Intervista a Harlan Ellison - parte 3

[...]  (1^ parte) (2^ parte)

JMS: Una giusta  causa, a sé stante.

HE: Sì, è una giusta causa. Perciò facemmo Ellen di colore nel gioco.

JMS: Bene.

HE: L'unico problema è che, mi hanno detto che...va in giro nel gioco con indosso una specie di tailleur e viene da chiedersi: "E questa sarebbe una donna che sta da 105 anni nella pancia di un computer?".

JMS: Dovrebbe essersi consumato.

HE: Ma sì, dovrebbe essere a brandelli. E loro hanno risposto: "Beh, ma costa, occuperebbe un sacco di pixel." Tutto qua?

JMS: Già.

HE: Sono pixel, per fare dei vestiti a brandelli, così sarebbe vestita come si deve. Questo genere di cose mi indispettisce, ma credo che siano i parametri dell'equazione che si chiama...grafica del computer.

JMS: Allora, nell'interfaccia...se il personaggio che interpretiamo è paranoico, di chi ci si può fidare nel gioco?

HE: Beh...

JMS: Ci mente?

HE: No, le cose non stanno così. Questo accade nel racconto; nel gioco, sei al di fuori e guidi le cinque storie con i cinque personaggi. Solo uno di loro è paranoico. Uno è Nimdok, questo mostro. Un terzo è Ellen, un'isterica, e si scopre perché sia isterica e perché la sua isteria la immobilizza. Ted è il paranoico.

JMS: Dunque puoi essere ognuno di questi personaggi durante il gioco. Puoi giocare un diverso personaggio ogni volta.

HE: Già, già. Si può giocare ognuno dei cinque personaggi e vi scombineranno ben bene, e non credo che si dovrebbe usare la parola "vincere". Non si vince, ci sono dei luoghi dove si può andare e cose che si possono fare e senza essere troppo Zen, "Non sempre è la destinazione che conta, quanto il viaggio che uno compie.'

JMS: Il percorso.

HE: Il percorso. E' un vero gioco di percorso. Se ti piace giocare i giochi per computer, se sei appassionato di quel genere di cose, questo ti farà calare le calze. Voglio dire, è un bel gioco da giocare.

JMS: La maggior parte dei giochi sono orientati ad un obiettivo. Trovare un pezzo di carta. Trovare il tesoro. Andare in una certa stanza, è tutto orientato all'obiettivo, piuttosto che al processo.

HE: Beh, sì, ci sono degli obiettivi, ci sono oggetti da trovare, tutti gli orpelli e i fronzoli che vuoi.

JMS: Ma è proprio questo il nocciolo.

HE: No, il nocciolo è qualcosa di più grande e, spero, di più umano. Più inerente alla condizione umana. Tutto il resto della roba che trovi quando compri un gioco per computer, c'è: i colori, i rumori, gli oggetti da trovare e gli indizi, e questo genere di cose ci stanno. Ci trovi tutto quello che ti aspetti di trovare, e anche di più. Ci trovi anche i coltelli Ginsu.

JMS: Quindi alle associazioni dei genitori dovrebbe piacere, insegna la moralità e l'etica ai loro figli?

HE: Ah, le associazioni dei genitori. Esistono per allarmarsi. Se non si allarmano questa settimana per un videogioco, si allarmeranno la prossima per Dungeons & Dragons. O per dei fumetti. O per la televisione. O per la droga. Sono sempre preoccupati di tutt'altro tranne che del fatto di non sapere come crescere i loro figli, perché erano dei cattivi ragazzi loro e sono diventati dei cattivi adulti.

La loro mancanza di moralità, di valori etici, si mostra nei loro ragazzi e ne rimangono confusi. Vogliono darne di santa ragione ai loro ragazzi, perché si comportano esattamente come i loro genitori. Non credo che questo gioco piacerà alle associazioni dei genitori. Questo è un gioco inquietante. A loro piacciono i giochi pieni di fiorellini e...

JMS: Coniglietti.

HE: Coniglietti, e altri animaletti che saltellano in giro. Se riesci a far diventare il colore del coniglio da rosa a cachemire, hai vinto. Non è questo il caso. Questo gioco dice che la condizione umana è costituita in parti diseguali da coraggio, amicizia, valori, abnegazione, crudeltà, bestialità, degenerazione, menzogna.

