizione corretta.

CITAZIONE (Ravenloft @ 2 Apr 2015, 11:03) *
Tornando in topic, penso che la tecnica sia un perfetto catalizzatore del talento. Esempio banale: prendiamo Frank Zappa. Probabilmente il più grande compositore rock del XX secolo. Chitarrista mediocre (relativamente). Ebbene, puoi scaricare le partiture per chitarra di certe sue composizioni degli anni Ottanta e trovare "impossible guitar parts" al posto delle note. Quelle sono le parti suonate dal chitarrista alieno (Steve Vai). Questo per dire che bisogna conoscere i propri limiti e, nel caso, circondarsi di persone adatte ad esprimere la propria visione, che può andare ben oltre le proprie capacità tecniche.


Si sulla grandezza di Zappa non credo si possa discutere. Non so poi quanto il suo iconico personaggio (e la sua morte) lo abbia aiutato ad assurgere a divinità
o quanto d'altra parte lo abbia invece ostacolato, oscurandone in parte la genialità in favore della sua cosiddetta estrosità. Comunque era ovviamente un musicista solidissimo.
Anche chitarristicamente non lo ritengo assolutamente scarso, anzi!
Già il fatto che componesse e pensasse degli interi dischi strumentali concepiti per la chitarra la dice lunga, e nelle performance dal vivo ha dimostrato di saperla suonare per davvero.
Certo poi Steve Vai era una macchina da guerra perfetta dotato di una rapidità di esecuzione e di una precisione aliene, come hai detto tu (vorrei sapere come fa ma si sa, alien love secrets...)

CITAZIONE (Ravenloft @ 2 Apr 2015, 11:03) *
La tecnica è un po' come l'evoluzione della potenza di calcolo dei computer per i videogiochi. Non necessaria per creare, né per arrivare al capolavoro (conosciamo il valore dell'era 8bit). Aiuta però a raggiungere nuovi traguardi, sempre unitamente al talento, certo. Ed è (abbastanza) misurabile.


Da incidere nella pietra.
Vero. La tecnica è misurabile. Forse è quello il suo punto debole in ambito artistico. E' qualcosa più similare a una competizione sportiva a quel punto, non so come spiegarmi.
La tecnica è un ponte che ti può condurre quasi ovunque.
Steve Vai una volta in una intervista (non ricordo, credo fosse nel periodo tra sex and religion e Fire Garden) disse che gli piaceva pensare di potere essere in grado non solo di fare quello che già faceva come nessuno o pochissimi, ma anche di scrivere e cantare una canzone alla bob dylan.
Chiaramente lo è, ma i risultati ,quando si mette a scrivere canzoni che prevedano il canto, mancano di quel qualcosa che non mi so spiegare e che non si può misurare.
Incredibilmente a dispetto della tecnica che possiede (credo oggi superata da Govan che è un suo fan) non credo Vai (al quale io ho sempre preferito Satriani) sia in grado di scrivere una gran bella canzone rock o pop o folk, secondo ovviamente il mio personalissimo gusto. E la cosa è difficilmente spiegabile o misurabile a differenza della tecnica come dicevi.
Puoi darsi che per qualcuno sia così e per qualcun altro no, mentre tutti converemmo circa le sue abilità di strumentista.
Poi ,al di là di quella dichiarazione di Vai che sono sicuro di ricordare, la realtà è che a steve vai non frega poi molto probabilmente.
In fondo è solo un parere mio. Direi pure sacrilego che mai mi sognerei di riportare in un forum musicale di appassionati fanatici eheh
approfitto per farlo qui con te ma non mi azzarderei di farlo nemmeno al pub fra il primo e secondo tempo di una partita di champions dove probabilmente non fregherebbe a nessuno. troppo rischioso comunque.

Tornando al paragone con l'epoca 8bit...sai che è molto interessante!?
In particolare mi viene in mente come nelle fasi finali dell'epoca c64 fossero usciti giochi inimmaginabili durante i primi anni.
In quel caso riuscirono a spremere il c64 in modo che faceva di volta in volta gridare al miracolo. E questo mi fa pensare come ci sia la possibilità di migliorare pur nell'ambito dei propri limiti. Cioè la macchina era quella e molto di più non poteva fare, però la creatività e lo sforzo di sfruttarne le pur risicate possibilità fece la differenza.
Probabilmente anche laddove siano in (più di?) qualche caso rimasti videogiochi ingiocabili oggi, sono stati creati degli archetipi che avrebbero resistito e vissuto oltre la loro macchina di nascita.


CITAZIONE (Ravenloft @ 2 Apr 2015, 11:03) *
Conosco comunque pochi casi in cui la qualità sia slegata dalla tecnica. Potrei farti l'esempio degli Scorpions. Il gruppo tedesco, in teoria, suonerebbe metal. Per suonare il metal serve una certa dose di tecnica (se non altro per l'elevata velocità di esecuzione, di solito fine a se stessa). Ebbene, a me gli Scorpions fanno rabbrividire abbastanza quando suonano metal (in verità, non amo tantissimo il genere). Hanno invece prodotto alcune delle più belle ballate che io abbia mai ascoltato (questo è comune a molti gruppi metal... anche gli stessi Dream Theater col signor Petrucci).


Sono d'accordissimo sugli Scorpions. La voro versione affettata è quella più convincente.
Sui Dream Theater meno, nel senso che a me dei DT ,quando li ascolto perchè li trovo un po' pesantucci (nel senso buono, è musica che richiede attenzione), piacciono molto ma molto più le cose "aggressive" e ,per dirti ,il disco loro che mi piace di più (tanto) è Awake . Per il resto a volte i loro tentativi di canzonetta mi hanno lasciato così così (hollow years, silent man anche se su Awake...) nonostante anche qui non si può dire che difettino di tecnica essendo delle macchine perfette.
Cioè ,tanto ho già bestemmiato abbondantemente, piuttosto di una ballad pop dei dream theater ascolto molto più volentieri i duran duran con ordinay world o save a prayer che suonano centocinquantavolte meno bene di petrucci myung portnoy e non so chi altri c'è ora nei DT.


