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> Robot Cache, nuovo mostro di Fargo, pronto a distruggere il mondo del gaming
MIK0
messaggio17 Jan 2018, 10:26
Messaggio #1





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https://www.robotcache.com/

In sostanza l'idea è di avere una piattaforma decentralizzata di vendita videogiochi in cui i publisher prendano una fetta maggiore rispetto al tipico 70% concesso dagli altri store (si parla del 95%). A questo si affiancherebbe la possibilità per gli utenti di rivendere i propri titoli e parte del ricavato andrebbe di nuovo agli sviluppatori (si parla di 25% all'utente, 70% al publisher ed il restante alla piattaforma, quindi quasi peggio di Gamestop). Infine questo soldi vengono dati indietro in forma di IRON, una criptovaluta che potrà essere trasformata in moneta reale oppure usata per acquistare altro. E potrà essere minata.

A me personalmente non attira. Capisco l'idea di voler togliere il monopolio agli altri store e alle loro forti entrate. Ma vedo anche difficile che questo porti ad abbassamenti di prezzi: se il publisher prende il 95% mi aspetto di pagare meno anche io, ma dubito sarà così. Allo stesso modo sono fortemente contrario ad un mercato dell'usato controllato in cui io percepisco una piccola parte e soprattutto, gravissimo, il publisher/sviluppatore prende altri soldi per un prodotto che è stato già pagato pienamente. Se tale prodotto rientra in circolo quando ha ancora mercato probabilmente l'utente non vi è così affezionato e soprattutto la spesa non sarà valsa. Sarebbe il primo mercato in cui l'usato va ancora ad alimentare chi ha creato il prodotto come se fosse ancora di loro proprietà.

E questa cosa ovviamente sarà un'altra spallata ai tentativi di spingere la filosofia drm-free.

Mi sta bene l'idea di una piattaforma decentralizzata, ma deve essere di nessuno, in cui il prodotto venga messo in vendita ma poi non ci sia controllo. E che piuttosto di tutte queste magagne per far soldi senza far niente includa l'obbligo di un repository in cui i prodotti venduti vengano preservati completi di sorgenti ed asset in modo che non si possano più perdere ed eventualmente vengano diffusi al momento opportuno. Questa sarebbe la vera rivoluzione.

edit: mi ha troncato il sottotitolo, c'è modo di modificarlo?

Messaggio modificato da Sambu il 17 Jan 2018, 12:16
 
Sambu
messaggio17 Jan 2018, 12:12
Messaggio #2



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Avevo letto qualcosa ieri, ancora non mi son fatto una idea precisa. Devo capire meglio il discorso del rivendere il gioco, se è più un sistema di rimborso al 25 % per l'utente o cmq quel 25% viene stabilito dal mercato delle chiavi usate.
Poi ancora meno ho capito il discorso del mining degli Iron, ma per quello anche perchè non so niente di queste cose


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Alpobemp
messaggio17 Jan 2018, 16:07
Messaggio #3



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CITAZIONE (MIK0 @ 17 Jan 2018, 10:26) *


https://www.robotcache.com/

In sostanza l'idea è di avere una piattaforma decentralizzata di vendita videogiochi in cui i publisher prendano una fetta maggiore rispetto al tipico 70% concesso dagli altri store (si parla del 95%). A questo si affiancherebbe la possibilità per gli utenti di rivendere i propri titoli e parte del ricavato andrebbe di nuovo agli sviluppatori (si parla di 25% all'utente, 70% al publisher ed il restante alla piattaforma, quindi quasi peggio di Gamestop). Infine questo soldi vengono dati indietro in forma di IRON, una criptovaluta che potrà essere trasformata in moneta reale oppure usata per acquistare altro. E potrà essere minata.

A me personalmente non attira. Capisco l'idea di voler togliere il monopolio agli altri store e alle loro forti entrate. Ma vedo anche difficile che questo porti ad abbassamenti di prezzi: se il publisher prende il 95% mi aspetto di pagare meno anche io, ma dubito sarà così. Allo stesso modo sono fortemente contrario ad un mercato dell'usato controllato in cui io percepisco una piccola parte e soprattutto, gravissimo, il publisher/sviluppatore prende altri soldi per un prodotto che è stato già pagato pienamente. Se tale prodotto rientra in circolo quando ha ancora mercato probabilmente l'utente non vi è così affezionato e soprattutto la spesa non sarà valsa. Sarebbe il primo mercato in cui l'usato va ancora ad alimentare chi ha creato il prodotto come se fosse ancora di loro proprietà.