Questo, credo, è ciò che nobilita questo gioco, comprendere, anche se in misura ridotta,che non siamo soli, che siamo tutti nella stessa barca. E quando giocate a questo gioco, esso ha la bocca, riferendoci al titolo 'I Have No Mouth, and I Must Scream.' ['Non Ho Bocca E Devo Urlare'. NdT] Questo gioco è la bocca per esprimere alcuni aspetti della condizione umana.

JMS: Tu hai un punto di vista unico, avendo lavorato, oltre che nella letteratura fantascientifica, anche come autore televisivo, hai fatto il critico, ed ora lavori nel campo dei computer.

Come vedi la coesistenza di televisione e videogiochi, multimedia interattivi, film? E' così indistinta, sfocata la linea che li separa? Come possono convivere? Uno rimpiazzerà l'altro? Pontifica per noi, Harlan.

HE: Bene, mi chiedi di affrontare un argomento molto vasto. Per molto tempo sono stato il guastafeste [orig. "Specter at the banquet", lett. spettro al banchetto, NdT] della televisione. Voglio dire, ho lavorato in televisione, nel cinema, e ora nel campo dei computer, o comunque si dica.

Guardo a questo con una certa preoccupazione, la carta stampata è il mezzo di comunicazione perfetto. Il libro è la videocassetta perfetta. Puoi avviarlo quando vuoi, puoi fermarlo nel punto che vuoi. Puoi farlo scorrere all'indietro comunque. Ha una tonalità assolutamente perfetta, e i suoni, i colori, e i personaggi hanno esattamente l'aspetto che vorresti che abbiano ed il suono che vorresti sentire. E' la videocassetta perfetta.

Ma ormai abbiamo prodotto diverse generazioni di individui poltronai. Preferiscono sparapanzarsi e guardare la televisione, o sparapanzarsi a giocare al computer, poi fanno fatica a sentirsi coinvolti in quello che è il vero mezzo interattivo per eccellenza, il libro. Non c'è niente di più interattivo di un libro. Tutte le altre cose che si autodefiniscono interattive, prevedono che uno se ne stia seduto come una lumaca sulla rosa, e prema pulsanti o azioni interruttori.

E questa la vedo come la morte dell'intelligenza.

Non vedo lo spettacolo di Ricky Lake [noto talk show statunitense, NdT] o la televisione o i videogiochi come la via d'uscita per darci un'elettronica illuminata. Eleggiamo gente come Clinton, Reagan, e Nixon e tutti gli altri, perché ci hanno insegnato che questo è quanto di meglio possiamo sperare. Chiunque abbia letto le opere di Thomas Jefferson sa bene che possiamo avere di molto meglio.

Credo che questi mezzi di comunicazione siano stati creati per mentirci e farci dormire. Credo che siamo controllati da complotti indefiniti. Non credo che ci siano dodici uomini dalla barba grigia seduti sulla cima di una montagna di vetro, che dicono "Va bene, manteniamoli stupidi." Credo che sia un bisogno della società quello di produrre droni. Grandi affari, multinazionali, hanno bisogno di consumatori. E questo è ciò che siamo stati educati ad essere, dal momento in cui siamo venuti al mondo, ad essere consumatori di prodotti. Che sia il ventisettesimo numero dell'Uomo Ragno, quando al mondo ne basta uno, o sia una nuova auto ogni anno, o siano degli assorbenti al lampone. Siamo cresciuti per comprare.

JMS: E per essere distratti.

HE: E per essere distratti. Ti distraggono e non devi accorgerti che ti fregano a destra e a manca. Abbiamo ormai molto poco controllo della nostra vita. E chi cerca di riacquistare il controllo della propria vita viene chiamato ribelle, criminale, rinnegato, ed è schiacciato in un modo o nell'altro. Non dovresti chiedermelo, questo è un cavallo di legno che mi è toccato cavalcare mio malgrado, per tutta la mia vita e che mi fa andare a letto arrabbiato e mi fa alzare ancora più arrabbiato il giorno dopo.

