Date Warp

Janet Bhaskar frequenta il college e non ha mai avuto un appuntamento con un ragazzo. La sua amica Vanessa le organizza quindi un'uscita con Bradley (mai una che si faccia i fatti suoi), un ragazzo che pare esca con tutte quelle che gli capitano a tiro senza poi combinarci niente.
L'appuntamento è una noia mortale e in più sulla via del ritorno scoppia un temporale, i due si perdono e l'auto si ferma. L'unica salvezza: le luci di una grande casa in mezzo al bosco.

Queste le premesse di Date Warp, vecchia visual novel della Hanako Games, in collaborazione con la Spiky Caterpillar. Abbiamo già conosciuto la Hanako Games per il loro lavoro con Black Closet, Long Live the Queen e simili; e la Spiky Caterpillar ha creato Science Girls altro titolo recensito qua su OGI.

Di Date Warp potete vedere tutto il prologo, con qualche considerazione aggiuntiva, in questo video: 

Tutti quelli a cui non piace guardare video, continuino pure a leggere.

A prima vista, Date Warp sembra un otome come tutti gli altri: nella casa in mezzo al bosco troveremo una sfilza di bonazzi ed è abbastanza ovvio che dovremo scegliere quale di loro conquistare.

Ma non è tutto qui. Tutti i bonazzi, infatti, nascondono un segreto, che la povera Janet deve scoprire se vuole tornare alla sua vita. Ovviamente, non vi dico di cosa si tratta, ma di mezzo c'è qualche viaggio nel tempo, tra le altre cose (non è uno spoiler, si capisce praticamente subito).

Si nota ben presto che Date Warp non è all'altezza degli ultimi titoli della HG, ma non c'è da sorprendersi visto che è un titolo molto vecchio. Non siamo, comunque, ai livelli di inutilità di Science Girls: la trama di Date Warp è decente e i personaggi sono abbastanza sviluppati, benché si noti una certa poca cura in alcune parti. In particolare, la parte scientifica non mi ha convinta granché e la logica del finale lascia un po' a desiderare: il true ending è molto “disneyano” nel senso peggiore del termine, pare che l'aMMore (inteso in senso molto ampio) salvi la giornata. Si poteva fare di meglio.

Giacché ne parliamo, di finali ce ne sono parecchi: 2 per bonazzo più un true ending, per un totale di ben 11 finali. La route media non è tanto lunga, un tre-quattro ore ed è fattibilissimo scovare tutti i finali in due giornate saltando le parti già lette.

Il gameplay è molto classico: si compiono delle scelte, che andranno a influenzare positivamente o negativamente l'affinità con questo o quel ragazzo. Dopo il prologo, è abbastanza facile capire cosa piace a questo o quel bonazzo, e quindi scegliere come comportarsi per conquistare “il prescelto” (oppure si può decidere di ruolare la personaggia a vedere che finale ci capita, ovviamente).

L'unica novità è la presenza di un minigioco che sblocca le scelte. Vi consiglio vivamente di dare un'occhiata al video per vedere il minigioco, è molto più veloce così e il primo esempio si trova proprio nei primi secondi di gioco. Si tratta di girare dei cavi elettrici in modo da portare “energia” alla scelta che vogliamo cliccare. Noioso e non aggiunge granché. Per fortuna, una volta sbloccata una scelta, è possibile selezionarla nei futuri playthrough saltando il mini-gioco.

Chiudo con la parte tecnica, ossia grafica, sonoro e musiche. Tutti questi aspetti sono nella media: siamo lontani dai risultati di Black Closet, ma siamo qualche gradino più su della VN media. I disegni sono graziosi ma non fanno impazzire e alcuni sprite sono proprio storticelli. Le illustrazioni sono invece bruttine, con personaggi storti e prospettiva non sempre perfetta.

Plauso per il video introduttivo, che in sé non è questo granché, se lo paragoniamo ai filmati di introduzione di un videogioco medio, ma nel panorama delle visual novel (amatoriali, per giunta) mostra impegno e una bella dose di cura. L'interfaccia è funzionale e graziosa, le musiche un po' noiose (eccezion fatta per quella dei credits, molto bellina).

Nel complesso, non ci troviamo davanti a un capolavoro, ma a una visual novel graziosa che, se vi piace il genere, non vi fa rimpiangere il tempo speso a leggerla.

Science Girls

Siete una liceale, state per raggiungere il vostro club scientifico, quando la scuola viene attaccata da un gruppo di vegetali assassini. Cosa fate?
L'ovvia risposta è la seguente: radunate le vostre amiche del club e mazzolate le piante nel tentativo di salvare la Terra.