CITAZIONE (Ravenloft @ 2 Apr 2015, 11:03) *
A partire da una buona tecnica, si può tranquillamente scendere verso i migliori livelli pop/commerciali. È sul viceversa che ho qualche dubbio: non conosco esempi in tal senso (dicono che Alex Britti sia dotatissimo tecnicamente, per poi suonare quella robaccia... talento sprecato?). Voglio dire, se i Beatles fossero stati tecnicamente dotati come molti dei loro contemporanei, si sarebbero accontentati di fare il compitino strofa/ritornello/strofa? Come "artisti" si sarebbero sentiti compiuti nel copiare gli altri e seguire le mode del momento per vendere, come hanno fatto, piuttosto che trovare una loro strada originale? C'è un artista in particolare, napoletano come me, riposi in pace, Pino Daniele, che è partito con un blues/rock di altissimo livello (con un gruppo tecnicamente dotato) per poi ritrovarsi da solo a prendere un gelato all'equatore nella più bassa tradizione pop. Certamente ha guadagnato con quel disco più soldi di tutta la sua carriera a cantare Napoli, su quello non ci piove.


Nella mia opinione personale con la buona tecnica puoi fare tutto e suonare tutti i pezzi degli altri che vuoi. Per riuscire a comporre canzoni convincenti proprie però potrebbe - e questo nemmeno io me lo so spiegare - e dico potrebbe non bastare!
Puoi suonare benissimo e comporre schifezze.
Tanto per farti un esempio è un po' quello che alcuni imputano (secondo me un po' ingiustamente) a un chitarrista come Van Halen (un personaggio di riferimento prima dell'arrivo di Vai) che tutto sommato invece qualche caramella rock l'ha sganciata (ci sono dei suoi pezzi orecchiabili che stavano dignitosissimamente in piedi),sicuramente più convincente degli esperimenti-canzone di Vai per dire.

Sui Beatles sei molto severo, ma alla fine pur non essendone un fan non li giudico così pessimi. In particolare dal pdv compositivo ma anche vocale Paul McCartney è tutto fuorchè sprovveduto.
Maybe I'm amazed (del solo Mc Cartney) è ,per dirti i miei gusti, un pezzo perfetto che avrei dato l'anima se avessi saputo scriverne uno così (ma anche per scrivere hollow years - che mi piace meno - dei DT eh, parlo comunque di gente mostruosa come un tifoso parlerebbe del campione che calca i campi di calcio professionistico, alla fine si tratta di gusti)
Poi ovviamente qui parliamo di gusti, ribadisco, non essendo i Beatles un gruppo di impeccabili turnisti in grado di fare qualsiasi cosa.
Certamente non ci potremo trovare degli assoli funambolici nei brani dei Beatles, però per dire, sono pressochè assenti anche nelle canzoni di un (secondo me) grande: David Byrne. Difficile trovare assoli che non siano semplicemente innervature ritmiche nelle sue canzoni eppure ciò dal mio pdv non ne sminuisce la grandezza.
Ha grande tecnica david Byrne? non lo so, ma mi piacciono diverse cose che ha fatto.

Si, Pino Daniele era un grande. Sapeva suonare bene.
Si, Alex Britti è un bravo chitarrista.


CITAZIONE (Ravenloft @ 2 Apr 2015, 11:03) *
Questo per dire che si può scegliere di essere commerciali ma non di essere grandi. Porca pupazza però, un momento della carriera in cui fai quello che ti piace deve pur esserci... dopo puoi abbracciare le logiche commerciali, lo hanno fatto in tanti, se non tutti: potremmo dire che gli stessi Zep, dopo aver compreso che quella roba vendeva, ci hanno marciato, ma prima hanno fatto una piccola rivoluzione.


Ho capito il senso del tuo discorso, che ripeto è formalmente impeccabile.
Se hai tutta la tecnica del mondo, hai una tavolozza di colori più grande cui attingere, nulla ti è (potenzialmente) precluso.
Pur ritenendo che ci sono cose a mio avviso non misurabili che rendono certe canzoni più piacevoli di altre per un certo ascoltatore.

Ti faccio un altro esempio (tanto ormai la scomunica dei musicofili penderà già su di me) di ciò che intendo:
Elio e le Storie Tese. Qui nessuno mette in discussione i musicisti della band. fenomenali. anche creativi nelle loro sperimentazioni e citazioni di generi. Virtuosi. Magari potessi suonare come loro!
Io non sono convinto possano fare tutto. Pure se tecnicamente a loro è ogni cosa accessibile (range vocale del cantante escluso).
Se devo pensare a una bella canzone fatta e finita degli Elio non riescono a venirmi in mente (magari la cosa che più si avvicina risale a quel disco dove però avevano dovuto fare intervenire altri musicisti, Italian etc.). Forse non gli frega di farne una, boh.
Loro possono fare tutto, perchè hanno quella tecnica, ok. Ora però mi chiedo, potrebbero fare una forma di musica più povera in modo solido? La logica direbbe di si... (e io non mi azzardo a dire il contrario eheh)

Degli Zeppelin non parlo non sono degno hail.gif
Ma a me piacque tanto anche Pictures at Eleven di Plant, pure se siamo già abbondantemente oltre quel periodo che dici tu dove avevano compreso ciò che vendeva.