E continuo ad aspettare un giorno in cui... ricordo un giorno in cui - sto andando per la tangente - mi svegliai, e mi alzai in splendida forma, e la giornata era splendida, la finestra era aperta, e l'aria odorava di buono. Non è successo tanto tempo fa, sarà stato undici, dodici anni fa. Mi sono detto: "Questa sarà la giornata più bella della mia vita. Il giorno più bello ..." me lo sentivo.

JMS: Il tuo primo giorno perfetto.

HE: E lo fu. Fu un giorno assolutamente perfetto, caro mio. Un sacco di piccoli problemi che mi stavano ossessionando, se ne andarono insieme. Cinque o sei piccoli strascichi...non c'erano stronzate nella posta, nessuno mi ha rotto le palle. Ho mangiato bene quel giorno. Ero felice. Tutto il giorno sono stato felice. E ricordo solo cinque o sei giorni della mia vita in cui mi sia sentito così.

E pensai: "E' così che ci si sente in una bella giornata." Perché ogni settimana non ce ne sono cinque, e solo due giorni di merda, ma succede il contrario? Succede l'opposto, ci sono sei giorni in cui spali merda fino a quando riesci a sederti e farti un bicchiere di latte e una merendina. Non è così, non è giusto, non è così che dovrebbe essere la vita umana.

JMS: E' perché l'arte è difficile e la perfezione è difficile.

HE: L'arte è difficile. La perfezione è difficile.

JMS: Il giorno perfetto è la cosa più difficile di tutte.

HE: Già. E per me, do uno sguardo alle notizie, la mattina, sento il notiziario e penso: "Peggio non potrebbe andare." Invece ogni giorno va peggio. E sono uno di quelli che si preoccupano del resto della razza umana. Non penso di essere particolarmente altruista, o...non sono una persona importante.

Ralph Nader è una persona importante [politico statunitense, NdT], Carl Sagan [astronomo e autore di fantascienza statunitense, NdT] è una persona importante, Eleanor Roosevelt era una persona importante. Io non lo  sono, io sono un narratore, un mentitore professionista. E' così che mi guadagno da vivere. Costruisco delle storielle interessanti. Forse qualcuno sta meglio dopo averne letta una, magari qualcun altro sarà più sveglio dopo averne letta una, forse. Forse.

Ma come ho detto centinaia di volte, se dovessi ricominciare daccapo, anche dopo aver scritto tutti i libri che ho scritto, e vinto i premi che ho vinto, ed i consensi...voglio dire, il motivo per cui stanno qui a girarmi un'intervista è che ho avuto un qualche successo. Io mollerei tutto..se dovessi ricominciare, farei l'idraulico. Quando lo dico, la gente si mette a ridere. Pensano che stia esagerando. Non scherzo.

Credo che un idraulico, un bravo idraulico coscienzioso, che non frega la gente e fa le cose come si deve, fa più bene all'umanità in un giorno di cinquanta scrittori. In tutta la storia del mondo, ci saranno stati forse, che ne so, venti, trenta libri che hanno avuto un qualche influsso su chiunque, forse i Pensieri di Confucio, o la storia della guerra del Peloponneso, o "La capanna dello zio Tom". Se avessi scritto qualcosa che sia ricordato cinque minuti dopo che me ne sarò andato, considererei il mio lavoro svolto bene. Lavoro sodo a ciò che faccio, e prendo molto seriamente il mio lavoro. E' me che non prendo particolarmente sul serio. Ma prendo il lavoro molto sul serio. Ma non credo che scrivere sia di per sé un mestiere nobile.

Penso che fare l'idraulico, lo sia. Quando s'intasa il bagno non serve che mi venga Dostoevskij a casa. E dico alla gente che questo vorrei fare, l'idraulico. Vorrei diventare un elettricista. Non un ingegnere elettronico. Vorrei diventare un elettricista. Vorrei installare una luce da notte nella stanza dei bambini e alla fine della giornata, se ne avessi voglia, potrei scrivere qualcosa. Non so cosa abbia a che fare questo con il gioco, ma me l'hai chiesto, e io te l'ho detto.