Le cose non stanno esattamente così.
Nel caso del software, non stiamo riconoscendo alla Fiat una quota della nostra compravendita tra privati di una 500.
Stiamo rivendendo un diritto d'uso che era destinato solo a noi e non a terzi.
La questione non è di lana caprina, c'è voluta una sentenza della corte di giustizia europea su alcuni specifici segmenti di software e ancora non si è trovata completamente una quadra.

Ciao,
Alberto


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Gwenelan
messaggio17 Jan 2018, 17:59
Messaggio #4



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Neanche io ci ho capito tutto di questa storia, ma condivido le perplessità di MIK0. Il software dovrebbe essere *di proprietà* dell'acquirente, ci dovremmo muovere verso questa direzione, quindi non mi convince per nulla il fatto che il publisher abbia una % della vendita del mio gioco, *again*. Ugualmente non mi piace il fatto che ti ridanno IRON e non soldi normali: se l'IRON si svaluta? Se li voglio spendere altrove?
L'idea generale non è male, specialmente quella di poter rivendere i giochi usati, ma dovrebbe essere come per la copia fisica.


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- Duca


Tutti hanno opinioni: io le ho, tu le hai. E fin da quando abbiamo aperto gli occhi ci hanno detto che abbiamo diritto di avere nostre opinioni. Be’, è una stronzata, naturalmente. Non abbiamo diritto di avere opinioni, abbiamo diritto di avere opinioni informate. Senza studio, senza basi, senza comprensione, un’opinione non vale niente.
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Myloch
messaggio17 Jan 2018, 18:06
Messaggio #5





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Lo vedo come un tentativo (maldestro o meno lo dirà il tempo) di contrastare Steam che in pratica detiene il monopolio del gaming pc.


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MIK0
messaggio17 Jan 2018, 18:44
Messaggio #6





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CITAZIONE (Alpobemp @ 17 Jan 2018, 16:07) *
Le cose non stanno esattamente così.
Nel caso del software, non stiamo riconoscendo alla Fiat una quota della nostra compravendita tra privati di una 500.
Stiamo rivendendo un diritto d'uso che era destinato solo a noi e non a terzi.
La questione non è di lana caprina, c'è voluta una sentenza della corte di giustizia europea su alcuni specifici segmenti di software e ancora non si è trovata completamente una quadra.

Hai ragione, formalmente è così. E sono anche abbastanza sicuro che se si potesse tornare indietro ci sarebbero le licenze anche per l'uso dell'automobile. Io preferirei si arrivi a considerare il software come un prodotto, esattamente come la maggior parte degli altri beni di consumo.

CITAZIONE (Gwenelan @ 17 Jan 2018, 17:59) *
Neanche io ci ho capito tutto di questa storia, ma condivido le perplessità di MIK0. Il software dovrebbe essere *di proprietà* dell'acquirente, ci dovremmo muovere verso questa direzione, quindi non mi convince per nulla il fatto che il publisher abbia una % della vendita del mio gioco, *again*. Ugualmente non mi piace il fatto che ti ridanno IRON e non soldi normali: se l'IRON si svaluta? Se li voglio spendere altrove?
L'idea generale non è male, specialmente quella di poter rivendere i giochi usati, ma dovrebbe essere come per la copia fisica.

Gli IRON a detta loro dovrebbero essere convertibili in tempo zero in soldi reali. Penso che si voglia mantenerli in criptovaluta per altre questioni. Però certo, un minimo di dubbio rimane.

Comunque anche la copia fisica non sarebbe rivendibile anche se fisicamente è possibile farlo, il discorso della licenza d'uso rimane ugualmente. Tant'è che si è forzata la cosa con i codici di attivazion e simili.
Io continuo a trovare impensabile che non si possa rivendere o cedere l'uso di qualcosa che si è acquistato, anche fosse solo la licenza.

CITAZIONE (Myloch @ 17 Jan 2018, 18:06) *
Lo vedo come un tentativo (maldestro o meno lo dirà il tempo) di contrastare Steam che in pratica detiene il monopolio del gaming pc.

Per passare da un male ad un altro male, tanto vale non cambiare. Un conto ci fosse una piattaforma che effettivamente migliora le cose e le condizioni di chi ci acquista, ma non mi pare il caso. E di certo non mi va di dare ulteriore potere di controllo sul prodotto.