ATTENZIONE:
tengo a precisare che vorrei essere l'unghia incarnita di uno qualsiasi dei musicisti citati (anche il pelo pubico di britti va bene), e di non avere pretese da critico (che non amo) ,ho solo espresso i miei gusti musicali in amicizia nell'ambito di questa chiacchierata che mi avete stimolato.
Prendeteli per ciò che valgono (NULLA) e non in chiave saccente o polemica perchè il senso non è questo.


CITAZIONE (Max_R @ 2 Apr 2015, 16:27) *
Non sono uno sfegatato fan dei Nirvana, per quanto alcune delle loro canzoni abbiano accompagnato diversi momenti della mia vita quando era un po più spensierata per certi versi, sebbene non semplice per altri. Scrivo solo per spezzare una lancia a favore di K.Cobain stesso. D'accordo che non fosse un grande chitarrista o cantante, eppure sia la sua chitarra che le sue corde vocali esprimevano esattamente tutto il disagio di questa persona. Un disagio che è stato la sua fortuna e la sua sfortuna al contempo, un disagio che forse avrebbe voluto semplicemente buttare fuori più che condividere con persone che ammiravano quel disagio e forse in qualche modo lo volevano a loro volta.
Non riesco a vederlo come un mercenario, ne tantomeno come una persona superficiale o marginale. Credo volesse più ascolto che un seguito.


ciao max sono contento di rileggerti. per quel che vale, la penso come te sui nirvana.


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Ravenloft
messaggio8 Apr 2015, 15:58
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CITAZIONE (Merengue @ 7 Apr 2015, 20:29) *
Si sulla grandezza di Zappa non credo si possa discutere. Non so poi quanto il suo iconico personaggio (e la sua morte) lo abbia aiutato ad assurgere a divinità
o quanto d'altra parte lo abbia invece ostacolato, oscurandone in parte la genialità in favore della sua cosiddetta estrosità. Comunque era ovviamente un musicista solidissimo.
Anche chitarristicamente non lo ritengo assolutamente scarso, anzi!
Già il fatto che componesse e pensasse degli interi dischi strumentali concepiti per la chitarra la dice lunga, e nelle performance dal vivo ha dimostrato di saperla suonare per davvero.
Certo poi Steve Vai era una macchina da guerra perfetta dotato di una rapidità di esecuzione e di una precisione aliene, come hai detto tu (vorrei sapere come fa ma si sa, alien love secrets...)


Grandissimo compositore e arrangiatore. Il lavoro sporco però lo facevano altri, tanto che il suo credito presso il rock, notoriamente forma musicale dominata dallo strumento e in particolare dalla chitarra, non gli tributa quanto meriterebbe. D'altra parte non lo tributa nemmeno a Don Van Vliet, amico di Zappa, tanto meno ad altri che hanno evaso ogni schema possibile. Con la differenza che Zappa ha, appunto, un grandissimo credito quale compositore. Ovviamente, sia chiaro, parliamo sempre relativamente. Voglio dire, se penso a dei grandi chitarristi, non lo metterei sicuramente nei primi 10 forse anche 20 ecco. A pensarci bene non ci sarebbe nemmeno Steve Vai nei primi 10 ma forse nei 20 ci arriva eheheh.



CITAZIONE
Da incidere nella pietra.
Vero. La tecnica è misurabile. Forse è quello il suo punto debole in ambito artistico. E' qualcosa più similare a una competizione sportiva a quel punto, non so come spiegarmi.
La tecnica è un ponte che ti può condurre quasi ovunque.
Steve Vai una volta in una intervista (non ricordo, credo fosse nel periodo tra sex and religion e Fire Garden) disse che gli piaceva pensare di potere essere in grado non solo di fare quello che già faceva come nessuno o pochissimi, ma anche di scrivere e cantare una canzone alla bob dylan.
Chiaramente lo è, ma i risultati ,quando si mette a scrivere canzoni che prevedano il canto, mancano di quel qualcosa che non mi so spiegare e che non si può misurare.
Incredibilmente a dispetto della tecnica che possiede (credo oggi superata da Govan che è un suo fan) non credo Vai (al quale io ho sempre preferito Satriani) sia in grado di scrivere una gran bella canzone rock o pop o folk, secondo ovviamente il mio personalissimo gusto. E la cosa è difficilmente spiegabile o misurabile a differenza della tecnica come dicevi.
Puoi darsi che per qualcuno sia così e per qualcun altro no, mentre tutti converemmo circa le sue abilità di strumentista.
Poi ,al di là di quella dichiarazione di Vai che sono sicuro di ricordare, la realtà è che a steve vai non frega poi molto probabilmente.
In fondo è solo un parere mio. Direi pure sacrilego che mai mi sognerei di riportare in un forum musicale di appassionati fanatici eheh
approfitto per farlo qui con te ma non mi azzarderei di farlo nemmeno al pub fra il primo e secondo tempo di una partita di champions dove probabilmente non fregherebbe a nessuno. troppo rischioso comunque.


In realtà lo è diventata, una competizione. Dopo Van Halen, gli shredder si sono succeduti. Pochi però sono chitarristi significativi, nonostante la tecnica mostruosa. Come detto, la sola tecnica non basta ma sicuramente aiuta. È un po' come avere il dono di una bella voce o una bella presenza. Tanti "artisti" ci hanno costruito intere carriere, alcuni sono diventati delle colonne senza meritarlo, molti invece hanno navigato nel sottobosco "indie". Valutare l'opera di un artista non è mai semplice però sono dell'idea che bisogna prendere tutti gli aspetti misurabili e tenerne conto. Poi c'è quel quid che francamente ritengo addirittura casuale. Il primo esempio che mi viene in mente a tale proposito è Mike Oldfield. Non so se hai presente come è stata composta Tubular Bells: talmente ardita e ricercata che è stato ottenuto un risultato unico. Lo stesso ci ha riprovato senza mai ottenere una sintesi così meravigliosamente perfetta nelle iterazioni successive. Nella valutazione, personalmente, per me conta anche l'impatto storico/culturale e se questo è positivo o negativo. Positivo e negativo hanno una polarità diversa in base a certe sensibilità... mi spiegherò meglio più sotto.