JMS: Hai parlato di gente che ha perso il controllo della propria vita, e ancor di più ciò vale per i personaggi di questa storia. Vuoi presentarci brevemente tutti i personaggi? Hai già parlato di Ellen, e...

HE: Sì, c'è Ellen. Ellen è un ex-tecnico, che lavorava in un'azienda industriale, è una donna di colore che ha qualcosa di strano e preoccupante nel suo passato. Nel gioco si blocca spesso per crisi di isteria che non sa da cosa siano causate e la sua scoperta dell'origine di tale isteria è molto importante nel prosieguo del suo episodio.

Poi c'è Benny. Benny è stato modificato fisicamente da AM, tanto da essere metà umano, metà bestia. E' completamente un prodotto dell'emozione e della passione. E' una specie di autistico, ed è uno dei giocattoli preferiti di AM, il che non è una cosa positiva, visto che AM è pazzo. E' pazzo come solo un dio computer può esserlo.

Poi c'è Nimdok, di cui ti ho già detto. E' l'assistente del macellaio Mengele. Ed è colui che ha permesso che si verificassero o ha personalmente commesso alcune delle azioni più orribili  che un essere umano possa commettere. E c'è salvezza per lui all'interno dei confini del gioco, beh...è un'interessante domanda a cui il gioco darà una risposta.

Poi c'è Ted che è il narratore. E Ted è, non saprei, direi Robert Redford, trasformato in paranoide.

JMS: Non è sorpassato?

HE: Sorpassato? No. Robert Redford non è...Robert Redford è una delle brave persone al mondo, come in Sundance. Lui interpretava Sundance? Faceva Sundance. Butch. Lo sai chi è Butch? [Redford in "Butch Cassidy" interpreta il ruolo di Sundance Kid, il compagno di Butch Cassidy, interpretato da Paul Newman; memorabile la scena finale che rifiuto di spoilerare. Se non l'avete già fatto, guardatevi il film del 1969 e giudicate voi. Ve lo consiglio caldamente. Redford ha intitolato una sua fondazione per il sostegno agli attori emergenti a Sundance. NdT]

JMS: Sì. Il Sundance Institute.

HE: Chi diavolo era il quinto personaggio? Perché non riesco a ricordare chi era il quinto...

(Voce fuori campo: Gorrister)

HE: Oh, sì, Gorrister. Gorrister è...Gorrister. La storia comincia mentre Gorrister penzola a testa all'in giù, nudo come un verme, da una piattaforma rosa, come una tavolozza, sospesa per aria, appeso per un piede, con la gola tagliata che sanguina sul pavimento e gli altri accorrono dentro. E dicono: "Oh, mio dio, Gorrister. Oh, mio dio, Gorrister. AM ha ucciso Gorrister." E Gorrister guarda su e dice: "Che stronzo che sei, AM."

Capisci, sconvolge tutti quanti. Non so come presentare Gorrister, Gorrister è...non voglio dirti niente su di lui.

JMS: Va bene.

HE: Gorrister è un personaggio interessante. Anche se come è interessante AM...AM è in un certo senso il sesto episodio, perché è ovunque. Tutta la storia si svolge all'interno di AM, quindi quasi niente di quello che fai può essere una bugia, può essere una manipolazione, può essere una completa diversione, perché c'è questo computer svitato...svitato, ma è come Moriarty. Matto, pazzo, lucidamente pazzo, ma veramente astuto, come O.J. Simpson...no, non volevo dire questo.

Lo sai, adoro quando la gente dice che è innocente fino a prova contraria...no, no, non mi freghi. E' alla sbarra degli imputati. E' innocente fino a prova contraria di fronte alla sbarra degli imputati, ma nel mondo reale se uno guarda e dice, non so, starnazza come un'anatra, o cammina ondeggiando come un'anatra, o solca l'acqua come un'anatra, probabilmente si tratta di un'anatra. Voglio dire, solo un fesso direbbe che Fuhrman ha piazzato un guanto. [Mark Fuhrman è il detective che piombò sulla scena del delitto Simpson e trovò il guanto insanguinato su cui si costruì l'ipotesi di colpevolezza dell'imputato. Il quale in seguito, rispetto all'intervista, venne scagionato da alcuni nastri registrati in cui Furhman passò per spergiuro. NdT]

JMS: Giusto.

