Ancora If Comp 2015!

Continuano le recensioni delle avventure di questo IfComp 2015. Prima di lasciarvi alle nuove recensioni, però, un piccolo bilancio dei primi dodici giochi fin qui analizzati, fra i quali vogliamo segnalarvene tre particolarmente meritevoli.
Brain Guzzlers from Beyond! e Darkiss sono entrambe due ottime avventure testuali a parser, eseguite alla perfezione e -nonostante le due ambientazioni completamente diverse- li consigliamo sicuramente entrambi.
Nel genere racconto interattivo spicca invece Cape, una bella storia di supereroi, dall'ambientazione urbana e dalle tematiche politiche e sociali.


Pubblichiamo poi anche le mappe di
5 Minutes To Burn Something e Brain Guzzlers from Beyond!

Segnalamo infine che due giochi sono stati ritirati dalla competizione.
- Emily is Away sarà ufficialmente in vendita dal 16 Ottobre e per tanto non può più partecipare all'IFComp.
-
Paradise, che è un gioco testuale sandbox, era già pubblico da alcuni mesi e, se anche l'autore ne ha modificato il mondo con nuovi contenuti appositamente per l'IFComp, il titolo non è stato considerato inedito.

Passiamo quindi alle recensioni!

Ether
di Mathbrush
(a cura di Diavolo dei Crocicchi)

Ether è il titolo di esordio di MathBrush, nickname di Brian Rushwood. In quanto opera prima, è difficile reperire informazioni su questo autore, che tuttavia si è rivelato essere giocatore di diverse avventure testuali sviluppate coi più diversi metodi, avventure che poi da lui stesso sono state anche recensite.
Il problema è che, nonostante questo suo interesse, Rushwood non sembra aver capito come costruire un'avventura testuale degna di questo nome.
In Ether ci ritroveremo ad impersonare un cefalopode volteggiante in un mondo d'aria alla ricerca di alcuni oggetti che ci permetteranno di viaggiare verso un nuovo mondo. Bene: la trama finisce qui. In questa avventura, infatti, non c'è praticamente nulla da fare se non raccogliere queste strane sostanze; il problema è che non è presente il benché minimo ostacolo o enigma, inoltre molto spesso per proseguire nella narrazione basta solo aspettare qualche turno per far accadere un evento. Via via che si raccolgono gli oggetti il mondo attorno a noi cambia secondo un ben preciso schema, ma, purtroppo, il modo in cui questo è giustificato è abbastanza fragile.
Interessante solamente l'idea di sviluppare il mondo in una griglia 9x9x9, in cui a seconda dell'altezza, longitudine e latitudine i diversi fenomeni atmosferici permetteranno la giusta interazione con gli oggetti (anche se, per dirne una, la realizzazione è ben lontana dal sonar di Seastalker). Anche l'idea di base, a mio parere, è fenomenale: la descrizione di un cefalopode volante non è da tutti i giorni ed ha attirato subito la mia attenzione, peccato però che le enormi potenzialità che ha un concept del genere non siano state minimamente sfruttate. Nemmeno le descrizioni degli scenari bastano a salvare l'avventura: ripetitive senza mai un guizzo di eventi casuali.
Essendo un'avventura essenzialmente "esplorativa", è comunque positivo che l'autore abbia implementato alcuni comandi originali che permettano di economizzare in modo abbastanza intelligente il numero di volte che il giocatore deve digitare un comando direzionale.
Fa piacere che l'interactive fiction abbia guadagnato un nuovo sviluppatore, ma avrei preferito un po' più di serietà aspettando che l'autore si facesse le ossa: se questo titolo non fosse stato presentato ad una competizione internazionale, probabilmente sarei stato meno severo nel giudizio.

Voto = 6

 

Brain Guzzlers from Beyond!
di Steph Cherrywell
(a cura di The Ancient One)

Steph Cherrywell è un autore apparso da poco sulla scena dell'IF, ma già assai apprezzato dagli estimatori delle avventure testuali a parser grazie al successo dei suoi titoli precedenti, fra cui spiccano Chlorophyll (1° posto al ParserComp 2015) e Jacqueline, Jungle Queen! (3° posto all'IFComp 2014). Brain Guzzlers from Beyond! non è da meno, anzi!
Quella che ci troveremo a vivere (come anticipato dal bellissimo feely allegato al gioco) è una storia di fantascienza in chiave spiccatamente comica, ambientata in una ridente cittadina americana degli anni '50 che si ritrova a sua insaputa sotto l'attacco dei "Ciuccia Cervelli dello Spazio Profondo".
Il gioco vanta una trentina di locazioni accessibili in modo progressivo e un gran numero di puzzle, tutti estremamente semplici ma anche logici e gratificanti (seppure un paio richiedano un po' di sforzo d'immaginazione, tipo quello del "RPS Canon"). Senza restare praticamente mai bloccato, ho giocato sicuramente per più di tre ore senza interruzioni, vivendo con soddisfazione l'intensa fase enigmistica.
La parte migliore del gioco è quella centrale, quando al termine di una fase di enigmi la narrazione si fa più serrata, con una parte narrativa gestita tramite dialoghi. Questa è una vera chicca e ha il sapore di un intelligente "quick time event", riflessivo e molto coinvolgente.
Ritengo che la storia si sarebbe dovuta concludere lì, giacché la seconda parte (non meno lunga della prima), perde un po' di mordente e conduce a un finale sicuramente meno emozionante del climax centrale.
Un gran bel gioco, che consiglio a tutti. Steph Cherrywell può puntare in alto anche nell'IFComp 2015!