CITAZIONE
Sono d'accordissimo sugli Scorpions. La voro versione affettata è quella più convincente.
Sui Dream Theater meno, nel senso che a me dei DT ,quando li ascolto perchè li trovo un po' pesantucci (nel senso buono, è musica che richiede attenzione), piacciono molto ma molto più le cose "aggressive" e ,per dirti ,il disco loro che mi piace di più (tanto) è Awake . Per il resto a volte i loro tentativi di canzonetta mi hanno lasciato così così (hollow years, silent man anche se su Awake...) nonostante anche qui non si può dire che difettino di tecnica essendo delle macchine perfette.
Cioè ,tanto ho già bestemmiato abbondantemente, piuttosto di una ballad pop dei dream theater ascolto molto più volentieri i duran duran con ordinay world o save a prayer che suonano centocinquantavolte meno bene di petrucci myung portnoy e non so chi altri c'è ora nei DT.


Alpo ha citato Metropolis pt.2 che personalmente ritengo il loro lavoro migliore, a dispetto dei tantissimi che opterebbero più volentieri per Images and Words o per A Change of Season. Lo ritengo altresì il loro lavoro a "più basso volume" (in contrapposizione a Six Degrees che invece è quello che viaggia a più alto volume). Dunque per me il disco è in gran parte composto di ballad melodiche con, certamente, inframezzi prog di ottima fattura. Lo trovo più piacevole dei Duran Duran, anche se di più difficile ascolto, nonostante sia quello più semplice nel patrimonio DT (con sempre Six Degrees col più alto coefficiente di difficoltà). Peruvian Skies comunque non mi dispiace, parlando di ballad in altri dischi.



CITAZIONE
Nella mia opinione personale con la buona tecnica puoi fare tutto e suonare tutti i pezzi degli altri che vuoi. Per riuscire a comporre canzoni convincenti proprie però potrebbe - e questo nemmeno io me lo so spiegare - e dico potrebbe non bastare!
Puoi suonare benissimo e comporre schifezze.
Tanto per farti un esempio è un po' quello che alcuni imputano (secondo me un po' ingiustamente) a un chitarrista come Van Halen (un personaggio di riferimento prima dell'arrivo di Vai) che tutto sommato invece qualche caramella rock l'ha sganciata (ci sono dei suoi pezzi orecchiabili che stavano dignitosissimamente in piedi), sicuramente più convincente degli esperimenti-canzone di Vai per dire.


Il problema è annoso ma quello che volevo dire è questo: per un artista dotato tecnicamente è un gioco da ragazzi suonare musica semplice come il pop. Questo non vuol dire che automaticamente saranno delle hit ma è altrettanto vero che una canzone pop fatta da un gruppo metal è molto più strutturata e complessa di una canzone pop "classica" (vedi appunto Metropolis Pt.2). Ragion per cui, se devo paragonare Nothing Else Matters con una tipica canzone pop, gli preferirò sempre il lavoro dei Metallica.



CITAZIONE
Sui Beatles sei molto severo, ma alla fine pur non essendone un fan non li giudico così pessimi. In particolare dal pdv compositivo ma anche vocale Paul McCartney è tutto fuorchè sprovveduto.


Il mio giudizio sui Beatles nasce da diverse considerazioni (qui un po' proseguo il discorso di sopra). Innanzitutto, troppo spesso vengono inseriti all'interno della storia del Rock, genere di cui non fanno parte. Il Beat è un'altra cosa. Dunque una parte del mio giudizio è inquadrato in quest'ottica: volete inquadrarli nel rock? Bene, valgono tanto quanto Mass Effect 3 inquadrato negli RPG, un sonoro 4. A me sembra abbastanza chiaro che il beat non è rock (banale strofa/ritornello/strofa, niente assoli, niente parti strumentali... il contrario di quanto "canonizzato" da Chuck Berry quando introdusse alla storia il Rock, appunto). Puoi leggere un po' ovunque di questo "equivoco", che però sarà strumentale (eheheh) a quanto dirò dopo. A questo proposito racconto un aneddoto: mi è capitato di imbattermi in un recente articolo di un vecchio redattore di Rolling Stone non ricordo bene per quale sito internet: si faceva la solita classifica dei 10 chitarristi più influenti della storia. Non devo dirti io che ha avuto il coraggio di inserire i Beatles (?!?), vero? Quindi Jimi Hendrix, Pat Martino, sua maestà Chuck Berry e... i Beatles??? Questo per introdurre un altro elemento di valutazione: la storia. I Beatles, a differenza di altri meno considerati, non hanno introdotto alcun genere, non hanno introdotto alcuna innovazione (qualcuno tenta di arrampicarsi sugli specchi raccontando del lavoro ricercato in sala registrazione, peccato sia una storiella falsa, nel senso che quell'innovazione la dobbiamo a Brian Wilson almeno in ambito pop), non hanno fatto altro che utilizzare il quartetto blues/rock per fare pop oltremodo commerciale, andando nella direzione opposta ai loro contemporanei: la classifica piuttosto che l'arte. Il loro vero genio stava da un'altra parte: George Martin. Che però aveva troppo il pallino della classifica ma d'altra parte era quello il suo lavoro. E allora si mise ad inseguire un po' tutte le mode, dai Pink Floyd ai Beach Boys... tirando fuori una roba come Lucy in the Sky with Diamonds che sta ad Astronomy Domine come la merda sta alla cioccolata in ambito psichedelico, permettimi il paragone ardito e il linguaggio colorito, e in definitiva un Sgt. Pepper che voleva emulare Pet Sounds e dovrebbe essere il loro lavoro migliore). Un altro livello di giudizio, è quello sociale. Non voglio dilungarmi troppo, quindi fornirò la versione sintentica: i Beatles sono stato lo strumento della "mano invisibile" (un interessante concetto di Adam Smith) per contenere l'onda rock, colonna sonora dei movimenti rivoluzionari operaio e studentesco. Solo per questo, andrebbero condannati a morte: hanno fermato una rivoluzione sociale e culturale, proprio quello che un artista, intellettuale per definizione, proprio non dovrebbe fare e ragione per cui loro non erano né artisti né intellettuali. Come detto, la storia la scrivono i vincitori, e i vincitori sono sempre stati (finora) i ricchi bianchi borghesi. I Beatles erano l'unico modo per arginare i capelloni drogati rockettari: chi meglio di 4 bravi ragazzi impomatati e ben pettinati? Il rock andava fermato in qualche modo. Per fortuna, riuscirono solo a smorzare la rivoluzione sociale (oltre che musicale, ovviamente) che il rock portò con sé. In parole più semplici, erano una band o comunque uno "strumento" di destra.