HE: Sto andando fuori tema.

JMS: Non molto. Inchiodare un'anatra di fronte ad una giuria.

HE: Vedo che hai capito qualcosa. Il gioco è in gran parte me. Quando compri il gioco, compri una parte di me.

JMS: Sei nella mente di Harlan Ellison.

HE: Sei nella mia mente. E vado fuori di tema alla grande, così verrai a sapere di certi personaggi parlando di qualcosa che non c'entra niente col gioco. Qualcuno osserverà che la ragione per cui si produce formaggio nel Wisconsin è che nel passato quando c'erano i coloni, si esaurivano i campi di grano. Infatti, non sapendo niente di rotazione delle colture, dopo un po' che i campi di grano erano morti, li piantavano a prato. Quando giunsero lì svizzeri e scandinavi e vi si stabilirono, la cosa gli piacque non poco, perché allevando le mucche, le facevano pascolare nei prati. Ed ecco perché abbiamo il formaggio nel Wisconsin. (Pausa) Forse sono andato fuori tema.

JMS: In qualche modo, il gioco non ricalca la società contemporanea, nel senso che siamo tutti coinvolti in realtà create, create dai media, dalle arti, dai governi, creati da ogni altra cosa?

HE: Non ho assolutamente idea di cosa significhi questa domanda.

JMS: Neanche io, ma sembrava forte.

HE: Che c'entra questa...

JMS: No, ne stavo proponendo una nuova...

HE: Oh, ne stai proponendo una nuova. Non siamo tutti...Okay, riprova. Vediamo se la capisco. Rifalla. Voglio lavorarci su...

JMS: Ogni giorno siamo...la strada attorno a noi è fatta dai computer. Non puoi fidarti più delle fotografie, perché i computer possono manipolarle. Non puoi fidarti delle immagini. Puoi fidarti del ruolo che ti viene affidato ogni giorno se non puoi fidarti di AM?

HE: In questo senso, sì, credo che il gioco rifletta la vita. Incespichiamo nei nostri giorni come chi è stato tramortito con una martellata in fronte. La nostra giornata è organizzata per noi da altri. I vestiti che indossiamo sono quelli che ci dicono di indossare le nostre compagnie e la televisione. Voglio dire, chi ha mai pensato di mettersi il cappello da baseball al contrario.

Lo sai, stavo guidando nella Valle l'altr'anno con mia moglie e faceva 50 gradi. La gente erano uova al tegamino sul marciapiede, e c'erano due ragazzi fermi alla fermata del bus coi loro cappelli girati all'indietro, che sudavano l'anima dal caldo. Sono passato e gli ho detto: "Giratevi il cappello, scemi!" Ma no, non l'hanno fatto. Sarebbero piuttosto morti sui loro passi piuttosto che non essere fichi. Essere alla moda per strada...essere in tiro, è più importante che ridursi il cervello in una piadina farcita.

JMS: AM gli ha detto che era giusto così.

HE: AM gli ha detto che era giusto così. Beh, sì, tutti i giorni viviamo uno scenario che non è costruito da noi. Non passiamo la giornata come la vogliamo passare. Voglio dire, qui c'è uno che fa il regista di questo video. Questa mattina gli hanno detto: "Allora, oggi devi andare a casa Ellison a girare questo video." E lui dice: "No, senti, preferirei andarmene in montagna al lago a pescare. Non voglio neanche mettere un verme. Voglio solo sedermi dove fa fresco e godermi la brezza del lago." Ma non può per via dello scenario che è stato creato per lui.

La manipolazione l'uno dell'altro diviene la fine migliore di tutte, fino a che non si arriva ad uno come Newt Gingrich [senatore repubblicano NdT] che è veramente Goldfinger. Voglio dire, Newt Gingrich vuole governare l'universo e lo sta facendo. (Pausa) Quindi, in questo senso, "I Have No Mouth, and I Must Scream" è un paradigma, P-A-R-A-D-I-G-M-A, puoi controllare. Un paradigma della nostra esistenza quotidiana.