Science Girls è una delle prime opere pubblicate dalla Hanako Games, che abbiamo conosciuto per altre visual novels come Long Live the Queen, e Black Closet. Sviluppata in collaborazione con la Spiky Caterpillar, Science Girls è un misto fra VN ed RPG e purtroppo si nota che si tratta di un titolo acerbo, dove l'abilità del team della Hanako Games non erano ancora ben sfruttate.

La trama è molto semplice, non particolarmente memorabile o originale: arrivano le piante, bisogna farle fuori, si salva la Terra, fine. Il tono è umoristico, e ho apprezzato diversi dettagli assurdi delle piante, ma il tutto non è abbastanza curato da restare davvero impresso.

Anche le protagoniste non restano impresse. Avremo a disposizione 6 studentesse, ognuna legata a una disciplina scientifica (fisica, chimica, ecc). La nostra personaggia principale, rappresentate della Psicologia, è l'unica che potremo personalizzare fin dall'inizio, distribuendo i suoi punti caratteristica. Ed è, tristemente, anche quella più scilba: forse per far sì che ogni giocatore possa modellarla come vuole tramite le (poche) scelte di dialogo, il suo carattere è lasciamo molto abbozzato.

Le sue compagne non sono degli stereotipi, ma quasi: è assente ogni tipo di crescita del pg e di profondità psicologica. In generale, i loro dialoghi sono lì per informarci sulla trama e per strappare qualche sorriso.

Il gameplay risulta altrettanto semplificato. Le nostre eroine avranno a disposizione diversi punti caratteristica e alcune abilità, sbloccabili al raggiungimento di determinati livelli. Ad ogni passaggio di livello otterremo un punto da distribuire dove vorremo, fra caratteristiche e abilità.
In combattimento, avremo tutte e sei le ragazze a disposizione, ma solo le tre in prima fila parteciperanno attivamente. E' possibile scambiare in qualsiasi momento una ragazza della prima fila con una di quelle "in riserva", cosa che permette di creare un minimo di strategia (uso Tizia che avvelena il nemico per 5 round, poi la metto in riserva e uso Caia che lo alettrifica).
Comunque, niente di particolarmente complesso o sconvolgente.

Per fortuna, è possibile adottare diverse tattiche per affrontare il gioco e per sviluppare i pg, ma siamo davvero ai minimi termini dal punto di vista rpg-esco: la flessibilità del sistema di gioco è poca, i nemici sono bene o male quelli, e presto scatta la noia.
Alcuni combattimenti filler è possibile saltarli scappando dai nemici sulla mappa di gioco, ma i movimenti non sono precisi e quindi è difficile giudicare quando si sta andando bene e quando invece il nemico ci raggiungerà.
Aggiungiamo che non ho capito l'utilità della fuga durante il combattimento, visto che i nemici saranno lì dove li abbiamo lasciati e quindi dovremo affrontarli lo stesso. E aggiungiamo che sono pochissimi i modi in cui è possibile rigenerare gli SP, i punti da spendere per fare *qualsiasi azione*, compreso l'attacco base. Questo si traduce in interi combattimenti passati a difendersi (azione che rigenera SP, attuabile SOLO in combattimento) per racimolare abbastanza SP per qualche altro scontro, per poi doverli ri-accumulare ecc ecc.
Insomma, il gioco è un po' frustrante e per niente coinvolgente da questo punto di vista.

La parte VN è anch'essa abbastanza scarna. Le scelte da compiere sono pochissime, e dall'effetto minimo. Non sono presenti sub-plot, storie romantiche, sotto quest, o altro.
Anche il mondo di gioco di per sé non brilla. I poteri delle ragazze sono ispirati alle rispettive scienze e ogni tanto una delle fanciulle ci farà una domanda-test su chimica, biologia o altro, ma questo è tutto.

Graficamente, il gioco è datato ma piacevole. Gli sprite non sono molti e un paio delle studfentesse sono un pelo troppo simili (le due coi capelli lunghi), ma ho apprezzato i disegni. Le mappe della parte RPG, invece, sono bruttarelle e alcuni mostri sembrano disegnati da un bambino - senza offesa per i bambini.

Il gioco è controllabile sia via mouse che via tastiera. Via mouse i controlli della mappa sono un po' più precisi, anche se a volte mi è capitato di voler cliccare sul menu per far avanzare di livello le studentesse e di farle invece camminare.

Il sonoro è grazioso, quando c'è. Da un certo punto in poi le musiche sono sparite e non sono stata in grado di riattivarle. Leggendo in giro, molti hanno avuto il mio problema. Ho apprezzato, comunque, i suoni di attacco delle studentesse e alcuni suoni dei mostri. Non c'è doppiaggio, ma non se ne sente particolarmente la mancanza.

In conclusione, questo non è un titolo che posso consigliare o promuovere: troppe le lacune e non ha neanche una spiccata personalità a bilanciare le carenze tecniche e videoludiche.