CITAZIONE
Ho capito il senso del tuo discorso, che ripeto è formalmente impeccabile.
Se hai tutta la tecnica del mondo, hai una tavolozza di colori più grande cui attingere, nulla ti è (potenzialmente) precluso.
Pur ritenendo che ci sono cose a mio avviso non misurabili che rendono certe canzoni più piacevoli di altre per un certo ascoltatore.


È esattamente quello il senso, l'esempio della tavolozza colori è perfettamente calzante. Ci sono cose non misurabili ma, come detto, probabilmente nemmeno si può volerle. Non è sempre un atto consapevole, creare e/o fare arte. Anzi, direi proprio il contrario, non lo è MAI. Spesso è un processo casuale. La musica leggera, pop, commerciale invece, non sono casuali (Take That, Spice Girls per non parlare dei reality musicali... le cose si arrangiano a tavolino, addirittura oggi te lo dicono pure e va tutto bene, tanto siamo assopiti). Puoi farmi ascoltare 1.000 dischi che non ho mai sentito, scommetto che in almeno 998 casi ti posso dire quale canzone è stata scelta come singolo. Un aneddoto dovrebbe rendere la spiegazione più semplice (così diamo un altro colpo d'anca pure a Elvis, altro sopravvalutato): la leggenda narra che il manager di Elvis, ancor prima di conoscerlo, dichiarò che avrebbe guadagnato un milione di dollari se avesse trovato un cantante bianco che cantava come un nero. Sappiamo come andò a finire, lo trovò e i milioni furono ben più di uno... questo per dire che non è difficile sapere cosa vuole il pubblico, quando sai chi è il tuo pubblico di riferimento: anche in quel caso, erano i ricchi bianchi a discapito dei morti di fame neri, nel Sud degli USA, quando le etichette discografiche erano nelle mani dei bianchi. Tu capisci che Elvis non ha mai scritto una canzone in vita sua, ma "prendeva a prestito" le canzoni dei neri per l'unico pubblico possibile che poteva permettersi di comprare dischi: i bianchi borghesi. Però a cantare non poteva essere un nero... Grande Elvis, grande successo. Perché la storia è sempre scritta dai bianchi, e certe cose non si possono scrivere. Ancora oggi devono trasmettere True Blood come campagna contro le lotte razziali. Elvis ha sfruttato il fenomeno dell'odio razziale, non può essere considerato grande, al di là dei meriti artistico-musicali.



CITAZIONE
Ti faccio un altro esempio (tanto ormai la scomunica dei musicofili penderà già su di me) di ciò che intendo:
Elio e le Storie Tese. Qui nessuno mette in discussione i musicisti della band. fenomenali. anche creativi nelle loro sperimentazioni e citazioni di generi. Virtuosi. Magari potessi suonare come loro!
Io non sono convinto possano fare tutto. Pure se tecnicamente a loro è ogni cosa accessibile (range vocale del cantante escluso).
Se devo pensare a una bella canzone fatta e finita degli Elio non riescono a venirmi in mente (magari la cosa che più si avvicina risale a quel disco dove però avevano dovuto fare intervenire altri musicisti, Italian etc.). Forse non gli frega di farne una, boh.
Loro possono fare tutto, perchè hanno quella tecnica, ok. Ora però mi chiedo, potrebbero fare una forma di musica più povera in modo solido? La logica direbbe di si... (e io non mi azzardo a dire il contrario eheh)


Elio è un personaggio particolare. Lo conosco poco musicalmente, però mi dà l'impressione di essere un lontano parente di Frank Zappa. Solo per questo, meriterebbe un premio. E sono convinto che, volendo, i soldi potrebbero farli facilmente. Non credo però ne abbiano bisogno, hanno una fanbase abbastanza solida pare. Non sono troppo informato sui fatti.



CITAZIONE
ATTENZIONE:
tengo a precisare che vorrei essere l'unghia incarnita di uno qualsiasi dei musicisti citati (anche il pelo pubico di britti va bene), e di non avere pretese da critico (che non amo) ,ho solo espresso i miei gusti musicali in amicizia nell'ambito di questa chiacchierata che mi avete stimolato.
Prendeteli per ciò che valgono (NULLA) e non in chiave saccente o polemica perchè il senso non è questo.