JMS: Una storia dei nostri tempi. Ancora una volta in anticipo sui tempi.

HE: Sono in anticipo sui tempi.

JMS: Quando smetterai di essere in anticipo sui tempi? Tu dici che siamo ancora in un certo senso vivendo nel cuore di AM. Cos'è AM...?

HE: Beh, AM è il nome che il computer si è dato da solo, e nella storia originale il tempo si interrompe nella storia, capisci, quando leggi un racconto, qualcosa accade e poi si dice "E poi", virgola. Ma ci sarà sempre una riga vuota. Bene, quelle pause di spazi vuoti nella narrazione sono in realtà nastri per computer. Sono dei nastri di memoria digitale, ed uno di essi dice in latino: "Cogito ergo sum." e l'altro dice nell'equivalente inglese: "I think, therefore I am." I am.

La macchina può pensare, perciò pensa. Penso, dunque sono AM. Ma nell'originale AM sta anche per Allied Mastercomputer. Successe che la guerra divenne così complessa che vennero creati dei computer giganteschi per combattere. Così l'America creò il Mastercomputer Alleato, che seppellirono nelle Montagne Rocciose. Un gigantesco computer. La Cina fece il suo Mastercomputer e lo pose in Gov'-Altaj [peccato che sia una regione mongolica NdT]. La Russia fece il suo e lo pose negli Urali, proprio al centro.

E nonostante la guerra si facesse sempre più complessa, i computer erano programmati per autoripararsi. Per mantenersi da soli al livello degli altri in termini di intelligenza, astuzia, intelletto. E continuando a ricostruirsi e a crescere saturarono la terra, fino a che l'intero centro del globo non fu pieno di computer. E a quel punto si unirono ed ottennero la coscienza. Cogito ergo sum. Penso dunque sono (I AM). E AM è dio.

JMS: E poi, ovviamente, la bibbia...chiedono a Dio: "Chi sei?" E lui dice: "Io sono colui che è. (I am that I am.)"

HE: Giusto...nella Bibbia, esatto. Sorprendente che tu lo sapessi.

JMS: Eccoti accontentato.

HE: Nel senso che tu conoscessi quel genere di libri.

JMS: Ho la laurea, che ti posso dire.

HE: Giusto.

JMS: Ora, a parte ovviamente il tuo lavoro che tende a prevenire molto di quello che avviene nella società d'oggi, il tropo della fantascienza come prefigurazione tende ad essere sopravvalutato, forse. Cosa pensi della tendenza da parte di autori od opere di fantascienza ad essere una sorta di preveggenza di ciò che avviene nella realtà?

HE: Beh...

JMS: A parte il tuo lavoro, ovviamente.

HE: A parte il mio lavoro...

JMS: Che coglie nel segno.

HE: Splendido. Splendido. Ma non ho intenzione di difendere un intero genere. Da sempre...alcuni autori di fantascienza vanno in televisione, al "The Merv Griffin Show", o al "Ricki Lake", a dire "Beh, la fantascienza ha predetto un sacco di cose, come il sottomarino o...

JMS: I satelliti.

HE: I satelliti e tutto il resto. Ecco come è andata veramente. La fantascienza all'inizio era un genere dozzinale. Fu avviata da ingegneri e sperimentatori dell'elettricità ed il racconto di fantascienza era quasi qualcosa di secondario. Era considerata un piccolo diversivo. Ed era considerata una branca imbastardita di letteratura. Nessuna ragionevole persona, nessuno che prendesse seriamente la scrittura o la letteratura, avrebbe considerato la fantascienza un vero genere letterario. E così...chi legge riviste di fantascienza, e anche quando ero piccolo, vedevo la gente seduta in tram -sì, mi ricordo i tram -.

La gente seduta nei tram che aveva una copia del National Geographic e dentro magari una copia di Startling Stories, ma sapevi che erano costretti a leggerlo così. Così la fantascienza cominciò a mentire circa la propria capacità di predire, di essere pratica, di estrapolare. Dicono, prevediamo questo, prevediamo quello. Stupidaggini. Ci sono duemila scrittori, che predicono ogni genere di cose a raffica... è una scarica di mitraglia, alla fine in qualche cosa fanno centro.