Messaggio modificato da MIK0 il 17 Jan 2018, 18:44
 
Alpobemp
messaggio17 Jan 2018, 19:07
Messaggio #7



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CITAZIONE (MIK0 @ 17 Jan 2018, 18:44) *
CITAZIONE (Alpobemp @ 17 Jan 2018, 16:07) *
Le cose non stanno esattamente così.
Nel caso del software, non stiamo riconoscendo alla Fiat una quota della nostra compravendita tra privati di una 500.
Stiamo rivendendo un diritto d'uso che era destinato solo a noi e non a terzi.
La questione non è di lana caprina, c'è voluta una sentenza della corte di giustizia europea su alcuni specifici segmenti di software e ancora non si è trovata completamente una quadra.

Hai ragione, formalmente è così. E sono anche abbastanza sicuro che se si potesse tornare indietro ci sarebbero le licenze anche per l'uso dell'automobile. Io preferirei si arrivi a considerare il software come un prodotto, esattamente come la maggior parte degli altri beni di consumo.


CITAZIONE (Gwenelan @ 17 Jan 2018, 17:59) *
Neanche io ci ho capito tutto di questa storia, ma condivido le perplessità di MIK0. Il software dovrebbe essere *di proprietà* dell'acquirente, ci dovremmo muovere verso questa direzione, quindi non mi convince per nulla il fatto che il publisher abbia una % della vendita del mio gioco, *again*. Ugualmente non mi piace il fatto che ti ridanno IRON e non soldi normali: se l'IRON si svaluta? Se li voglio spendere altrove?
L'idea generale non è male, specialmente quella di poter rivendere i giochi usati, ma dovrebbe essere come per la copia fisica.


Bene.
Questo è il punto di vista di chi compra. (anche io sono tra questi eh)

Poniamoci adesso dall'altra parte, ossia dello sviluppatore. Non sto parlando di Oracle , non sto parlando di IBM o Microsoft che rientrano almeno del 10.000% del costo di sviluppo del software (che chiaramente è inferiore oggigiorno ai costi da film di un videogioco per ps4) con le vendite e con (soprattutto) i canoni di manutenzione annuali.
Sto parlando dei produttori indipendenti di videogiochi.
I diritti di vendita e distribuzione in Italia ormai da anni, limitandoci a ciò che interessa di più a una grande fetta dei presenti, cioè le avventure grafiche, sono dell'ordine delle poche (ma veramente poche) migliaia di euro - me l'ha detto anni fa un uccellino -, figuratevi quante copie si spera di vendere per poterci rientrare.
E voi che già sopravvivete, commercialmente parlando, vedreste di buon occhio trovare la chiave steam in vendita su ebay a € 1,49 o il vostro gioco usato in vendita nei gamestop senza che a voi ne arrivi un centesimo? Come se fosse una cosa "loro", e non il "vostro" giocattolo col quale avete concesso (certo, a pagamento) di giocare solo a uno?

Se non vi dovessi avere convinto, avrei pronto un altro esempio estremo...

Ciao,
Alberto


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MIK0
messaggio17 Jan 2018, 19:29
Messaggio #8





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Il senso è chiaro. Però è un discorso che potrebbe essere fatto con qualunque prodotto. La realtà che li differenzia è solo che di uno abbiamo il possesso e l'altro la licenza, ma il ragionamento di chi produce potrebbe essere lo stesso. Possiamo anche metterci il discorso dell'usura che nel digitale non c'è, eppure tale ragionamento si fa anche con le copie fisiche sia di videogiochi che di film che hanno licenza diversa.
A nessun produttore piacerebbe non vedere girare soldi da rivendita di propri prodotti già interamente pagati, gli unici che posso forzare la cosa sono quelli che creano prodotti in licenza. Gli altri se la cavano con l'obsolescenza controllata.

Andrebbe anche tenuto conto di quanto uno utilizza tale prodotto e quanto ci mette a volersene separare. Se tale prodotto rientra nel mercato troppo presto, forse non è tutta colpa del cliente. Si vede che tale prodotto non è tale da voler essere conservato o che quello che poteva dare si è esaurito in un tempo troppo breve. Come possiamo dare un peso a questa cosa?
Come valutiamo il prodotto che non usiamo più e che di fatto ora ha valore nullo se non intendiamo riutilizzarlo?

