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> Nuovo regolamento AGCOM, l’obbligo di classificazione
--DanCar--
messaggio4 Aug 2019, 19:12
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CITAZIONE
Il regolamento AGCOM prevede l’obbligo di classificazione per tutti i videogiochi venduti in Italia, a prescindere dal canale di vendita (fisico o digitale),” ha chiarito un portavoce di AESVI via email. Per quanto la classificazione per età sia diffusa—e in Europa molti Paesi appoggiano più o meno ufficialmente quella di PEGI—non è solitamente obbligatoria per la distribuzione online.


CITAZIONE
Il costo standard per classificare (con il PEGI) un gioco su una piattaforma è 2.100 euro,” ci ha spiegato via email Jürgen Bänsch di PEGI. “Se una compagnia desidera pubblicare su altre piattaforme, deve pagare 1.050 euro in più. Ma forniamo anche percorsi di classificazione veloci e a prezzi ridotti per le compagnie che possono usarli.


Vedi link: https://tinyurl.com/y4xh59nv


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MIK0
messaggio4 Aug 2019, 20:28
Messaggio #2



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Si vuole rendere obbligatorio? Che lo si renda gratuito.
 
asterix777
messaggio5 Aug 2019, 11:53
Messaggio #3



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2.000 € per classificare un gioco? E un 'video acquisti di fumetti' settimanale di 10 min quanto dovrebbe costare? E se lo faccio ogni giorno e magari più volte?
Sarei anche d'accordo sull'autoclassificazione (l'articolo parla di una sorta di autocertificazione soggetta a controlli) purchè da un lato non sia così rigida - si dovrebbero perseguire solo i video dai contenuti palesemente inaccettabili - dall'altro sia gratuita. Si stila un regolamento e io mi impegno ad osservarlo, rilasciando in calce al video un'autodichiarazione di conformità.
Ma che diavolo, devo sborsare totmila euro per una certificazione che dovrei farmi anche da solo, col rischio che se sbaglio sono pure sanzionato?
Ma la sveglia al collo ce la siamo messi noi o ce la vedono loro? Vedo che si sono riuniti in un bel gruppetto a pensare 'sta menata, tipo Banda Bassotti.


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"Trattasi di oggetto COMPLETAMENTE inutile!" (Sam)
 
Gwenelan
messaggio5 Aug 2019, 12:18
Messaggio #4



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Scusate, 2000 euro per UN gioco??? ma sono pazzi, uno come dovrebbe fare?


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La vita è dura e grama - e poi si muore.

Chi è intelligente per definizione non può avere qualcosa di negativo da dire contro lo studio e contro il buon senso.
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Tutti hanno opinioni: io le ho, tu le hai. E fin da quando abbiamo aperto gli occhi ci hanno detto che abbiamo diritto di avere nostre opinioni. Be’, è una stronzata, naturalmente. Non abbiamo diritto di avere opinioni, abbiamo diritto di avere opinioni informate. Senza studio, senza basi, senza comprensione, un’opinione non vale niente.
È solo un farfugliamento. È come una scoreggia nella galleria del vento, gente.

 
Max_R
messaggio5 Aug 2019, 13:11
Messaggio #5



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Tutti attorno ad un tavolo per trovare il sistema per racimolare i soldini necessari per garantirsi la quattordicesima
Senza più di tanto sforzo naturalmente
 
--DanCar--
messaggio6 Aug 2019, 20:00
Messaggio #6





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CITAZIONE (Gwenelan @ 5 Aug 2019, 13:18) *
Scusate, 2000 euro per UN gioco??? ma sono pazzi, uno come dovrebbe fare?


Immagino che a un piccolo sviluppatore italiano convenga, a questo punto, sviluppare solo in inglese e distribuire il gioco su siti internazionali.


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Lief
messaggio7 Aug 2019, 07:47
Messaggio #7





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Per alcune piattaforme è ininfluente visto che iarc copre anche pegi ed è gratis.
Il problema è che iarc c'è solo su store Microsoft Nintendo e Google play.
Steam, Apple, Playstation, gog, itch, humble bundle per citarne solo alcuni non ce l'hanno e per regolamento la classificazione iarc non si può riciclare.
Non parliamo di video, musica e altri contenuti pubblicati sul web.
Non solo... Questo regolamento si applica solo in Italia quindi è più facile che agli italiani venga impedito di accedere ai contenuti non classificati rispetto all'integrazione di iarc ovunque (fosse a livello europeo la storia sarebbe già diversa... Poi c'è chi vuole uscire dall'europa...).
Detto onestamente penso sarà la classica legge inutile non applicata /non applicabile che potrebbe essere ripescata se si farà una legge del genere a livello europeo... Magari con un minimo di criterio in più (prevedendo appunto l'implementazione di iarc o equivalente gratuito o a prezzo equo... Massimo un centinaio di euro e che valga per tutte le piattaforme e solo per i contenuti che fanno fatturato).
 
--DanCar--
messaggio13 Aug 2019, 11:57
Messaggio #8





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CITAZIONE (Lief @ 7 Aug 2019, 08:47) *
Non solo... Questo regolamento si applica solo in Italia quindi è più facile che agli italiani venga impedito di accedere ai contenuti non classificati rispetto all'integrazione di iarc ovunque (fosse a livello europeo la storia sarebbe già diversa... Poi c'è chi vuole uscire dall'europa...).


