Grey Plague

Red è una ragazza con un potere speciale: riesce a esaminare l'organismo delle persone attorno a lei, a vederne i muscoli, le ossa... e le malattie che stanno covando. Ha sempre avuto questo potere, che l'ha resa immune da ogni malanno.
Ma adesso sembra esserci una nuova forma di tubercolosi in giro: la Grey Plague. I poteri di Red saranno sufficienti a far fronte all'emergenza?

Grey Plague è una VN/educational game realizzata da Zephyo, autrice che abbiamo già visto con He Beat Her.

Ora, come al solito, io non ho badato a chi fosse l'autrice della VN prima di giocarla, altrimenti, ve lo dico subito, mi sarei risparmiata l'esperienza. Ma non saltiamo subito alle conclusioni – che, comunque, come potete vedere dal voto qua a fianco, sono più lusinghiere che in He Beat Her. Andiamo con ordine.

In Grey Plague, noi seguiamo Red alla scoperta di questa nuova malattia, e la aiutiamo, attraverso dei minigiochi, a debellarla in alcuni organismi. Il sistema è simpatico, anche se molto semplice, direi quasi rudimentale. Noi verremo messi alla guida di un anticorpo, e dovremo girare per alcune zone dell'organismo, cercando le zone infette e ripulendole dove possibile. Molto più facile a farsi che a spiegarsi, basta muovere l'anticorpo verso le particelle di Grey Plague e ta-da! Le assorbiremo e debelleremo. Non potremo fare nulla, però, per zone già infette, che potrebbero anche bloccarci il passaggio.

I mini-game di per sé non sono molto difficili. La VN, prima di lanciarci in uno di essi, fornisce delle spiegazioni base di biologia: cosa sono gli anticorpi, come funzionano; cos'è la tubercolosi e come funziona questa specifica variante (che mi risulta non esistere nella realtà). Qua e là nel gioco ci troveremo di fronte a degli scenari in cui dovremo mettere a frutto quel che avremo imparato, per esempio scegliendo la giusta zona su cui intervenire dall'esame dell'organismo di una persona infetta.

A seconda della nostra abilità sbloccheremo uno fra diversi finali. Io non sono riuscita a raggiungere quello positivo, e non ho capito come mai.

Questa parte è quella che funziona meglio, sebbene l'intento didattico sia un po' troppo spiattellato e non troppo amalgamato alla trama.

Ma la trama è dove la VN fa cilecca, esattamente come in He Beat Her. Qui la storia sembra quasi una bozza che nessuno si è curato di risistemare: i vari espedienti narrativi sono cliché e inverosimili, nonché a malapena abbozzati, i dialoghi sono sempre forzatissimi e in alcuni punti addirittura le scene non ci sono e sono sostituite da un riassuntino.

Vi dico solo che c'è una scena in cui Red entra in ospedale e assiste a un dialogo “molto credibile” fra due dottori e un rappresentante farmaceutico (che ovviamente è un imbroglione che vuole speculare sui malanni altrui) e tutti i personaggi parlano in modo assolutamente sopra le righe, molto retorico, spiegando a noi lettori come se fossimo bambini di quattro anni. Raramente mi sono capitate scene e dialoghi più rozzi, se non nelle bozze delle bozze di un'opera, nello stadio in cui si mettono giù cose tipo: “Qui la protagonista sente il dialogo in cui il kattivo svela i suoi piani”.

Siccome siamo a questi livelli, è inutile ogni considerazione ulteriore sulla costruzione della storia, la profondità dei personaggi (inesistente, ma non era possibile veicolarla in questo modo, anche se l'autrice avesse avuto per le mani Amleto), l'ambientazione ed eventuali “messaggi” (che pensavo ci fossero, ma poi il finale... boh... ma, appunto, qui poteva anche esserci l'intenzione, ma visto il livello espressivo è inutile considerare la cosa).

Graficamente, Grey Plague è bellissimo: i disegni sono stupendi e splendidamente colorati. I mini-giochi sono disegnati in maniera diversa, più “abbozzata” (potete vedere qualche esempio nella recensione stessa). Non ho nulla da dire sulla musica, nella media.

Non sono presenti alcune funzioni tipiche delle VN (…), come la possibilità di tornare alla linea di dialogo precedente. Davvero, basta con queste mancanze basilari!