E aggiungo che questi problemi non penso li sbandierino gli sviluppatori indipendenti, non perché non sia di peso per loro, ma perché la loro voce purtroppo conta poco. Chi si oppone di più sono i colossi e lo sappiamo bene.
 
Gwenelan
messaggio18 Jan 2018, 01:23
Messaggio #9



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CITAZIONE (MIK0 @ 17 Jan 2018, 19:29) *
Il senso è chiaro. Però è un discorso che potrebbe essere fatto con qualunque prodotto. La realtà che li differenzia è solo che di uno abbiamo il possesso e l'altro la licenza, ma il ragionamento di chi produce potrebbe essere lo stesso. Possiamo anche metterci il discorso dell'usura che nel digitale non c'è, eppure tale ragionamento si fa anche con le copie fisiche sia di videogiochi che di film che hanno licenza diversa.
A nessun produttore piacerebbe non vedere girare soldi da rivendita di propri prodotti già interamente pagati, gli unici che posso forzare la cosa sono quelli che creano prodotti in licenza. Gli altri se la cavano con l'obsolescenza controllata.

Andrebbe anche tenuto conto di quanto uno utilizza tale prodotto e quanto ci mette a volersene separare. Se tale prodotto rientra nel mercato troppo presto, forse non è tutta colpa del cliente. Si vede che tale prodotto non è tale da voler essere conservato o che quello che poteva dare si è esaurito in un tempo troppo breve. Come possiamo dare un peso a questa cosa?
Come valutiamo il prodotto che non usiamo più e che di fatto ora ha valore nullo se non intendiamo riutilizzarlo?

E aggiungo che questi problemi non penso li sbandierino gli sviluppatori indipendenti, non perché non sia di peso per loro, ma perché la loro voce purtroppo conta poco. Chi si oppone di più sono i colossi e lo sappiamo bene.

Quoto tutto.

Al massimo, proprio al massimo, sarebbe comunque più corretto che le percentuali fossero invertite e il publisher vedesse la percentuale minore del ricavato del reselling. Ma è tutto un discorso possibile solo perché le SH hanno il potere di imporlo, altrimenti si potrebbe dire la stessa cosa di qualsiasi oggetto: sai quanti libri trovo al mercatino dell'usato, anche "nuovi", a 2-3 euro? Se sono lì subito e a quel prezzo un motivo c'è, non ha senso che la Mondadori (per dire) si intaschi pure il 70% di questa rivendita o mi costringa a rivenderlo a 18 euro.

Sambu mi ha passato questo articolo che mi ha fatto capire un po' meglio: https://techraptor.net/content/brian-fargo-...ith-robot-cache


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MIK0
messaggio18 Jan 2018, 07:53
Messaggio #10





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CITAZIONE (Gwenelan @ 18 Jan 2018, 01:23) *
Sambu mi ha passato questo articolo che mi ha fatto capire un po' meglio: https://techraptor.net/content/brian-fargo-...ith-robot-cache

Colpa mia, ho appreso della cosa da quell'articolo e poi ho guardato in giro dove ne parlavano ma ho preferito linkare il sito ufficiale. Effettivamente ci sono delle informazioni in più che non so da dove arrivino

La cosa che preoccupa della faccenda è che è molto probabile che avrà un supporto immediato e numeroso da parte dell'industria perché di fatto promette a loro una fetta su un mercato (quello dell'usato che giustamente non gli spetta) che prima non avevamo. Per il cliente non c'è questo grosso guadagno e per come la vedo stiamo forse guardando all'ennesimo peggioramento della situazione. Dubito che vedremo questo ritorno economico trasformarsi in prodotti migliori (e non sicuramente da InXile, da cui Fargo si allontanerà dopo l'uscita di Wasteland 3).
Se ci pensate oggi realtà come Gamestop vi danno due dita negli occhi per poi rivendere il gioco a qualche ero meno del prezzo da nuovo. La differenza è che ci guadagnano loro e non lo sviluppatore. Qui dove abbiamo addirittura un prodotto digitale si tratta di recedere dal possesso di quanto acquistato per una piccola percentuale di ritorno quando poi questo prodotto non si svaluta e dove non c'è quindi penuria del prodotto nuovo (che è uguale all'usato). Nel rivendere il prodotto bisognerà tenere conto della fetta che non riceveremo in cambio.
Se ho acquistato un gioco a 50 euro e lo sto rivendendo a qualcuno alle metà del prezzo, vorrà dire che allo sviluppatore torneranno 17-18 euro per girarsi i pollici mentre a me rimarranno 7-8 euro. E a quel punto mi chiedo effettivamente se mi convenga svendere la mia collezione per avere qualche spicciolo per acquistare qualche altro titolo sovraprezzato. La mancanza di decisione da parte dell'utente è il grosso problema, per come stanno le cose è tutto in mano al publisher.