Due bei risultati: ostacolare i piccoli sviluppatori italiani e impedire ai giocatori italiani di accedere a giochi non classificati (non si sa bene come, e da chi)

CITAZIONE
Detto onestamente penso sarà la classica legge inutile non applicata /non applicabile che potrebbe essere ripescata se si farà una legge del genere a livello europeo... Magari con un minimo di criterio in più (prevedendo appunto l'implementazione di iarc o equivalente gratuito o a prezzo equo... Massimo un centinaio di euro e che valga per tutte le piattaforme e solo per i contenuti che fanno fatturato).


lo spero.


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Lief
messaggio13 Aug 2019, 13:23
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Secondo questo articolo:
https://www.pokemonmillennium.net/nintendo/...ei-videogiochi/

L'obbligo tutto italiano potrà essere recepito con una semplice autovalutazione gratuita seguendo le linee guida della agcom (molto simili a quelle usate da iarc, abbastanza semplici), sarà sufficiente che lo sviluppatore copi/incolli l'immagine dell'età corrispondente.
Se così è mi pare sia una proposta molto più fattibile/applicabile di com'era stata presentata in origine, addirittura una buona proposta.
Non sono andato a leggermi nel dettaglio il documento e non ho trovato (nella breve ricerca che ho fatto) conferme su questa interpretazione, ma spero vivamente che sia così.
 
--DanCar--
messaggio13 Aug 2019, 19:58
Messaggio #10





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CITAZIONE (Lief @ 13 Aug 2019, 14:23) *
Secondo questo articolo:
https://www.pokemonmillennium.net/nintendo/...ei-videogiochi/
addirittura una buona proposta.


Ho qualche dubbio, riguardo l'articolo:

CITAZIONE
Infatti, nel caso della classificazione PEGI (che ricordiamo non è obbligatoria per i prodotti a distribuzione via web) è sempre necessario da parte delle aziende pagare una tassa per ottenerne la licenza


il termine "tassa" mi sembra improprio, il Pegi (come l'ERSB) è un'organizzazione privata che si fa pagare le sue valutazioni, è più una parcella, il pagamento di una prestazione.

CITAZIONE
tale provvedimento tutto nostrano adotta una categorizzazione dei videogiochi che permette di inquadrare i suddetti prodotti multimediali in 6 fasce d’età specifiche, a seconda di un punteggio ottenuto dopo un’analisi della tipologia di contenuti offerti al pubblico.


sarebbe interessante sapere come faranno queste analisi e chi le farà, riguardo il fatto che sono gratuite... preferisco fermarmi qui.


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Lief
messaggio13 Aug 2019, 21:49
Messaggio #11





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Il termine tassa è ovviamente improprio ma l'articolo non è tecnico quindi ci può stare che venga usato un termine improprio per far capire il concetto (tassa inteso come balzello da pagare per una qualche sorta di legge/regolamento piuttosto che per reale interesse). Diciamo che si poteva scrivere meglio, ma rende l'idea anche ad un pubblico molto giovane (pubblico a cui si rivolge pokemonmillennium. È come chiamare tassa il contributo SIAE. Tecnicamente non è tale, ma quando si parla senza entrare nel tecnico si dice spesso "tassa siae" perché di fatto si comporta più o meno nella stessa maniera ed è altrettanto se non più odiosa (poi vabbe, sulla siae è ancora peggio visto che il balzello si paga ad una società privata che tecnicamente parlando può anche non essere utilizzata, il che significa che si è obbligati a pagare qualcosa che va nelle tasche degli iscritti siae non di tutti i creatori).

Per quanto riguarda il secondo punto io l'ho intesa come un'autocertificazione (per questa ragione gratuita) in base a linee guida rilasciate dall'agcom. Praticamente ognuno "appiccica" il proprio bollino, per questo è gratuito. Ovviamente prendendosi la responsabilità di aver eventualmente classificato in maniera errata il proprio prodotto.

Detto questo se trovo altre informazioni più precise le metto.

PS. Ho trovato un articolo più preciso su la stampa:
https://www.lastampa.it/tecnologia/news/201...gcom-1.37330802

Prima di tutto è chiaro che i costi così come le sanzioni non sono ancora chiare.
Al momento, come pensavo, appare come una sorta di autocertificazione, il problema è che non è una cosa detta esplicitamente quindi siti come itch potrebbero effettivamente chiudere l'accesso agli italiani finché la situazione non viene chiarita.
Oltretutto ho provato a leggere i vari allegati e in effetti è un casino in cui non si capisce una mazza di nulla. Non ci sono indicazioni di alcun tipo su come e dove fare la certificazione. Non si capisce neanche se per i nuovi prodotti siano obbligatori i bollini agcom oppure no per chi è già classificato pegi (cioè se da ora in avanti ci vorrà la doppia classificazione).
Diciamo che su pokemonmillennium hanno interpretato la cosa in modo un po' troppo ottimista.

Piccola parentesi pare che non siamo gli unici a non averci capito nulla:
https://www.eventbrite.it/e/biglietti-regol...uso-68436965807

Messaggio modificato da Lief il 13 Aug 2019, 22:08
 

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