Voto = 9

Consulta la mappa di Brain Guzzlers from Beyond!

 

Capsule II - The 11th Sandman
PaperBlurt

(a cura di The Ancient One)

PaperBlurt è un prolifico autore, che ha già partecipato all'IFComp 2014 con Zest (14° posto). Questo Casule II è il secondo capitolo di una trilogia sci-fi. La storia, abbastanza lineare, è narrata tramite link, ma trova un fortissimo segno distintivo nel buon uso della grafica, mai troppo invadente ma quasi sempre presente. Resta un'esperienza pienamente testuale, dove però gli elementi grafici aiutano a creare il mood e a rafforzare l'ambientazione. Di grande impatto l'ultima romantica immagine.
Il gioco è breve e si lascia giocare in circa 30 minuti. Non è necessario aver affrontato il primo capitolo, i cui eventi sono efficaciemente riassunti all'inizio del gioco. La storia, l'atmosfera e l'ottimo ritmo narrativo sono certamente il punto di forza di questo titolo, che saprà catturerà da subito la vostra attenzione. L'umanità è a rischio di estinzione e sta compiendo su una singola nave spaziale un viaggio di 100 anni verso un nuovo mondo. Tutti i sopravvissuti sono ibernati, a esclusione di un singolo umano (il Sandman, "l'omino del sonno") che -a turni di otto anni- dovrà vegliare sul sonno del genere umano. Ovviamente non andrà tutto liscio...
Il gioco sul finale presenta anche delle possibilità di interazione, che conducono (in modo intelligibile per il giocatore!) a finali diversi seppur tutti col medesimo esito materiale.
Non è una storia di chissà quale respiro (a differenza, per dire, di Cape di Bruno Dias), ma è solida fantascienza e non vi pentirete di averla provata.

VOTO = 7

 

Duel
di piato
(a cura di The Ancient One)

Duel è il titolo d'esordio di piato. Il gioco è scritto in Twine e presenta un'ottima componente ludica, essendo in sostanza un grosso puzzle ben ideato.
La storia ci parla di un mistico duello fra due sfidanti legati a un palo, che si combattono tramite due diversi set di evocazioni mentali. Queste evocazioni sono predefinite e ognuna utilizzabile una sola volta. Il gameplay consiste appunto nel trovare, attraverso una faticosa serie di tentativi, il giusto ordine con cui usare questi poteri.
I poteri hanno nomi evocativi come "ricordo di potere e terrore" e "ricordo di perfetta desolazione", e ognuno di loro è anticipato da una breve descrizione del ricordo stesso. Queste descrizioni, di non facilissima lettura e di non facilissima visualizzazione, mettono però in scena un mondo fantasy coerente e abbastanza originale.
Il gioco è interessante, sia per la meccanica del puzzle (non certo nuova, ma qui ben implementata) che per l'ambientazione (non è facile con il fantasy dire qualcosa di nuovo e non banale). Tuttavia non mi ha fatto innamorare, perché ho trovato il gameplay molto faticoso (e, non volendo ricorrere alla soluzione non sono riuscito a finirlo) e il testo piuttosto impegnativo da visualizzare. Da provare.

VOTO = 7

 

Crossroads
di Cat Manning

(a cura di The Ancient One)

Crossroads (titolo d'esordio di Cat Manning) è una breve storia scritta in Twine, che rappresenta un minuscolo "romanzo di formazione" interattivo. Crossroads ha una premessa (il protagonista è in cerca di una soluzione al suo problema), un percorso formativo (in cui conoscerà il male e attraverserà il bosco) e una conclusione (in cui presumibilmente il protagonista troverà soluzione).
Il gioco si occupa volutamente solo della parte centrale, il cammino e le sue difficoltà, lasciando al giocatore (che a tutti gli effetti sta giocando di ruolo) il compito di costruire il resto e riempire i vuoti volutamente lasciati dall'autore. Spetterà quindi a noi definire nella nostra immaginazione il conflitto che muove il protagonista, per poi andarlo a risolvere giocando.
In questo compito il gioco ci assiste con vari strumenti di interazione volti a stimolare e incanalare la nostra fantasia. Le nostra motivazioni vengono tratteggiate con scelte multiple molto vaghe (siamo stati feriti? abbiamo ferito noi?), oppure con lunghe pause nella visualizzazione del testo che ci suggeriscono di fermarsi e sgombrare la mente, oppure ancora con continui click sullo stesso link a simulare un respiro che ritrova la sua calma e elabora ciò che ha appreso.
Il meccanismo funziona bene, e tanto meglio in relazione a quanto il giocatore intende investire emotivamente nel gioco. Quindi l'esperimento per me è indiscutibilmente un successo.
Tuttavia è un successo non troppo entusiasmante, perché l'esperienza è comunque molto breve e fine a sé stessa, non essendo inserito in una cornice narrativa più ampia, dove invece ci piacerebbe vederlo.

VOTO = 7

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