Messaggio modificato da MIK0 il 18 Jan 2018, 07:58
 
Gwenelan
messaggio18 Jan 2018, 14:38
Messaggio #11



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CITAZIONE (MIK0 @ 18 Jan 2018, 07:53) *
promette a loro una fetta su un mercato (quello dell'usato che giustamente non gli spetta) che prima non avevamo.

E' questa la cosa che mi lascia strabiliata. Cioè, "stiamo rivoluzionando qua e là"... nel senso che vi state prendendo PIU' soldi??? Ma...?
CITAZIONE
Se ho acquistato un gioco a 50 euro e lo sto rivendendo a qualcuno alle metà del prezzo, vorrà dire che allo sviluppatore torneranno 17-18 euro per girarsi i pollici mentre a me rimarranno 7-8 euro. E a quel punto mi chiedo effettivamente se mi convenga svendere la mia collezione per avere qualche spicciolo per acquistare qualche altro titolo sovraprezzato. La mancanza di decisione da parte dell'utente è il grosso problema, per come stanno le cose è tutto in mano al publisher.

Così ho capito anche io, e lo trovo assolutamente pessimo. Cioè, tu guadagni DUE VOLTE sullo stesso prodotto?

Ma anche se questo ritorno economico si tramutasse in progetti "migliori", ma chissene? Non penso proprio che questi soldi in più siano una condizione necessaria alla sopravvivenza dell'industria o addirittura a un suo miglioramento.


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Sambu
messaggio18 Jan 2018, 16:38
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Stavo pensando che nell'era digitale cmq non è possibile pensare di gestire i prodotti come quelli reali. Stavo cercando di immaginarmi cosa succederebbe se ci fosse un mercato dell'usato digitale, dato che non c'è usura ci troveremo ad avere un mercato di chiavi esposto alle speculazioni secondo me.
Potrebbe succedere che alcuni titoli anche inutili vengano proprio usati a mo' di moneta virtuale. Secondo me non si può prescindere dal forzare questi prodotto fuori dalla regola della formazione del prezzo tradizionale, lasciando in mano a qualcuno questo onere e non al libero mercato; e questo può essere fatto solo se il prezzo è stabilito dal distributore.

Secondo voi i publisher non dovrebbero guadagnare dal mercato dell'usato, su questo sono interdetto. Capisco che se una cosa io l'ho comprata mi sento completamente proprietario e non voglio spartire niente se decido di rivenderla. Ma capisco che in un mercato senza distinziona tra vecchio e nuovo la cosa ammazzi in breve tempo il mercato del nuovo, quando compro un prodotto posso decidere se comprare un usato e un nuovo, e decido valutando i pro e i contro; ma se non ci sono né pro né contro allora succede che il mercato del nuovo termina subito soprattutto per quei prodotti videoludici che sono ancora prodotti e non servizi.

Cosa comporta se il publisher non ricava niente dall'usato? trasformerà ancora di più il prodotto in servizio con abbonamenti e mitrotransazioni, per far sì che i ricavi non dipendano dal numero delle copie vendute ma solo da quelle attive.
I grandi publisher già lo fanno per molti loro prodotti.



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Myloch
messaggio18 Jan 2018, 18:14
Messaggio #13





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CITAZIONE (Sambu @ 18 Jan 2018, 16:38) *
in un mercato senza distinzione tra vecchio e nuovo la cosa ammazzi in breve tempo il mercato del nuovo, quando compro un prodotto posso decidere se comprare un usato e un nuovo, e decido valutando i pro e i contro; ma se non ci sono né pro né contro allora succede che il mercato del nuovo termina subito

Cosa comporta se il publisher non ricava niente dall'usato? trasformerà ancora di più il prodotto in servizio con abbonamenti e mitrotransazioni, per far sì che i ricavi non dipendano dal numero delle copie vendute ma solo da quelle attive.

This.


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MIK0
messaggio18 Jan 2018, 18:25
Messaggio #14





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Nel mercato digitale il prodotto si svaluta in base a quanto tempo passa dall'uscita. Un titolo attuale si paga di più dello stesso titolo fra 6 mesi o 1 anno. È anche sensato che il ritorno economico decresca con il tempo.
 