Ovviamente, non c'era bisogno di specificarlo. Anche per me, quanto scritto sopra è strettamente personale, probabilmente incoerente, sicuramente non esaustivo. Pura TNT smilies3.gif

P.S. Ho impiegato una giornata per scrivere tutto questo, tra un impegno e un altro, spero davvero di aver mantenuto la lucidità nell'arco di tante ore. Mi scuso in anticipo in caso negativo.


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Merengue
messaggio8 Apr 2015, 19:53
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Rispondo il più brevemente possibile, giuro. Perchè si potrebbe continuare all'infinito e ci sono sempre più cose che mi interesserebbe leggere però poi non si riuscirebbe più forse a tornare al semplice & sano <<che cosa state ascoltando>>...
quindi mi limito ,anche se non riesco a impedirmi di fare altre due ciance


P.S. Ho impiegato una giornata per scrivere tutto questo, tra un impegno e un altro, spero davvero di aver mantenuto la lucidità nell'arco di tante ore. Mi scuso in anticipo in caso negativo.



E te ne ringrazio. Sempre molto interessante leggerti perchè approfondisci gli argomentie molto spesso imparo cose.


Alpo ha citato Metropolis pt.2 che personalmente ritengo il loro lavoro migliore, a dispetto dei tantissimi che opterebbero più volentieri per [i]Images and Words o per A Change of Season. Lo ritengo altresì il loro lavoro a "più basso volume" (in contrapposizione a Six Degrees che invece è quello che viaggia a più alto volume). Dunque per me il disco è in gran parte composto di ballad melodiche con, certamente, inframezzi prog di ottima fattura. Lo trovo più piacevole dei Duran Duran, anche se di più difficile ascolto, nonostante sia quello più semplice nel patrimonio DT (con sempre Six Degrees col più alto coefficiente di difficoltà). Peruvian Skies comunque non mi dispiace, parlando di ballad in altri dischi.[/i]


Voglio premettere che credo di avere passato un certo periodo ascoltando praticamente SOLO i Dream Theater, che erano come degli Dei un po' per tutti quelli che suonavano hehe
Se ci aggiungiamo che il progressive è un genere che mi ha sempre affascinato il quadro è completo.
Questo lo specifico perchè non vorrei sembrare un detrattore di gente che suona come se praticamente avesse i superpoteri.
A me quello che più impressionò fu il Live at Marquee, ma per un semplice motivo: riuscivano a fare live in maniera quasi impeccabile ciò che facevano in studio, e se si considera la precisione e la difficoltà dei pezzi credo sia logico rimanerne colpiti.
Da qui in poi, gusti:
Riconosco che Metropolis2 non era male (canto del cigno?).
Di images and words la mia preferita è under a glass moon. Per il resto il loro album che più mi è piaciuto è come ho detto Awake. A change of Season bello più che altro perchè li mostra alle prese con le cover , non vorrei essere acidello ma temo che quella manciata di cover non sia di molto inferiore alla loro intera discografia, e ripeto lo dico da ammiratore dei DT.
Peruvian skies uhmm così così, mi ha mai convinto tanto.
Col paragone coi Duran non volevo essere blasfemo, chè musicalmente non c'è partita, volevo dire che secondo il mio gusto una "save a prayer" è una canzonetta perfettamente riuscita e più convincente dei tentativi canzonetta dei DT (tipo quella che ho citato, hollow years) magari semplicemente perchè a me sentire i DT che provano a fare una canzone pop me li fa sentire "forzati" (o "frenati").
Credo sia pacifico che a Simon le Bon nemmeno nel suo maggiore momento di grazia sarebbe mai riuscito di raggiungere il F# di Learning to Live... Per non dire del fatto che suonare come Petrucci non è cosa da tutti, non credo del chitarrista dei duran duran.



Il problema è annoso ma quello che volevo dire è questo: per un artista dotato tecnicamente è un gioco da ragazzi suonare musica semplice come il pop. Questo non vuol dire che automaticamente saranno delle hit ma è altrettanto vero che una canzone pop fatta da un gruppo metal è molto più strutturata e complessa di una canzone pop "classica" (vedi appunto Metropolis Pt.2). Ragion per cui, se devo paragonare Nothing Else Matters con una tipica canzone pop, gli preferirò sempre il lavoro dei Metallica.


Allora sono quasi d'accordo. Cioè sono concettualmente d'accordo. Poi però per esempio mi chiedo in quanti abilissimi musicisti e cantanti di generi più impervi possano "downgradare" per fare il Michael Jackson (per dire una icona pop, e comunque considerando il peso di Qunicy jones e il fatto che molti bei pezzi michael non li scriveva da solo...).