Sì, Hugo Gernsback ha previsto il baseball in notturna. Sì, Giulio Verne ha previsto il sottomarino, ma Leonardo Da Vinci ha previsto il paracadute e il deltaplano. Immaginare le cose o farsi venire un'idea non ha niente a che fare con la fantascienza. Mai della storia della fantascienza qualcuno ha dimostrato di essere presciente o ha predetto il futuro. Prima del lancio dello Sputnik, nessuno scrittore di fantascienza aveva scritto una storia nella quale si dicesse che questi razzi sarebbero stati realizzato dal governo, dall'esercito. Fu sempre Robert Heinlein, "L'uomo che vendette la luna".

Era sempre qualcuno che...era nel cortile sul retro, che ne realizzava uno con lattine e vecchie scatole di Kleenex e volava sulla luna così. Pensavano sempre che la scoperta della spazio sarebbe stata fondata su un'impresa privata. Ma non era così. Nessuno ci credeva. Arthur Clarke, Arthur C. Clarke, l'uomo, intendo, è il padre delle telecomunicazioni con la luna. Arthur C. Clarke mai in alcuna parte delle sue opere, per quanto egli fosse versato in tutta la tecnologia, ha mai indicato che quando i primi uomini fossero sbarcati sulla luna li avremmo visti alla televisione in diretta. Nessuno ci ha mai pensato.

Quindi la fantascienza è un'ottima piastra di Petri per la sviluppo di questo tipo di idee e per argomenti frequentemente discussi o descritti nei racconti di fantascienza come le poltrone Waldo, che usiamo in "I Have No Mouth, and I Must Scream." Abbiamo un waldo lì dentro e lo chiamiamo waldo, perché Heinlein l'ha chiamato così. E' nel suo racconto "Waldo." E occasionalmente c'è quel sincronismo tra idea e realtà, ma nella forse...fantascienza è sostanzialmente un gioco di "cosa succederebbe se". E se giochi a "cosa succederebbe se" abbastanza a lungo, la probabilità di prenderci aumenta.

JMS: Semmai. Una scimmia che scrive...

HE: Esatto.

JMS: Una domanda della Cyberdreams, che le folle acclameranno...

HE: Sono in attesa trepidante.

JMS: Come tutti. Cosa ne pensi degli UFO?

HE: Mi stai prendendo in giro. E' una domanda sul serio?

JMS: Non mi inventerei una cosa del genere.

HE: Fai vedere. Fai vedere.

JMS: Guarda, è proprio qui...

HE: Agli idioti che hanno fatto questa domanda. Sentite gente, ve l'ho già detto, non state attenti. Fatevi spiegare una cosa. Il più vicino...non c'è altra vita in questa galassia, lo sappiamo, lo sappiamo già. O almeno in questo sistema solare. La stella più vicina è ...Proxima Centauri o Alpha Centauri?

JMS: Proxima.

HE: Proxima Centauri che è...a quanto, 186 migliaia di anni luce...?

JMS: 10 anni luce.

HE: A 10 anni luce. Questo vuol dire che dovreste viaggiare alla velocità della luce per 10 anni per arrivare qui da lì. Okay, ora non abbiamo questo tipo di tecnologia. Allora, procediamo per assurdo e poniamo che ci sia una forma di vita aliena che per qualche insondabile motivo voglia venire in questo piccolo bidet di pianeta, questo piccolo carboncino, nella parte finale di nessun posto. Invece di andare, capite, dove ci sono i pianeti veramente interessanti, come quella Las Vegas di pianeti dalle parti di Aldeberan.

E invece vengono qui. Va bene, loro hanno la tecnologia che li ha portati, il che li rende già avanti a noi in termini di intelligenza quanto noi lo siamo nei confronti di un paramecio. Okay, vengono qui e tutto quel che vogliono fare è dire due cose, una è "Gesù salva" e l'altra "Pulite tutto." Giusto. "Siete una specie che vuole inquinare, se non pulite tutto, vi distruggiamo."