Gwenelan
messaggio18 Jan 2018, 18:38
Messaggio #15



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Per l'usato: la questione imho nn è così lineare. Esce gioco X, la gente lo compra. Ancora non c'è usato, quindi o lo compri nuovo o non lo compri. Se uno lo rivende subito, come si diceva sopra, bisogna valutare se lo sta rivendendo perché faceva cagare (e cmq si può introdurre il rimborso, come STeam, entro un tot di tempo). Se io lo rivendo fra 3, 4 mesi o anche più... la finestra degli acquisti è finita.
Questo può essere un problema per le SH piccine, ma qui parliamo in realtà dei big. Skyrim 2 vende al Day 1 un fottiliardo di copie, quelle non spariscono con l'usato, e quelle sono il grosso del guadagno. Dopo tot mesi, quando uno ha giocato il gioco e lo rivende, eventualmente, ormai le vendite, anche senza usato, sono magre. Nessuno compra Skyrim a 50 euro al Day 1 per rivenderlo a 20 al Day2.

Si possono anche inserire forme di controllo, ma di certo non possono essere in mano al publisher, ossia alla parte interessata, nella faccenda, che ha già più potere di tutti.

Peraltro questo:

CITAZIONE
trasformerà ancora di più il prodotto in servizio con abbonamenti e mitrotransazioni, per far sì che i ricavi non dipendano dal numero delle copie vendute ma solo da quelle attive.

Sta appunto già succedendo a prescindere da tutto per ragioni che dovrebbero essere risolte a monte (es, se per rientrare nei costi DEVI vendere 3 miliardi di copie... stai sbagliando qualcosa).


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messaggio18 Jan 2018, 18:55
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CITAZIONE (Gwenelan @ 18 Jan 2018, 18:38) *
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Gwen, visto che sito e articoli sono un po' poco chiari al momento, penso andrebbe detto che la piattaforma non è ancora partita. Da quel che ho inteso ora c'è la fase di accaparramento partner e investimento iniziale in IRON. Dopo questo, nel Q2 2018, dovrebbe partire la cosa.

Per quanto riguarda l'IRON a parte minarlo o ottenerlo dall'usato, credo ci saranno promozioni e cose simili per farne guadagnare.
 
The Ancient One
messaggio18 Jan 2018, 19:19
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CITAZIONE (MIK0 @ 18 Jan 2018, 18:25) *
Nel mercato digitale il prodotto si svaluta in base a quanto tempo passa dall'uscita. Un titolo attuale si paga di più dello stesso titolo fra 6 mesi o 1 anno. È anche sensato che il ritorno economico decresca con il tempo.



CITAZIONE (Gwenelan @ 18 Jan 2018, 18:38) *
Per l'usato: la questione imho nn è così lineare. Esce gioco X, la gente lo compra. Ancora non c'è usato, quindi o lo compri nuovo o non lo compri. Se uno lo rivende subito, come si diceva sopra, bisogna valutare se lo sta rivendendo perché faceva cagare (e cmq si può introdurre il rimborso, come STeam, entro un tot di tempo). Se io lo rivendo fra 3, 4 mesi o anche più... la finestra degli acquisti è finita.


Secondo me il futuro (che poi è già un presente) è la totale scomparsa dell'usato.
Come già è avvenuto sulle piattaforme chiuse tipo iOS / itunes (e nessuno si è strappato i capelli, anzi).
Per cui il prezzo non dipende più dalla novità, ma (in minima parte) dalla richiesta che c'è di quello specifico titolo e dalle scelte di marketing della piattaforma.
Il che è anche logico, se consideriamo il vg un prodotto culturale.
Perché mai dovrei pagare un disco di meno solo perché non è più una novità?

Lo compro, ne usufruisco finché voglio, e poi lo metto lì, nella mia collezione digitale a disposizione sempre e ovunque.

Più in generale secondo me si va verso un sistema tipo iTunes/Musica della Apple.
Possibilità di avere giochi compresi in un abbonamento mensile (tipo sulla PS) e novità e grandi classici a disposizione per l'acquisto singolo.
50 Euro al mese e hai sempre da giocare qualcosa di nuovo, fino a 3 utenti a famiglia. Il resto a pagamento, senza possibilità di rivendere l'usato.
Io ho diversi abbonamenti e sono contentissimo (Repubblica, Netflix, Musica, Fallen London, qualche app utile e poco costosa). E generalmente "godo di più e spendo di meno".