Il mio giudizio sui Beatles nasce da diverse considerazioni (qui un po' proseguo il discorso di sopra). Innanzitutto, troppo spesso vengono inseriti all'interno della storia del Rock, genere di cui non fanno parte. Il Beat è un'altra cosa. Dunque una parte del mio giudizio è inquadrato in quest'ottica: volete inquadrarli nel rock? Bene, valgono tanto quanto Mass Effect 3 inquadrato negli RPG, un sonoro 4. A me sembra abbastanza chiaro che il beat non è rock (banale strofa/ritornello/strofa, niente assoli, niente parti strumentali... il contrario di quanto "canonizzato" da Chuck Berry quando introdusse alla storia il Rock, appunto). Puoi leggere un po' ovunque di questo "equivoco", che però sarà strumentale (eheheh) a quanto dirò dopo. A questo proposito racconto un aneddoto: mi è capitato di imbattermi in un recente articolo di un vecchio redattore di Rolling Stone non ricordo bene per quale sito internet: si faceva la solita classifica dei 10 chitarristi più influenti della storia. Non devo dirti io che ha avuto il coraggio di inserire i Beatles (?!?), vero? Quindi Jimi Hendrix, Pat Martino, sua maestà Chuck Berry e... i Beatles??? Questo per introdurre un altro elemento di valutazione: la storia. I Beatles, a differenza di altri meno considerati, non hanno introdotto alcun genere, non hanno introdotto alcuna innovazione (qualcuno tenta di arrampicarsi sugli specchi raccontando del lavoro ricercato in sala registrazione, peccato sia una storiella falsa, nel senso che quell'innovazione la dobbiamo a Brian Wilson almeno in ambito pop), non hanno fatto altro che utilizzare il quartetto blues/rock per fare pop oltremodo commerciale, andando nella direzione opposta ai loro contemporanei: la classifica piuttosto che l'arte. Il loro vero genio stava da un'altra parte: George Martin. Che però aveva troppo il pallino della classifica ma d'altra parte era quello il suo lavoro. E allora si mise ad inseguire un po' tutte le mode, dai Pink Floyd ai Beach Boys... tirando fuori una roba come Lucy in the Sky with Diamonds che sta ad Astronomy Domine come la merda sta alla cioccolata in ambito psichedelico, permettimi il paragone ardito e il linguaggio colorito, e in definitiva un Sgt. Pepper che voleva emulare Pet Sounds e dovrebbe essere il loro lavoro migliore). Un altro livello di giudizio, è quello sociale. Non voglio dilungarmi troppo, quindi fornirò la versione sintentica: i Beatles sono stato lo strumento della "mano invisibile" (un interessante concetto di Adam Smith) per contenere l'onda rock, colonna sonora dei movimenti rivoluzionari operaio e studentesco. Solo per questo, andrebbero condannati a morte: hanno fermato una rivoluzione sociale e culturale, proprio quello che un artista, intellettuale per definizione, proprio non dovrebbe fare e ragione per cui loro non erano né artisti né intellettuali. Come detto, la storia la scrivono i vincitori, e i vincitori sono sempre stati (finora) i ricchi bianchi borghesi. I Beatles erano l'unico modo per arginare i capelloni drogati rockettari: chi meglio di 4 bravi ragazzi impomatati e ben pettinati? Il rock andava fermato in qualche modo. Per fortuna, riuscirono solo a smorzare la rivoluzione sociale (oltre che musicale, ovviamente) che il rock portò con sé. In parole più semplici, erano una band o comunque uno "strumento" di destra.

tutto questo è molto interessante, ma diciamo che va un bel po' oltre il mio "eppure paul mccartney non è un musicista incompetente".
Comunque qui si vede la maggiore capacità di analisi che hai rispetto a me, in quanto io è già difficile che mi soffermi sui testi (essendo più attirato da struttura musicale e fascinazioni e infiocchettamenti del brano) figuriamoci su aspetti socio-politici.
Detto questo è interessante leggerne e cominciare a tenerne conto anche se prima non gli avevo dato tutto questo peso.
Su Brian Wilson e si suoi Beach Boys sfondi una porta aperta con me.

È esattamente quello il senso, l'esempio della tavolozza colori è perfettamente calzante. Ci sono cose non misurabili ma, come detto, probabilmente nemmeno si può volerle. Non è sempre un atto consapevole, creare e/o fare arte. Anzi, direi proprio il contrario, non lo è MAI. Spesso è un processo casuale. La musica leggera, pop, commerciale invece, non sono casuali (Take That, Spice Girls per non parlare dei reality musicali... le cose si arrangiano a tavolino, addirittura oggi te lo dicono pure e va tutto bene, tanto siamo assopiti). Puoi farmi ascoltare 1.000 dischi che non ho mai sentito, scommetto che in almeno 998 casi ti posso dire quale canzone è stata scelta come singolo.


Beh si ci credo. Ci sono dei crismi che vengono valutati a tavolino per riprodurre stilemi che già si sanno essere vincenti in ambito pop. Ne convenivo nei posts precedenti.


Un aneddoto dovrebbe rendere la spiegazione più semplice (così diamo un altro colpo d'anca pure a Elvis, altro sopravvalutato): la leggenda narra che il manager di Elvis, ancor prima di conoscerlo, dichiarò che avrebbe guadagnato un milione di dollari se avesse trovato un cantante bianco che cantava come un nero. Sappiamo come andò a finire, lo trovò e i milioni furono ben più di uno... questo per dire che non è difficile sapere cosa vuole il pubblico, quando sai chi è il tuo pubblico di riferimento: anche in quel caso, erano i ricchi bianchi a discapito dei morti di fame neri, nel Sud degli USA, quando le etichette discografiche erano nelle mani dei bianchi. Tu capisci che Elvis non ha mai scritto una canzone in vita sua, ma "prendeva a prestito" le canzoni dei neri per l'unico pubblico possibile che poteva permettersi di comprare dischi: i bianchi borghesi. Però a cantare non poteva essere un nero... Grande Elvis, grande successo. Perché la storia è sempre scritta dai bianchi, e certe cose non si possono scrivere. Ancora oggi devono trasmettere True Blood come campagna contro le lotte razziali. Elvis ha sfruttato il fenomeno dell'odio razziale, non può essere considerato grande, al di là dei meriti artistico-musicali.


Molto interessante questa parte su Elvis. E anche ciò che segue.


salutiii!

PS fantastici i crossover con true blood o gli RPG. mi piace questa trasversalità...

