Nel 1977 e nel 1978 i computer iniziavano a entrare nelle case. Le mogli, i genitori, i figli, i fratelli, i compagni di stanza, tutti -confusi (o forse no)- ripetevano la stessa domanda: "... ma, concretamente, che cosa puoi farci?"
I nuovi orgogliosi proprietari si resero presto conto che non era affatto facile rispondere a quella domanda, perché quelle macchine erano oltremodo limitate; il TRS-80 non aveva colori, aveva solo minime capacità grafiche, niente sonoro, e non aveva neppure le lettere minuscole, perdinci (Radio Shack infatti si era rifiutata -come ormai potete ben immaginare da soli- di "sperperare" i circa 2 dollari necessari per implementarle)! Non ci si poteva nemmeno connettere una stampante prima dell'avvento della costosa "interfaccia d'espansione", che Radio Shack distribuì a partire dalla metà del 1978. Perfino quella che qualche anno dopo sarebbe diventata la scusa principale per acquistare un computer ("Possiamo usarlo per scrivere e poi i bambini potranno farci i compiti a casa...") in realtà non era applicabile alle macchine del '77.

Il TRS-80 veniva equipaggiato con due programmi distribuiti su una cassetta: le versioni digitali del backgammon e del blackjack. Radio Shack aveva però anche quattro "applicazioni di produttività" già disponibili al lancio. Tanto per iniziare c'erano dei software didattici che avrebbero dovuto aiutare i bambini con la matematica e poi c'era un sistema di gestione della contabilità familiare ("Quicken", in 4 K!). C'era anche un programma per le buste paga, presumibilmente lo stesso che French e Leininger avevano mostrato a Charles Tandy, il capo della società, per convincerlo del potenziale del TRS-80; lo stesso programma che andò in crash quando Tandy vi inserì uno stipendio annuale (il suo) troppo grande perché il programma potesse gestirlo...

E poi c'erano le utility "da cucina", per convertire le unità di misura e per archiviare dei messaggi da lasciare agli altri membri della famiglia. Questo ultimo software è un buon esempio di come la stessa Radio Shack avesse le idee molto confuse su come il loro computer sarebbe stato veramente utilizzato.
Si direbbe però che fossero piuttosto eccitati all'idea vedere i propri TRS-80 alloggiati nelle cucina delle famiglie, arrivando a includere molte foto del genere nei loro materiali promozionali; viene però spontaneo chiedersi quale vantaggio potesse offrire a quel tempo un complicato computer a cassette, rispetto a una normale calcolatrice, o a un buon vecchio quaderno con lapis. Soluzioni di questo tipo, assai più complicate e dispendiose in termini di tempo dei metodi tradizionali che volevano rimpiazzare, erano tipiche di questo primo periodo del mercato del software.
Per quanto Radio Shack e i suoi utenti si sforzassero di dipingere il TRS-80 come uno strumento "per fare cose serie", possiamo affermare con certezza che praticamente tutti coloro che lo acquistarono volevano per prima cosa... giocarci. Non dobbiamo quindi stupirci se esso venne commercializzato con due giochi nella sua dotazione di base. 

Tuttavia Radio Shack dette prova di una notevole lungimiranza, comprendendo da subito che le loro macchine necessitavano di software a supporto. Incoraggiarono attivamente i primi acquirenti a creare programmi per la loro macchina, diffondendo la notizia che avrebbero messo in vendita nei loro negozi i migliori programmi realizzati; si rivelò una buona idea, che senza dubbio contribuì a far sì che il TRS-80 avesse nel 1979 una libreria di software ben più ampia di quella dei suoi concorrenti, Apple e Commodore.
Tuttavia, nell'attesa che questa libreria di software venisse sviluppata, gli utenti dovettero trovare altri modi per far fare qualcosa al loro TRS-80. Una possibilità, ovviamente, era scriversi da soli i propri programmi. Per incentivare questo tipo di iniziative il TRS-80 fu venduto con un guida al BASIC scritta da David Lien, chiara e dettagliata, e che ancora oggi è considerata un specie di classico del genere.
Nonostante questo erano in molti a desiderare dei programmi già pronti, che potessero essere inseriti e lanciati, se non altro per imparare a programmare e per usarli come base da cui partire nelle proprie esplorazioni del BASIC.



Per fortuna queste persone ben presto trovarono un'ampia libreria di codice da cui attingere. Nel 1977 infatti il BASIC era già in uso sui grandi computer istituzionali da più di dieci anni, con una vasta libreria di programmi in attesa di esseri inseriti in tutti quei nuovi TRS-80. Nei suoi primissimi mesi di vita c'erano stringenti limitazioni imposte dalla poca memoria disponibile e dal primitivo BASIC che implementava, ma con l'arrivo delle macchine a 16 K e del BASIC Level 2 fu possibile senza grandi sforzi convertire per il TRS-80 la maggior parte del software BASIC esistente e trasportare i programmi fra i tre home-computer dell'epoca (che diversamente sarebbero stati del tutto incompatibili). Fu così che il BASIC divenne una "lingua franca", un ponte fra tutte quelle macchine diverse (o, se preferite, divenne una sorta di Java di fine anni '70).
Tutto quel codice BASIC che gli utenti di macchine come l'HP-2100 avevano creato e si erano scambiati per anni, ora arrivò nelle camere da letto e nei soggiorni. Di colpo i vecchi software pubblicati su riveste come Creative Computing assunsero una nuova rilevanza. Nel 1976 e nel 1977 Creative Computing pubblicò con un tempismo perfetto due "best of" pieni di programmi da inserire e di problemi di programmazione da risolvere; entrambi i libri vendettero benissimo fra il nuovo pubblico di utenti di microcomputer. Nel 1978 Creative Computing pubblicò "BASIC Computer Games", una revisione di un libro che il suo fondatore David Ahl aveva pubblicato per la prima volta nel 1973. Esso conteneva 101 giochi presi dai primi cinque anni di vita della rivista (e alcuni anche ad essa antecedenti), nati in posti come la People’s Computer Company, e si rivelò presto un clamoroso successo, una pietra miliare per un'intera generazione di giocatori e programmatori in erba.

Fra i programmi di cui ho precedentemente parlato in questo blog, Hunt the Wumpus arrivò sul TRS-80 assai rapidamente, insieme ai suoi predecessori.
The Oregon Trail invece inizialmente non lo fece, forse perché il MECC aveva intuito che fra le mani aveva una proprietà di un certo valore e quindi aveva iniziato a invocare il proprio diritto d'autore. Tuttavia nel numero di Ottobre del 1979 della rivista SoftSide fu pubblicato un titolo chiamato "Westward 1847", attribuito a un certo John C. Sherman. Un rapido sguardo al codice rivela che questo Westward 1847 non è altro che il nostro vecchio amico The Oregon Trail, leggermente modificato per farlo girare sul TRS-80.
Invece, per quanto rigurda Adventure... beh, quello ero un programma assai più complesso e per di più non era scritto in BASIC, il che lo rendeva assai più difficile da affrontare. Ma su questo punto tornerò più in dettaglio molto presto.



Fra i programmi che iniziarono ad apparire su questi nuovi microcomputer c'era anche una curiosa simulazione di una seduta di psicoterapia. Nel prossimo articolo mi occuperò di questo importantissimo programma e del suo retaggio.

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Articoli precedenti:
- Sulle tracce di The Oregon Trail
- In difesa del BASIC
- A Caccia del Wumpus
- L'Avventura di Crowther
- TOPS-10 in a Box
- L'Avventura completata
- Tutto il TRaSh del TRS-80

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