Forse è brutto perché è un cambiamento radicale e il giocatore non ha più niente di concreto in mano. E certo chi ha meno risorse e vuole comprare originale è penalizzato. Però, onestamente, ormai tutto è così e io sinceramente mi ci trovo veramente bene.
Vale per la musica e vale per i giochi.
Sinceramente per me il mercato dell'usato (e del collezionismo) può sparire. Mi preoccupa molto di più la qualità dei giochi e i meccanismi di "pay-per-win".



Ora uccidetemi pure! :-)


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MIK0
messaggio18 Jan 2018, 19:35
Messaggio #18





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Ancient, sistemi in cui il controllo non è lasciato all'utente creano rischi troppo grandi.
Per assurdo dove oggi è tutto digitale abbiamo molta più probabilità di perdere qualcosa e addirittura di non preservarlo perché poi ci dobbiamo scontrare con mille problemi tra cui: drm che impediscono la fruizione futura del prodotto (e nessuno che eventualmente lo rimuova), perdita di sorgenti e asset originali perché ci si scorda di preservarli anche se ora dovrebbe essere più semplice, i capricci di chi detiene il controllo di tale prodotto e che lo può far sparire da un momento all'altro o la sua negligenza nel supportarlo.

Netflix ad esempio si paga per qualcosa su cui non si ha controllo e che non sapremo nemmeno se sarà sempre accessibile. Non abbiamo il controllo per una fruizione successiva e dobbiamo sempre appoggiarci ad altri. Un videogioco non è detto che rimanga sempre a catalogo e nemmeno che vengano supportato dopo anni (cosa che pretenderei se arrivassimo al punto che il publisher ci guadagni di continuo).

A me non preme il collezionismo. Il collezionismo è legato al prodotto fisico e da valore alla singola copia. Qualcune operazione (vendita digitale, ristampa, ect.) non ne intacca il valore perché quella sarà sempre la copia tal dei tali uscita l'anno x e quindi rara perché sì. Ma l'accesso incondizionato e illimitato al suo contenuto (in questo caso il software che si porta dietro), quello per me è importante e va garantito. La strada non è quella in cui il prodotto non si svaluta ma quella in cui arriva a non costare più e diventare bene universale accessibile a tutti perché prima o poi (e speriamo si arrivi a fare in modo che sia molto prima) il diritto d'autore si esaurisce. In fondo chi crea questi beni nella sua vita si sarà servito di qualcosa che qualcuno ha fornito in modo non esclusivo e ci sta anche che qualcuno abbia modo di accerdervi, di farne modifiche e di creare prodotti derivativi in tempi decenti e prima che se ne perda totalmente la conoscenza. Non dico 5 anni ma nemmeno 50.
 
The Ancient One
messaggio18 Jan 2018, 19:39
Messaggio #19



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CITAZIONE (MIK0 @ 18 Jan 2018, 19:35) *
Ancient, sistemi in cui il controllo non è lasciato all'utente creano rischi troppo grandi.
Per assurdo dove oggi è tutto digitale abbiamo molta più probabilità di perdere qualcosa e addirittura di non preservarlo perché poi ci dobbiamo scontrare con mille problemi tra cui: drm che impediscono la fruizione futura del prodotto (e nessuno che eventualmente lo rimuova), perdita di sorgenti e asset originali perché ci si scorda di preservarli anche se ora dovrebbe essere più semplice, i capricci di chi detiene il controllo di tale prodotto e che lo può far sparire da un momento all'altro o la sua negligenza nel supportarlo.

Verissimo!!!
Hai ragione.

Infatti era esattamente la parte che è mancata nel mio ragionamento.
Tu guarda ad esempio la storia di Versu: http://www.oldgamesitalia.net/notizie/retr...e-versu-parte-1
(non più giocabile per un misero aggiornamento di iOS che richiederebbe poco più che un cambio di carattere nel codice del gioco).

In un certo senso davo per scontato che il vero problema fosse l'oblio informatico.
Le altre cose (tipo la sparizione del mercato dell'usato) non mi preoccupano molto.


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Gwenelan
messaggio18 Jan 2018, 20:22
Messaggio #20



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CITAZIONE (MIK0 @ 18 Jan 2018, 18:55) *
CITAZIONE (Gwenelan @ 18 Jan 2018, 18:38) *
La news è in home blush.gif!