Messaggio modificato da Merengue il 8 Apr 2015, 19:58


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messaggio9 Apr 2015, 18:28
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Mi intrometto, per segnalare n'altro gruppo (Emiliano... o Romagnolo, non capirò mai come non offendere biggrin2a.gif):

https://valerianswing.bandcamp.com/

Sembra abbiano già fatto cose di un certo livello anche all'esterno, sono al secondo album e li vedo molto carichi. (per chi se lo stesse chiedendo, SI, mi piace molto lo strumentale)
 
Ravenloft
messaggio10 Apr 2015, 16:11
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Se proprio dobbiamo restare nell'italico stivale... facciamo un po' di pubblicità a qualche meritevole.


Coppia pugliese, han vinto diversi premi, meritano:
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Pino è sempre Pino... Forastiere. Un grande.
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Siamo nel metallo... l'ho visto dal vivo a Pescara insieme a gente del calibro di Frank Gambale, Damien Schmitt, Alain Caron, Greg Howe... è il chitarrista di James LaBrie (Dream Theater). Ok, ok, è napoletano.
Marco Sfogli
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Sempre metallo, se vi va.
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CITAZIONE (Merengue @ 7 Apr 2015, 20:29) *
Incredibilmente a dispetto della tecnica che possiede (credo oggi superata da Govan che è un suo fan) non credo Vai (al quale io ho sempre preferito Satriani) sia in grado di scrivere una gran bella canzone rock o pop o folk, secondo ovviamente il mio personalissimo gusto. E la cosa è difficilmente spiegabile o misurabile a differenza della tecnica come dicevi.


A proposito di tecnica e di Govan, hai ascoltato i The Aristocrats?


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messaggio17 Apr 2015, 22:43
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ciao,
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Brividi...youtube è un pozzo infinito di scoperte. Gli artisti di cui compro i cd devono ringraziare in ginocchio che esista.
E' anche vero che per ogni cd che compro, ce ne sono dieci che ascolto ma ... eheheh.

Ciao,
Alberto

[EDIT] Ravenloft, se ti piace Scenes from a memory e/o i DT in generale, sentilo e in particolare la seconda parte "più dura" (ma è incredibile come questo "pazzo" (in senso buono) sappia spaziare tutti i generi musicali), perché alla voce c'è LaBrie.

Ciao,
Alberto

Messaggio modificato da Alpobemp il 15 May 2015, 18:03


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Ravenloft
messaggio26 Jul 2015, 22:27
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Bauhaus (ITA) - Stairway to Escher


@Alpo
Ho ascoltato questa prima parte, non posso dire che mi esaltino, preferisco una musica più "solida" e alcune parti mi sembrano banali, all'inizio soprattutto ma proseguendo la situazione migliora. Molto interessanti le soluzioni adottate come far cantare le varie parti a voci diverse, come fosse un'opera.


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Max_R
messaggio3 Oct 2015, 08:11
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messaggio28 Oct 2015, 15:07
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CITAZIONE (Ravenloft @ 28 Oct 2015, 16:07) *
Ultimamente mi rilasso con questo nel traffico della città:



Gran bel gruppo in effetti, da riscoprire completamente.
A me piacciono molto i due album precedenti questo, e devo ancora risentire bene tutto quello che hanno pubblicato dopo.

Ciao,
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messaggio14 Apr 2016, 21:30
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Lo scorso anno è uscito The Epic, di Kamasi Washington. Un album che ridefinisce il moderno nel Jazz. Epocale.

 
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CITAZIONE (Alpobemp @ 14 Apr 2016, 18:47) *
Gran bel gruppo in effetti, da riscoprire completamente.
A me piacciono molto i due album precedenti questo, e devo ancora risentire bene tutto quello che hanno pubblicato dopo.

Ciao,
Alberto



In realtà, TUTTO il periodo sarebbe da riscoprire completamente. Il Canterbury rock, di cui i Camel sono la prosecuzione naturale e poetica/fiabesca, è una roba davvero deliziosa, per quanto mi riguarda. Apprezzo molto anche i "gemelli" Caravan oltre ai Soft Machine.





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Dopo 5 splendide stagioni, 11 anni di meravigliosi episodi, il Padrino dei Padrini può finalmente uscire di scena dalla vita malativosa per poter vivere serenamente la propria vita accanto ai propri figli ed amici.

Con questa serata è terminata la serie de "L'Onore e il Rispetto".


 
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CITAZIONE (Ravenloft @ 17 Apr 2016, 17:49) *
CITAZIONE (Alpobemp @ 14 Apr 2016, 18:47) *
Gran bel gruppo in effetti, da riscoprire completamente.
A me piacciono molto i due album precedenti questo, e devo ancora risentire bene tutto quello che hanno pubblicato dopo.

Ciao,
Alberto



In realtà, TUTTO il periodo sarebbe da riscoprire completamente. Il Canterbury rock, di cui i Camel sono la prosecuzione naturale e poetica/fiabesca, è una roba davvero deliziosa, per quanto mi riguarda. Apprezzo molto anche i "gemelli" Caravan oltre ai Soft Machine.



Riprendo dopo più di un anno lo scambio di impressioni, e non ricordo se originariamente parlassimo o no dei Camel.
Ad ogni modo, non sapevo che avevano continuato anche fino a tempi recenti, tanto che hanno pubblicato un album veramente discreto nel 2002 ("A nod and a wink") in cui compare la bellissima "For today" dedicata ai caduti dell'11 settembre, che è sicuramente appassionata e ispirata, per non dire da brividi. Certo un po' pinkfloydiana, soprattutto nell'assolo di chitarra che fa il verso a david gilmour, ma pur sempre d'effetto. La più bella canzone dedicata all'11/9 che io conosca. Da ascoltare senza riserve.
(non la linko perché vedo che viene cancellata di frequente su youtube e anche su spotify l'album suddetto non compare, deduco quindi che non gradiscano...)

Ciao,
Alberto


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