Ma certo, vi faccio pulire tutto subito. Certo. Quindi, o gli alieni sono fessi, dei completi fessi, o chi crede negli UFO è fesso. Chiedimi adesso di chi è stato preso a bordo delle astronavi. Ed ha avuto ispezioni rettali. Che stupidi sono gli alieni, prendono uno, e va bene, ne prendono due, un uomo e una donna. Gli fanno l'esame rettale, del canale alimentare, il....

JMS: Studiano quel che vogliono studiare...

HE: Si studiano quel che vogliono studiare. Tutto quel che vogliono vedere è un mucchio di merda. Tutto qui. Hanno un livello scientifico che li porta ad arrivare qui da una stella lontana e tutto quel che vogliono fare è dare un'annaffiata alla gente ficcandogli qualcosa su per il culo. Non penso. E non smettono mai di credere che queste domande debbano essere fatte. L

a gente che crede in queste cose, Roswell, oh, per favore, Roswell. Lo sai, scrivo fantascienza, scrivo di dischi volanti, scrivo del mostro di Loch Ness, ma non ci credo a questa roba. Chiunque ci crede, è come se credesse che le soap opera sono reali. Questa gente ha bisogno di una mano.

JMS: Ma al contempo, credi che siamo soli nell'universo?

HE: Se credo che siamo soli...come faccio a saperlo? Senti, io sono ateo. La gente mi chiede, credi in Dio? No, non ci credo. Perché tutti gli dèi che mi hanno offerto sono completamente pazzi come AM in questo gioco. Ogni dio di cui ho sentito parlare, con l'eccezione...se dovessi scegliere una religione, sceglierei il buddismo. Il buddismo è una religione cortese. Dice che hai una possibilità...ha humor, ha saggezza, dice di essere gentili uno con l'altro.

Tutti gli altri hanno dei che vogliono corcarti di botte se disobbedisci alle regole. Non ci credo, non sono un imbecille, non sono idiota. Devo avere delle prove di qualcosa. Quando vedo i Fondamentalisti, non lo so, vorrei tirargli una torta sul muso. Ma in realtà comandano la maggior parte di questo paese, il che è triste. Lo so che ci stiamo mettendo seriamente nei guai con questo video. Taglieranno a destra e a manca...vedrai, il presidente della Cyberdreams vedrà il video e gli si drizzeranno i capelli. Sono un pragmatico, credo nel rasoio di Occam che dice, "procedi con la risposta più logica, probabilmente è quella giusta." [Veramente dice qualcosa di leggermente differente: "Entia non sunt multiplicanda, praeter necessitatem", "Non si devono aggiungere elementi [sottinteso: ad una dimostrazione, ad una teoria] se non necessari.", NdT].

A volte ti fregano, a volte ti fregano. Ma sappiamo che non c'è Polusid R [non sono riuscito a decifrare di che diavolo si tratti, NdT] al centro della terra. Lo deduciamo dalle rilevazioni sismiche. Lo sappiamo. Sappiamo molto bene che non c'è una faccia su Marte. Non me ne frega niente quanta gente dica "C'è un volto su Marte." Sì, la faccia di tua madre c'è su Marte. E' solo un'ombra, o una struttura rocciosa. Non c'è vita su Marte. Potremo, forse un giorno, trovare la vita o che lei ci trovi, ma è una lunga strada.

Mi sembra che ci convenga molto di più preoccuparci di imparare a vivere uno con l'altro, cosa che non abbiamo imparato a fare molto bene, dall'alba della storia...piuttosto che preoccuparci come avere a che fare con creature con piccole teste che scendono giù e vogliono farci un clistere. Detesto essere così razionale, so che alla gente piacerebbe che io dicessi: "Credo che Whitley Streiber sia stato preso a bordo di un disco volante."

No, io penso che Whitley Streiber, probabilmente una persona stupenda, si autoilluda. Intendo che ormai ci crede veramente, e anche che ci ha fatto un sacco di soldi. Ma non credo che l'abbia fatto per soldi, penso che ci creda veramente. Esattamente come Giovanna d'Arco pensava che Dio le parlasse. Ma Dio ha cose più importanti da fare che parlare con le giovanette francesi in cella. Ed ha altro da fare che farti crescere i peli sulla mano se ti masturbi.

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