Gwen, visto che sito e articoli sono un po' poco chiari al momento, penso andrebbe detto che la piattaforma non è ancora partita. Da quel che ho inteso ora c'è la fase di accaparramento partner e investimento iniziale in IRON. Dopo questo, nel Q2 2018, dovrebbe partire la cosa.

Per quanto riguarda l'IRON a parte minarlo o ottenerlo dall'usato, credo ci saranno promozioni e cose simili per farne guadagnare.

Grazie, ho tolto la questione dell'uscita (avevo letto che era uscito il 17). Non ho modificato la questione IRON perché ci ho capito poco, quindi ho detto il minimo indispensabile che sapevo non essere cazzate XD. Tanto ne parliamo dei dettagli qua, più che sul sito.

Per quel che riguarda il discorso aperto da Ancient, che di per sè imho ha ragione (cioè, è lì che stiamo andando) a me questo Robot Cache non piace proprio perché è un altro passo verso questa direzione. Non è tanto il mercato dell'usato che mi interessa (benché trovo assurdo, come dicevo sopra, che io vendo un gioco e il ricavato torna al publisher), è che questa piattaforma è presentata come rivoluzionaria (implicitamente: per noi consumatori. Le scritte sul loro sito sono rivolte a noi, non alle SH) e vantaggiosa quando va contro quelli che sono i nostri effettivi interessi, ossia: drm-free, prodotti e non servizi, possibilità di preservazione e vero possesso dell'acquisto, ecc ecc ecc.
Tu dammi queste cose, e io non ho bisogno di mercato dell'usato.
E' paradossale che tu non mi dai queste cose E ti vuoi accaparrare anche dei ricavi dell'usato.

Poi quoto:
CITAZIONE
La strada non è quella in cui il prodotto non si svaluta ma quella in cui arriva a non costare più e diventare bene universale accessibile a tutti perché prima o poi (e speriamo si arrivi a fare in modo che sia molto prima) il diritto d'autore si esaurisce. In fondo chi crea questi beni nella sua vita si sarà servito di qualcosa che qualcuno ha fornito in modo non esclusivo e ci sta anche che qualcuno abbia modo di accerdervi, di farne modifiche e di creare prodotti derivativi in tempi decenti e prima che se ne perda totalmente la conoscenza. Non dico 5 anni ma nemmeno 50.


Parentesi/Rant un po' OT su Netflix:
CITAZIONE
Netflix ad esempio si paga per qualcosa su cui non si ha controllo e che non sapremo nemmeno se sarà sempre accessibile.

QUOTO.
Netflix conviene per tante ragioni, come conviene Amazon, per dire, e io ero una che lo consigliava; ma io sempre più spesso sto volontariamente scegliendo di NON usarlo e di scaricarmi quel che cerco, perché le loro politiche sono sempre meno favorevoli in linea generale. La roba oggi c'è, domani chissà, sparisce ad ogni minuto per accordi commerciali di cui, in tutta franchezza, non me ne frega un beneamato cazzo (e di cui, in quanto cliente, non me ne deve fregare). Non deve esistere che io pago Netfli e ho le prime 2 stagioni di una serie perché le nuove le ha prese Merdaset. Non deve esistere che una serie c'è in USA e non c'è in Italia. E non mi interessa degli accordi, e delle questioni finanziare ed economiche ecc ecc, le so, ma non me ne frega, non può funzionare così, è sbagliato e dannoso oltre ogni misura.
Netflix, con tutte le sue comodità e convenienze, abitua a uno stato di cose dannosissimo per la cultura di un paese (e del mondo intero), e la stessa cosa la fanno tutti i sistemi analoghi - benché capisco benissimo che uno li usi, non è che ci sia molta scelta.


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What can change the nature of a man?
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La vita è dura e grama - e poi si muore.

Chi è intelligente per definizione non può avere qualcosa di negativo da dire contro lo studio e contro il buon senso.
- Duca


Tutti hanno opinioni: io le ho, tu le hai. E fin da quando abbiamo aperto gli occhi ci hanno detto che abbiamo diritto di avere nostre opinioni. Be’, è una stronzata, naturalmente. Non abbiamo diritto di avere opinioni, abbiamo diritto di avere opinioni informate. Senza studio, senza basi, senza comprensione, un’opinione non vale niente.
È solo un farfugliamento. È come una scoreggia nella galleria del vento, gente.

 

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