Grey Plague è in inglese. A parte i termini medici, che comunque non sono mai troppo complessi e ci vengono spiegati in linguaggio “della strada”, non si tratta di un inglese troppo difficile.

Consiglio, dunque, questo Grey Plague? Nì. La parte educativa, paradossalmente, è la più curiosa. Se volete fare l'esperienza di impersonare un anticorpo, dateci uno sguardo. Come storia in sé, assolutamente non vale la pena.

He Beat Her

In He Beat Her noi interpretiamo l'avvocato di un ragazzo accusato di aver picchiato la sua fidanzata. Mancano 5 minuti al verdetto del giudice, e abbiamo un'ultima chance di fare un'azione che potrebbe regalarci la vittoria.

He Beat Her è una Visual Novel un po' atipica realizzata da Zephyo per il Ludum Dare 39, il cui tema era: “running out of power”. E' atipica nel tipo di gameplay che propone. Noi avremo 5 minuti (in real time) in cui potremo fare una azione: dovremo scriverla in un box di testo, come se fosse un'avventura testuale. La particolarità è che è molto difficile, alla prima partita, beccare l'azione (o una delle azioni) “giusta”. Il gioco prevede che noi perdiamo e perdiamo, accumulando intanto informazioni preziose che potremo poi usare nelle partite successive per arrivare finalmente a vincere il caso. Non c'è nessuna giustificazione in-game per questo meccanismo, nel senso che non c'è un viaggio nel tempo o simile, che quindi fa sì che noi “torniamo indietro” ogni volta. E' puro meta-gaming. Sono anche disposta a chiudere un occhio sulla cosa, visto e considerato che l'opera è stata fatta in 48 ore ed è brevissima (una giocata dura 5 minuti), quindi l'effetto “oh, ma che simpatica trovata” fine a se stesso ci sta pure. Ma è tutto il resto il problema.

Ora, io capisco che non si possa pretendere molto da un'opera creata in 48 ore, ma ci sono stati altri titoli degnissimi realizzati per altri Ludum Dare. In He Beat Her non c'è una cosa che funzioni. Partiamo dalla storia.

Noi siamo un avvocato evidentemente incompetente: a 5 minuti dal verdetto finale non ci siamo neanche accorti che il nostro cliente ha una ferita al collo, o che la sua ragazza, quella che lui è accusato di aver picchiato, ha problemi mentali ed è sotto terapia. Cosa abbiamo fatto, esattamente, dal momento della denuncia al momento del verdetto? In cosa è consistito il nostro lavoro? Mistero.

In questi famosi 5 minuti, fra le varie azioni possibili, potremo fregare la borsetta della ragazza dell'accusato, che lei ci lascerà per andarsene a piangere in bagno. Ma... il senso? E l'avvocato dell'accusa che fa, dorme anche lui? Sono tutti rincoglioniti in questa visual novel?

La ciliegina sulla torta arriva quando riusciremo a volgere i fatti a nostro favore. Sì, *spoiler*, in caso aveste paura di perdervi qualcosa. La ragazza ha problemi mentali e quindi è violenta. E' stata lei a picchiare lui, ma lui, poveretto, non se la sentiva di accusarla. Non so da dove cominciare: cliché sui pazzi violenti? Check. Cliché sulla povera vittima che non se la sente di accusare il carnefice? Check.

Aggiungiamo che anche il giudice in questa visual novel è un rincoglionito, perché gli basta sapere che lei ha una malattia mentale per ribaltare il giudizio... Il messaggio che questa VN fa passare è, essenzialmente, che se uno è schizofrenico o soffre di doppia personalità o comunque ha una malattia mentale, automaticamente è colpevole. Di solito non sono una che si lamenta del messaggio che le opere fanno passare, perché è giusto che ogni tipo di moralità abbia le stesse opportunità, ma in questo caso il messaggio è palesemente falso e anche veicolato tramite stupidate e cliché.

Si salva l'aspetto grafico, molto bellino, dallo stile evocativo. Ill menu, anche se un po' glitchoso (non sempre prende bene il click) è adeguato all'atmosfera della visual novel. Ho apprezzato anche le musiche, adatte a creare suspance.

Non posso consigliare He Beat Her. Se volete quel tipo di meta-game che propone, ci sono mille altri giochi che, chi più chi meno, offrono la stessa cosa, e che hanno anche una storia decente.